Solvency II, Insurance Europe delusa dalle proposte di modifica della Commissione europea

Insurance Europe HiRes (2)

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Insurance Europe, l’associazione europea delle compagnie assicurative e riassicurative, si è detta delusa dagli atti delegati consuntivi della Commissione europea per la revisione della normativa Solvency II. Olav Jones, vicedirettore generale di Insurance Europe, ha espresso in una nota il disappunto dell’associazione, poiché “i mancati progressi sulle questioni chiave che incidono sulla capacità del settore di mantenere e sviluppare prodotti e investimenti a lungo termine andranmno ad azzerare i miglioramenti lungamente richiesti e le semplificazioni delineate”.

In particolare, il settore ha espresso preoccupazioni su due distinte tematiche riguardanti margine di rischio e aggiustamento per la volatilità. Per quanto riguarda il primo aspetto, Insurance Europe ribadisce come, nonostante il settore abbia fornito ampia dimostrazione del fatto che il margine di rischio possa essere ridotto in modo sicuro, la Commissione non abbia intrapreso alcuna azione al riguardo. Secondo EIOPA (l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali), il margine di rischio aggiunge 200 miliardi di Euro in aggiunta alla dotazione di capitale che l’industria deve accantonare per soddisfare tutte le richieste dei clienti e gli elevati requisiti patrimoniali richiesti. Questo fattore ha un chiaro ed evidente impatto negativo sui prodotti a lungo termine.

Per quanto invece concerne l’aggiustamento per la volatilità, l’associazione sottolinea come sia dimostrato che questa procedura, studiata per ridurre la volatilità artificiale delle attività a lungo termine, non funzioni come previsto. Nell’ambito della revisione regolamentare, si è iniziato a discutere di misure riguardanti la componente specifica per Paese; nulla di quanto abbozzato è stato tuttavia incluso nel testo della Commissione.

In aggiunta a queste criticità, il settore assicurativo si è detto preoccupato anche per le restrizioni – ritenute non necessarie – sulla capacità di assorbimento delle perdite delle imposte differite.

Sulla valutazione degli investimenti azionari a lungo termine, l’associazione accoglie invece favorevolmente il fatto che la Commissione riconosca che i requisiti patrimoniali ad essi collegati siano attualmente troppo elevati, laddove le compagnie possono adottare una strategia a lungo termine sugli investimenti. Per Insurance Europe rimane ora da vedere come la proposta della Commissione funzionerà nel concreto.

“Nel complesso, si tratta di un’opportunità sprecata – ha affermato Jones –. La prossima revisione, che dovrebbe essere completata entro la fine del 2020, dovrà risultare molto più ambiziosa in termini di identificazione e definizione delle aree prioritarie in cui si possono apportare miglioramenti alla normativa Solvency II. Il tutto avrà un impatto diretto su ciò che il settore assicurativo potrà offrire ai propri clienti, nonché sulla sua capacità di sostenere gli obiettivi a lungo termine della Commissione in materia di crescita e investimenti a livello continentale”.

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