Solvency II, l’importanza degli indici di solvibilità di una compagnia

Credito - Analisi - Rapporto Imc

Credito - Analisi - Rapporto Imc

Il contributo che segue – sulla Solvency II, l’importanza degli indici di solvibilità ed il peso che questi dovrebbero sempre avere in sede di sottoscrizione di un contratto assicurativo – è stato curato dall’Avv. Giorgio Grasso, Senior Partner di BTG Legal, responsabile mondiale del Cyber Special Interest Group di Global Insurance Law Connect (network internazionale di studi legali specializzati nel diritto assicurativo) ed apprezzato nostro docente nei corsi di aggiornamento professionale per gli intermediari assicurativi (sarà nuovamente in aula il 4 ed il 16 ottobre p.v.)

Solvency II, l’importanza degli indici di solvibilità di una compagnia – a cura dell’Avv. Giorgio Grasso, PhD – Partner Batini Traverso Grasso & Associati (BTG Legal)

Così come per il settore bancario, la Comunità Europea, con la Direttiva 2009/138/CE e successive modificazioni, meglio nota come Solvency II, ha voluto introdurre nel settore delle assicurazioni un innovativo sistema di vigilanza prudenziale.

La Commissione Europea, infatti, nel 2003 ha istituito la Committee of European Insurance and Occupational Pensions Supervisors, in breve CEIOPS (e diventata poi EIOPA – European Insurance and Occupational Pensions Authority – a gennaio 2011, ndIMC), cui ha affidato l’incarico di predisporre una normativa unitaria che contenesse le linee guida per la gestione del rischio nel settore assicurativo e riassicurativo.

A partire dal 1° gennaio 2016 è stato adottato un sistema di risk-based che mette in evidenza la qualità e la quantità del rischio che ogni impresa di assicurazione assume con le proprie scelte di investimento finanziario e di impegno con gli assicurati.

Solvency II è una regolamentazione prudenziale che è sorta con l’intento di soppesare e valutare ogni rischio rilevante per una compagnia assicurativa al fine di stabilire la quantità di capitale necessaria ad evitare il fallimento della compagnia stessa ove questa si trovi a dover corrispondere il risarcimento per quel determinato rischio.

È ben noto a tutti che Solvency II è stata strutturata su tre vie di azione dette “pilastri”:

  • I Pilastro – requisiti quantitativi: fissa i requisiti quantitativi del nuovo sistema di vigilanza;
  • II Pilastro – requisiti qualitativi: attiene al governo societario e alla funzionalità dei consigli di amministrazione;
  • III Pilastro – reporting: riguarda i requisiti informativi e di confronto con il pubblico.

Questa regolamentazione c.d. “prudenziale” è stata strutturata con la finalità di dare copertura a tutti i rischi che gravano sull’attività di una Compagnia assicurativa.

Nell’alveo del primo pilastro si colloca il Solvency Capital Requirement, in breve SCR, vale a dire il requisito di capitale di solvibilità.

Le Compagnie dovranno quindi dotarsi di una riserva di capitale di solvibilità, vale a dire una disponibilità di attivo abbastanza capiente da garantire la copertura del passivo in un anno di esercizio.

Sarà dunque necessario valutare e bilanciare attivo e passivo in modo che vi sia una riserva sufficiente a garanzia e copertura delle obbligazioni assunte con i contraenti, senza che su questi ultimi vi siano aggravi economici, in una proporzione di un caso insoluto su 200 per ogni anno di esercizio.

Solvency II prevede poi che le Compagnie che operano sul mercato diffondano e divulghino in un’apposita informativa i propri dati di risk-based e Solvency Capital Requirement, come si dirà in prosieguo.

Nel secondo pilastro invece è stabilita la disciplina specifica per il corretto efficiente governo della Compagnia con una maggiore funzionalità dei Consigli di amministrazione.

Con il terzo pilastro di Solvency II si è voluto infine definire il fitto reticolo di informazioni, come in precedenza detto, che deve necessariamente collegare costantemente un’impresa assicurativa alle Autorità di vigilanza ed al mercato stesso.

In virtù di quanto appena detto le Compagnie assicurative dovrebbero predisporre una volta l’anno una informativa che contenga le informazioni essenziali in ordine alla Solvency and Financial Condition Report, SFCR, vale a dire in ordine alla propria solvibilità ed alla propria situazione finanziaria.

Il Solvency and Financial Condition Report è il documento che riassume le attività ed i risultati conseguiti, oltre ad una puntuale descrizione in ordine alle singole voci di rischio.

L’SFCR dovrà infine contenere una precisa descrizione della gestione del capitale con particolare riferimento al i requisiti patrimoniali minimo e di solvibilità.

Alla luce di quanto sopra, la pubblicazione del coefficiente di SCR rappresenta il più valido punto di paragone tra i player di mercato.

Al momento di contrarre una polizza l’assicurando oltre a dare la giusta importanza al quantum del premio, farebbe bene tanto a leggersi attentamente il contenuto della polizza (ed in particolare le esclusioni ed i massimali), quanto a dare un occhio agli indici di solvibilità della compagnia offerente.

E gli intermediari farebbero bene ad evidenziarlo ai propri clienti.

La trasparenza è un diritto dei consumatori/contraenti, ma può essere anche un vantaggio per le compagnie più solide e virtuose.

*****

Intermedia Channel

Related posts

Top