Smart Cities e Big Data, un’opportunità per proteggere meglio le persone e le città

AXA-Bocconi Seminar 2016 (Foto Massimiliano Stucchi) Imc

AXA-Bocconi Seminar 2016 (Foto Massimiliano Stucchi) Imc

Al centro del seminario annuale di AXA – in partnership con Università Bocconi – la difficile gestione del rischio nei centri urbani, le smart city come luogo elettivo per una crescita sostenibile attraverso la tecnologia (e l’analisi dei dati) e il ruolo delle assicurazioni

Secondo uno studio elaborato da AXA nel 2030 la popolazione mondiale vivrà per il 60% nelle città, una situazione che rende infatti i centri urbani più vulnerabili ed esposti all’impatto di rischi nuovi o emergenti. La capacità di anticipare e gestire questi rischi, con risposte innovative rese possibili dalla tecnologia e nel rispetto del clima, è un aspetto al centro dell’agenda italiana e europea, sul quale protagonisti del mondo economico e sociale, scientifico e istituzionale si sono confrontati nell’edizione 2016 dell’AXA-Bocconi Seminar.

La transizione verso le cosiddette smart cities – si legge in una nota – “avverrà sfruttando l’evoluzione apportata dalle nuove tecnologie, dalla sharing economy e dall’Internet of Things, che rivoluzionerà modo di vivere, di lavorare, di muoversi e abitare i centri urbani”. Al centro di questo cambiamento risulterà fondamentale essere in grado di saper sfruttare la straordinaria potenzialità dei Big Data. Un tema che secondo Gartner interessa il 76% delle aziende intervistate, che hanno dichiarato di aver investito o di voler investire nei prossimi due anni (un valore in crescita rispetto al biennio precedente). Un dato che risulta ancora più consistente quando si analizza il settore retail, servizi e assicurazioni, dove l’80% delle imprese ha già investito in tecnologie utili al processamento dei Big Data (o intende farlo entro due anni).

Con 42 miliardi di oggetti connessi raggiunti nel 2015 – ed una stima a 155 miliardi nel 2025 – lo sviluppo delle città intelligenti passa anche “dalla crescente integrazione di reti che alimentano un ecosistema socio-economico caratterizzato dalla sharing economy, dalla condivisione e dallo scambio di beni e servizi tra aziende e persone e tra persone e persone, e molto meno dalla logica del possesso”. Uno scenario dirompente per le amministrazioni comunali, che apre nuove opportunità e rivoluziona tradizionali modelli operativi, dall’assicurativo ai trasporti, dall’energia alla sicurezza. La vera sfida, sottolinea AXA, sarà capire come gestire ed estrarre valore da una mole di dati mai vista prima.

Dopo il saluto di Andrea Sironi, Rettore dell’Università Bocconi, l’evento ha visto la partecipazione e il dibattito, tra gli altri, di Emanuela Prandelli (LVMH Associate Professor in Fashion and Luxury Management dell’Università Bocconi), Giuseppe Gatti (membro del CdA di GDF SUEZ Energia Italia – ENGIE), Stefano Coiro (Regional Director divisione Utilities and Energy di Ericsson), Andrea Saviane (Country Manager Italia di BlaBlaCar), Frédéric de Courtois (amministratore delegato AXA Italia) e Flavio Piccolomini (amministratore delegato Italia e CEO Continental Europe and Africa di Marsh), moderati dal giornalista de Il Sole 24 Ore Luca De Biase.

L’impegno di AXA su questi temi – prosegue la nota – è via via crescente. Nel 2015 la Compagnia ha deciso di disinvestire 500 milioni di Euro in società esposte in attività connesse con combustibili fossili e di pianificare entro il 2020 tre miliardi di investimenti in energia sostenibile. Per il triennio 2015-2018, parallelamente, 35 milioni di Euro sono stati riservati alla ricerca accademica sul clima e i rischi ambientali, e 200 milioni destinati a progetti di start-up nel campo delle innovazioni strategiche nel settore assicurativo, asset management, industria dei servizi tecnologici finanziari e dei servizi sanitari.

“Siamo stati pionieri nella sharing economy in Italia – ha concluso de Courtois – con la partnership con BlaBlaCar, la più grande community al mondo per i viaggi in auto condivisi. La grande novità della economia collaborativa è che la tecnologia ha reso possibile lo scambio di fiducia tra sconosciuti. E noi abbiamo scelto di proteggere questo capitale di fiducia”.

Intermedia Channel


(nelle foto in apertura e nella galleria che segue, di Massimiliano Stucchi, alcuni momenti dell’AXA-Bocconi Seminar 2016)

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