Solidarietà Veneto punta 30 milioni sul private equity

Andrea Tomat (3) Imc

Andrea Tomat (3) Imc

(Fonte: Milano Finanza)

Solidarietà Veneto, il fondo pensione contrattuale del mondo produttivo veneto, ha puntato 7 milioni sul fondo Assietta Private Equity III, il fondo che ha chiuso da poco la raccolta a quota 48 milioni di euro, gestito da Assietta Private Equity sgr. Per Solidarietà Veneto, attivo ormai dal 1990 con un patrimonio gestito a fine luglio di circa 950 milioni di euro, è un secondo esperimento nel private equity, visto che lo scorso febbraio aveva allocato 7 milioni al nuovo Fondo Sviluppo Pmi da 50 milioni gestito da Fvs sgr, l’ex Friulia sgr, che dallo scorso giugno è controllata al 51% da Veneto Sviluppo spa e partecipata per il resto da Friulia spa. Tuttavia, quello in Assietta è il primo esperimento di investimento in un fondo di private equity indipendente non solo per Solidarietà Veneto, ma più in generale per un fondo pensione contrattuale italiano. L’annuncio è stato dato venerdì 11 alla stampa locale a Treviso dai vertici del fondo pensione: il presidente Andrea Tomat (nella foto), il vicepresidente Maurizio Doppio e il direttore generale del fondo Paolo Stefan, alla presenza del team di Assietta sgr, che ha gestito la trattativa, l’amministratore delegato Marco Cornaglia e il consigliere delegato Maurizio Atzori. «Abbiamo fatto la scelta di aprirci all’investimento in private equity e quindi allo sviluppo delle pmi locali quattro anni fa. Ci è voluto del tempo per attrezzarci con le competenze adeguate e per strutturare un sistema di screening e monitoraggio del mercato che ci permettesse di iniziare l’avventura su basi solide», hanno spiegato i manager di Solidarietà Veneto. «A oggi abbiamo stanziato 30 milioni di euro per gli investimenti di private equity. Di questi, 14 milioni li abbiamo già allocati e ora siamo in due diligence per un terzo progetto. In ogni caso, a regime l’esposizione al private equity dovrà essere del 3-5% per il fondo e quindi, dato che il patrimonio del fondo cresce di circa 100 milioni all’anno, quei 30 milioni sono destinati a loro volta a crescere». Assietta, da parte sua, ha fatto lo sforzo di adeguare il regolamento del fondo alle specifiche richieste di Covip, hanno spiegato Cornaglia e Atzori.

L’esperimento di Solidarietà Veneto potrebbe essere il primo segnale di un’apertura di questo tipo di investitori agli asset alternativi, spinti dalla ricerca di rendimenti più ricchi di quelli dei titoli di Stato e dell’obbligazionario corporate e decorrelati rispetto all’andamento dei mercati azionari internazionali. Per coinvolgere i fondi pensione negli investimenti di private equity e di venture capital, il governo ha fatto la sua parte, estendendo anche agli investimenti diretti e indiretti di private equity e di venture capital il credito d’imposta a favore di fondi pensione e casse di previdenza, previsto inizialmente solo per gli investimenti in infrastrutture. Quanto al private debt, «ci abbiamo pensato, ma ormai avevamo intrapreso la ricerca di competenze sul private equity e allargare il range di investimento al debito avrebbe richiesto investire altre risorse. Ma certo in un secondo momento investiremo anche nei fondi di debito, che nel frattempo in molti casi oggi non sono più solo promesse sulla carta, ma hanno iniziato a investire».

E che il private debt inizi a interessare ai fondi pensione italiani lo ha detto a MF-Milano Finanza anche Matteo Cirla, amministratore delegato di Igi sgr, che ha appena lanciato la raccolta del suo primo fondo di private debt con target 150 milioni. «Stiamo ottenendo buoni riscontri anche da fondi pensione. Ci incontrano con un approccio costruttivo, sono interessati all’asset class», ha detto Cirla. Addirittura in Trentino Alto Adige è stato lanciato il Fondo Strategico del Trentino Alto Adige, dedicato al debito di pmi locali, che sarà gestito da Finint Investments sgr, con un patrimonio iniziale di 200 milioni, sottoscritto dalla Provincia autonoma di Trento, dalla Provincia autonoma di Bolzano e dal Fondo Pensione Laborfonds. Mentre nella regione PensPlan Invest sgr gestisce il fondo Euregio Minibond, nel quale ha anche investito direttamente. Pensplan Invest è la società di gestione nata nel 2001 nell’ambito dell’omonima iniziativa pubblica per lo sviluppo della previdenza complementare nella Regione Trentino Alto Adige-Südtirol ed è controllata al 64,4% dalla Regione stessa. A livello internazionale private equity e private debt continuano a raccogliere consensi tra i fondi pensione. BeBeez.it (il sito internet promosso da Aifi e di cui MF-Milano Finanza è media partner) ha riportato venerdì 11 settembre un sondaggio condotto tra 450 investitori internazionali dalla società di consulenza britannica Preqin, che indica che solo il 21% di questi non è attualmente investito in asset alternativi e che nel lungo termine il 51% degli intervistati intende aumentare la propria esposizione al private equity, con l’investimento in infrastrutture che segue al 44% e poi quello in private debt (38%).

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