Sotto-occupazione, bassa inclusione e minacce costanti, ecco il mondo del Global Risks Report 2017

Global Risks Report 2016 Imc

Global Risks Report 2016 Imc

Secondo il nuovo rapporto sviluppato dal World Economic Forum, tendenze quali le crescenti disuguaglianze a livello di reddito e la polarizzazione della società, che già hanno innescato i cambiamenti politici nel corso del 2016, potrebbero ulteriormente aggravare lo scenario dei rischi globali durante il 2017. Bisogna quindi intervenire urgentemente per bloccare o invertire i fattori chiave scatenanti, attraverso la costituzione di società maggiormente inclusive, nelle quali la cooperazione internazionale e la pianificazione a lungo termine saranno tematiche della massima rilevanza. I cambiamenti climatici si collocano al fianco della disparità di reddito e della polarizzazione sociale come rischio tendenziale principale per il 2017. Per la prima volta da quando viene stilato il rapporto, i cinque maggiori rischi ambientali occupano i primi posti della graduatoria sia in termini di impatto che in termini di probabilità

Secondo quanto emerge dal Global Risk Report 2017 del World Economic Forum, la disuguaglianza economica, la polarizzazione sociale e l’intensificazione dei rischi ambientali rappresenteranno le tre tendenze di punta negli sviluppi a livello globale per i prossimi dieci anni. Diventa quindi urgente un’azione collaborativa da parte dei leader mondiali per scongiurare future ulteriori difficoltà e volatilità sistemiche.

Durante l’indagine di questa dodicesima edizione, circa 750 esperti hanno valutato 30 rischi su scala globale, così come 13 tendenze di fondo che potrebbero amplificare o modificare le interconnessioni tra di loro. Il rapporto 2017 è stato sviluppato con il supporto dei partner strategici del World Economic Forum – Marsh & McLennan Companies e Zurich Insurance Group – ed ha inoltre beneficiato della collaborazione dei suoi consulenti accademici: l’Oxford Martin School (Università di Oxford), l’Università nazionale di Singapore, il Wharton Risk Management and Decision Processes Center (Università della Pennsylvania), e l’Advisory Board del Global Risks Report 2017.

In un contesto di crescente disaffezione politica e di disagio socio-economico, sono tre i temi dominanti del rapporto 2017:

  • Schemi comportamentali persistenti. L’aumento delle disparità nel reddito e nella ricchezza e la crescente polarizzazione della società sono stati classificate rispettivamente al primo e terzo posto tra le tendenze di fondo che determineranno gli sviluppi a livello mondiale nei prossimi dieci anni. Analogamente a questo scenario, i rischi che quest’anno mostrano la maggiore interconnessione sono relativi all’alto tasso di disoccupazione strutturale (o sottoccupazione) ed alla profonda instabilità sociale;
  • L’ambiente domina lo scenario dei rischi globali. Il cambiamento climatico è la seconda tendenza di fondo per il 2017. In questa dodicesima edizione del rapporto, per la prima volta, i cinque maggiori rischi ambientali occupano i primi posti della graduatoria sia in termini di impatto che in termini di probabilità; gli eventi meteorologici estremi rappresentano il più importante rischio singolo su scala globale;
  • La società non regge il ritmo dell’evoluzione tecnologica. Delle dodici tecnologie emergenti esaminate nel rapporto, gli esperti hanno scoperto che l’intelligenza artificiale e la robotica possono avere sia i maggiori benefici potenziali che i maggiori effetti negativi potenziali e necessitano quindi di una governance migliore e più solida.

Mentre il mondo può puntare a progressi significativi nel campo dei cambiamenti climatici – nel 2016, sono stati diversi i Paesi, compresi Stati Uniti e Cina, che hanno ratificato l’accordo di Parigi –, il cambiamento politico verificatosi in Europa e Nord America mette questo progresso a rischio. Il report evidenzia anche le difficoltà che i leader dovranno affrontare per concordare una linea d’azione a livello internazionale in modo da affrontare i rischi economici e sociali più urgenti.

“È necessaria un’urgente azione condivisa tra i leader mondiali che identifichi le modalità per superare le differenze politiche o ideologiche e permettere di lavorare insieme per risolvere le sfide più critiche – ha affermato Margareta Drzeniek-Hanouz, responsabile di Global Competitiveness and Risks del World Economic Forum –. Le azioni che hanno permesso di affrontare il cambiamento climatico nel corso del 2016 dimostrano che questo è uno scenario possibile, offrendo la speranza di azioni collettive a livello internazionale per contrastare altre tipologie di rischio”. Come far fronte ai rischi più urgenti su scala globale sarà uno dei temi oggetto di discussione nel corso del prossimo meeting annuale del World Economic Forum, in programma a Davos dal 17 al 20 gennaio.

Sebbene il 2016 sarà ricordato per i clamorosi risultati politici che hanno mandato in frantumi aspettative e previsioni, evidenziano i curatori del Report 2017, i segnali di pericolo riguardanti gruppi permanenti di rischi sociali ed economici che potrebbero riversarsi nel “mondo reale” con effetti fortemente perturbanti, sono stati riportati regolamente nei Global Risks Report dell’ultimo decennio:

  • Nel 2006, il rapporto aveva ammonito sui rischi derivanti dall’eliminazione della privacy e sulla conseguente riduzione della coesione sociale. All’epoca era stato classificato come casistica da peggior scenario possibile (con probabilità inferiori all’1%);
  • Nel 2013, molto prima che “post-verità” diventasse la parola dell’anno 2016, il Report ha sottolineato i rischi derivanti dalla rapida diffusione della disinformazione, osservando l’erosione del livello di fiducia e la necessità di un rafforzamento delle misure a protezione dei sistemi di controllo della qualità.

Le complesse transizioni che il mondo sta attualmente completando, per prepararsi ad un futuro a basse emissioni di carbonio, ad un cambiamento tecnologico senza precedenti ed adattarsi alle nuove realtà globali economiche e geopolitiche globali, pongono ancora maggiore enfasi sui leader mondiali per pianificare strategie a lungo termine, investimenti e pratiche di cooperazione internazionale.

“Viviamo in tempi movimentati e perturbati, in cui il progresso tecnologico pone anche delle sfide. Senza una corretta gestione e riqualificazione dei lavoratori, la tecnologia eliminerà posizioni lavorative più velocemente rispetto a quelle che riuscirà a creare – ha osservato Cecilia Reyes, Chief Risk Officer di Zurich Insurance Group –. I governi non possono più fornire i passati livelli di protezione sociale e la narrativa anti-establishment ha guadagnato spazi, con nuovi leader politici che accusano la globalizzazione per i problemi sociali, creando un circolo vizioso in cui la crescita economica più bassa amplifica unicamente le disuguaglianze. La cooperazione è essenziale per evitare l’ulteriore deterioramento delle finanze pubbliche e l’esacerbazione di disordini sociali”.

La propensione della quarta rivoluzione industriale ad aggravare lo scenario dei rischi globali è stata anche monitorata nella sezione relativa alla percezione dei rischi globali stessi. Basando la loro analisi su dodici distinte tecnologie emergenti, gli esperti hanno chiaramente identificato l’intelligenza artificiale (AI) e la robotica come quelle con il più alto potenziale di conseguenze negative ed anche con la necessità di una migliore governance.

“L’intelligenza artificiale ci permetterà di affrontare in maniera più efficace alcune delle grandi questioni della nostra epoca, come il cambiamento climatico e la crescita della popolazione – ha spiegato John Drzik, presidente di Global Risk and Specialties di Marsh –.  Grazie ad investimenti in AI attualmente dieci volte superiori rispetto a cinque anni fa sono stati fatti progressi decisamente rapidi. Il sempre maggiore affidamento all’intelligenza artificiale porterà tuttavia ad un aggravamento dei rischi esistenti, come quelli informatici, rendendo altrettanto cruciale lo sviluppo di misure di controllo”.

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