SONDAGGIO PRAMERICA: UN IMPRENDITORE SU DUE NON CONOSCE LA PROPRIA POSIZIONE PREVIDENZIALE OBBLIGATORIA

Il 49% degli imprenditori non conosce la propria posizione previdenziale obbligatoria. Si sottovalutano i rischi legati alla continuità aziendale, ma c’è ottimismo per il futuro

Protection Aziendale ImcSottovalutazione del tema previdenziale, scarsa percezione dei rischi legati alla continuità aziendale e ottimismo circa il futuro del business: queste le principali evidenze che emergono da una ricerca di Pramerica Life, Compagnia assicurativa ramo vita del gruppo statunitense Prudential Financial, che ha visto il coinvolgimento di circa 300 tra piccoli e medi imprenditori e uomini di azienda.

Tre gli aspetti che la Compagnia ha voluto approfondire: l’approccio al tema previdenziale, l’attitudine a proteggere la continuità del business in casi quali la prematura scomparsa di un uomo chiave e la visione dell’imprenditoria italiana nei confronti del futuro in tempi di crisi economica.

La previdenza dell’imprenditore. La ricerca di Pramerica Life mostra come gli imprenditori tendono a non occuparsi della loro previdenza. Il 49% del campione, infatti, ha dichiarato di non conoscere la propria posizione previdenziale obbligatoria e il 10% di non essersi ancora posto il problema, mentre tra quelli che si sono informati, solo un imprenditore su due ha adottato strumenti di previdenza integrativa. Tra i prodotti finanziari con finalità previdenziali prevalgono i fondi pensione aperti o Pip (scelti dal 45%), seguiti da soluzioni di tipo assicurativo (dal 39%) e da investimenti di altre tipologie (16%).

Secondo i curatori del sondaggio è interessante anche il dato sul possibile utilizzo del TFM (il Trattamento di fine mandato dell’imprenditore): il 65% del campione non è consapevole del fatto che può essere anche un valido strumento di previdenza completare, essendo pienamente deducibile dal reddito d’impresa e confortato da un regime fiscale particolarmente agevolato in fase di percepimento.

Continuità aziendale e passaggio generazionale. Anche sul fronte della continuità aziendale sembra prevalere una scarsa cultura della gestione dei rischi. Il 74% degli imprenditori interpellati non ha adottato forme di protezione capaci di preservare il naturale prosieguo del business in caso di scomparsa dell’imprenditore, di un key man (“braccio destro”) o di soci operativi e nemmeno di dotarsi di piani di fidelizzazione per i collaboratori più meritevoli.

I risultati del sondaggio mostrano una scarsa consapevolezza circa le potenzialità di soluzione assicurative innovative per la gestione delle problematiche operative e giuridiche collegate al passaggio generazionale. Ad esempio, per le imprese con più soci operativi, sono state studiate delle apposite garanzie, da inserire in un patto preventivo tra i soci che riconosca un adeguato indennizzo assicurativo agli eredi, in caso vogliano rinunciare al subentro in azienda oppure siano stati esclusi dalla partecipazione sociale.

Un dato, quello della mancata adozione di forme di protezione per questa problematica, che secondo Pramerica Life deve far riflettere, anche in considerazione della composizione del campione che per circa il 60% è composto da aziende dove non sono presenti soci esterni all’ambito familiare. Realtà queste in cui il tema del passaggio generazionale è ancor più delicato: secondo dati recenti, in Italia solo un’azienda a conduzione familiare su quattro sopravvive a questa difficile fase che riguarderà in un prossimo futuro sempre più imprese, visto che l’età media dell’imprenditore continua a salire (più del 40% supera i 60 anni).

Fiducia nel futuro dell’azienda. L’uscita dalla crisi economica appare ancora lontana. Tuttavia, tra gli imprenditori intervistati, si registra un certo ottimismo circa l’andamento futuro del business: il 66% del campione prevede per il 2014 un aumento del fatturato della propria azienda, solo il 2% invece si attende un decremento del volume di affari mentre per il 32% sarà tendenzialmente in linea con quello del 2013.

Lo scenario che si delinea grazie a questi dati pone l’accento sulla necessità di promuove “una cultura assicurativa” tra gli imprenditori e gli uomini chiave delle piccole e medie imprese italiane – ha commentato Peter Geipel, Amministratore Delegato di Pramerica –. Attraverso i nostri consulenti altamente qualificati colmiamo questo gap informativo e aiutiamo il cliente ad individuare i rischi ai quali è esposto e le soluzioni più adeguate per farvi fronte”.

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