Socio amministratore Srl, quando scatta la doppia iscrizione previdenziale

Amministratore - Manager Imc

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(Autore: Temistocle Bussino – Il Sole 24 Ore)

Oltre alla Gestione separata, l’abitualità del lavoro in azienda è decisiva per la seconda imposizione

Sono amministratore e socio di una società Srl di natura commerciale. In qualità di amministratore, mi occupo soprattutto di avere contatti con fornitori, banche e di gestire il personale. Nel corso degli anni, mi è capitato e ancora oggi, seppur raramente, mi capita, di svolgere un lavoro strettamente operativo, legato alla effettiva vendita dei prodotti. Verso già i contributi alla Gestione separata Inps per i compensi percepiti in qualità di amministratore. Vi chiedo se devo necessariamente iscrivermi anche alla Gestione commercianti Inps, versando di fatto una doppia contribuzione. V.S.-MESTRE

L’obbligo di iscrizione alla Gestione commercianti sussiste a condizione che, tra i diversi e necessari requisiti previsti dalle norme di legge, i titolari o i soci partecipino personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

Il socio con più attività

Sull’obbligo di iscrizione del socio con più attività, è utile richiamare la circolare 78/2013, con la quale l’Inps interviene in maniera concreta e decisa sull’annosa questione della contribuzione del socio amministratore di Srl. Osserviamo subito come l’attività lavorativa che da luogo all’obbligo di iscrizione può avere tanto un contenuto organizzativo-direzionale, quanto meramente operativo. Inoltre, in entrambi i casi, il contenuto della prestazione lavorativa deve essere svolto con una modalità di prevalenza. Quindi, l’attività organizzativa o direzionale deve essere svolta con la partecipazione prevalente dei componenti della società e, in questo caso, il criterio della prevalenza impone che tale attività sia affidata nella maggior parte del suo contenuto ai soci; ovvero, l’attività operativa del singolo socio deve essere, oltre che abituale, prevalente, e in questo secondo caso, il criterio della prevalenza presuppone che lo stesso soggetto svolga almeno due attività, ciascuna delle quali preveda in astratto l’obbligo di iscrizione alla Gestione artigiani, commercianti o coltivatori diretti. Tra queste plurime attività di lavoro, l’Inps giudica prevalente quella alla quale il soggetto dedica personalmente la maggior quantità di tempo ed iscrive il soggetto nella unica, relativa gestione; ma la giurisprudenza ha anche suggerito un criterio analogo, per il quale l’attività prevalente è quella che produce il reddito più elevato.

Il socio amministratore

Nella circolare n. 78/2013, l’Inps prende in esame proprio il caso del socio amministratore di Srl o, più in generale, di un soggetto che svolga un’attività che lo obbliga all’iscrizione nella Gestione separata e una sola attività imprenditoriale (commerciante, artigiano o coltivatore diretto) che lo obbliga all’iscrizione nella corrispondente gestione. In questo caso, poiché il soggetto svolge una sola attività imprenditoriale, il criterio della prevalenza non ha ragione di essere applicato. Così, il socio amministratore di Srl, che svolge attività di commerciante nella sua impresa, come amministratore si iscrive nella Gestione separata, e come commerciante deve iscriversi anche nella Gestione speciale commercianti, a condizione che partecipi personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità. Sarebbe in questo caso superfluo e fuorviante il richiamo alla partecipazione prevalente, visto che la suaattività di commerciante è l’unica attività imprenditoriale svolta. Pertanto, nel caso del socio amministratore di Srl che percepisca compensi e che svolga una sola attività imprenditoriale vi è certamente l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata, mentre l’obbligo di iscrizione alle Gestioni commercianti, artigiani o coltivatori diretti è subordinata alla condizione della abitualità della prestazione lavorativa di natura imprenditoriale; è irrilevante quindi che questa sia o meno prevalente rispetto a quella di amministratore. Va da sé che, se il socio è un lavoratore dipendente a tempo pieno, l’attività prevalente non può che essere quella da lavoratore subordinato.

L’abitualità

Nel caso del socio amministratore di Srl, che svolga una sola attività tra quelle di commerciante, artigiano e coltivatore diretto, ai fini dell’obbligo dell’iscrizione nella corrispondente gestione, diventa cruciale, come sottolinea l’Inps nella circolare 78/2013, valutare con la massima attenzione il carattere personale e abituale dell’attività lavorativa del socio. L’obiettivo è di ridurre al massimo le occasioni di contenzioso, dal momento che è l’Inps stesso a dover fornire, se richiesto, la prova della legittimità dell’iscrizione alla gestione previdenziale. Pertanto, viene suggerito che la legittimità dell’iscrizione sia provata, oltre che da idonei documenti, anche da controlli presso le aziende.

Circa la verifica del carattere della abitualità, la circolare offre, oltre al richiamo al fatto che l’abitualità va valutata nel contesto del tipo di attività, alcune linee guida. Eccole:

  • assumono grande valore la sistematicità e la reiterazione della prestazione, che potrebbe quindi essere anche di breve durata, di poche ore al giorno e non tutti i giorni;
  • il carattere dell’abitualità può manifestarsi anche nella realizzazione di un singolo affare diretto al conseguimento di un profitto e che richieda una organizzazione complessa e articolata; in questo caso, emergono i caratteri dell’abitualità, sistematicità e continuità dell’attività posta in essere (Agenzia Entrate, risoluzione n. 126/2011);
  • è rilevante che una certa attenzione vada prestata alla presenza o all’assenza di altri dipendenti, secondo il suggerimento della Cassazione, sentenza 11685/2012, che ritiene legittima la valutazione del giudice di merito di ritenere provata la condizione dell’abitualità dalla circostanza che l’impresa fosse affidata al lavoro di due soli soci;
  • l’attività lavorativa può avere tanto un contenuto esecutivo, quanto un contenuto organizzativo e direzionale, contenuti che vanno indagati entrambi.

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