Solvency II, il Consiglio dei ministri approva il decreto legislativo

Palazzo Chigi IMC

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Il Consiglio dei ministri tenutosi nella giornata di oggi, venerdì 8 maggio, ha approvato in via definitiva (dopo l’acquisizione e alla luce dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari) uno schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/138/CE in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (che definisce i criteri di Solvency II, in vigore dal 1° gennaio 2016)

La direttiva, si legge nel comunicato del CdM, “oltre a semplificare la normativa comunitaria vigente attraverso la codificazione delle precedenti direttive vita e danni (ad esclusione di quelle auto), introduce un nuovo regime di vigilanza prudenziale con l’obiettivo di fornire un quadro regolamentare finalizzato alla massima tutela degli utenti del servizio assicurativo e alla creazione di un nuovo sistema che fornisca alle Autorità di Vigilanza gli strumenti adatti per poter valutare la solvibilità globale di un’impresa di assicurazioni”.

La finalità della direttiva è quella di “creare un sistema di vigilanza armonizzato in tutta Europa basato sull’attuale situazione dei rischi propri delle imprese di assicurazione ed estendere il sistema di vigilanza attraverso lo sviluppo di modelli e processi interni di gestione dei rischi propri delle imprese di assicurazione”.

A questo scopo – prosegue il comunicato – “si prevedono nuovi requisiti patrimoniali ancorati ai rischi effettivamente corsi, nuovi criteri di valutazione e nuove modalità per la misurazione e mitigazione dei rischi. Si interviene sulla governance delle imprese di assicurazione, responsabilizzandone il board ed introducendo nuove funzioni aziendali”.

Il provvedimento specifica le attribuzioni IVASS “in materia di vigilanza con possibilità di intervento sulla governance dell’impresa di assicurazione: definisce il perimetro del potere regolamentare attribuito all’IVASS per l’attuazione delle disposizioni del codice, modifica la disciplina attuariale con previsione della funzione all’interno della più generale attività dell’impresa di assicurazione, mantenendo tuttavia il riferimento ai necessari requisiti professionali per l’esercizio della funzione e alla possibilità di definirli con apposito regolamento dell’IVASS”.

Sempre in materia di vigilanza, i poteri sui prodotti finanziario-assicurativi (sostanzialmente il ramo III, costituito prevalentemente dalle unit linked) che in via preliminare erano stati affidati all’Istituto guidato da Salvatore Rossi, rimangono invece in capo alla Consob. Le due autorità dovranno vigilare, secondo le rispettive competenze, sulla trasparenza e correttezza nei confronti della clientela da parte degli operatori che commercializzano prodotti assicurativi.

Il decreto stabilisce inoltre “la possibilità di utilizzo da parte dell’IVASS delle società di revisione o dei revisori per le ispezioni in loco, prevedendo gli oneri a carico dei soggetti vigilati con riferimento ai soli modelli interni, come avviene in altri Paesi europei”. Vengono anche aggiornate le attribuzioni di CONSAP “in ragione delle nuove competenze in materia di periti e centro di informazione italiano già attribuite alla CONSAP stessa, con riguardo alla forma di finanziamento del ruolo dei periti (il contributo viene pagato direttamente ed esclusivamente a CONSAP) e la completa sostituzione di CONSAP ad IVASS nella gestione del centro di informazione e nella tenuta del ruolo dei periti, con esclusione dei “poteri di vigilanza”, più correttamente ridotti a “funzione di gestione del ruolo””.

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