Stress test EIOPA 2018, mercato assicurativo europeo adeguatamente capitalizzato

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La nuova rilevazione dell’Autorità europea per le assicurazioni e la previdenza ha interessato anche Generali, Intesa Sanpaolo Vita, Poste Vita e Unipol Gruppo. Le compagnie del nostro Paese presentano indicatori in linea (o mediamente superiori) a quelli continentali

Sono stati pubblicati lo scorso 14 dicembre i risultati dello Stress Test condotto dall’Autorità europea per le assicurazioni e la previdenza (EIOPA) in stretta collaborazione con le autorità nazionali di vigilanza (per l’Italia, l’IVASS).

L’esercizio ha preso a riferimento la situazione al 31 dicembre 2017 ed ha coinvolto 42 gruppi assicurativi stabiliti in dodici Paesi del Vecchio continente, in rappresentanza di circa il 75% degli attivi del mercato europeo. Per l’Italia hanno partecipato Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo Vita, Poste Vita e Unipol Gruppo.

Lo Stress Test, spiegano dall’IVASS, “non è un esercizio di tipo “pass or fail”, ma ha l’obiettivo di valutare i profili di vulnerabilità e resilienza del settore assicurativo al realizzarsi di scenari avversi, al fine di alimentare le riflessioni sulle misure preventive e le azioni correttive che possono essere intraprese ex-ante per mitigare le eventuali vulnerabilità”.

L’esercizio ha considerato tre scenari:

  1. Yield curve up: si ipotizza un improvviso e significativo rialzo dei premi al rischio di tutti gli investimenti, che si accompagna a un deflusso di massa degli assicurati e a un significativo incremento dell’inflazione;
  2. Yield curve down: si ipotizza un prolungato periodo di bassi tassi di interesse combinato con un incremento delle aspettative di vita;
  3. Nat-cat: si ipotizza che si verifichino in successione otto eventi catastrofali naturali (due terremoti, quattro tempeste e due inondazioni). Gli epicentri dei due terremoti sono in Italia, mentre gli altri eventi sono localizzati nel resto d’Europa.

L’impatto degli scenari sui gruppi assicurativi è stato misurato attraverso due indicatori: la differenza tra attività e passività del bilancio Solvency II (c.d. EAoL: Excess Assets over Liabilities) e il livello dell’indice di solvibilità (c.d. SCR ratio, Solvency Capital Requirement Ratio). Per la determinazione del secondo, data la complessità dei calcoli da condursi a livello consolidato, sono state consentite limitate approssimazioni e semplificazioni, non modificative della rilevanza e della direzione dell’impatto.

I risultati indicano che il mercato assicurativo europeo è complessivamente adeguatamente capitalizzato per assorbire shock severi ma plausibili quali quelli sopra menzionati. Il risultato si conferma anche a livello domestico. In particolare:

  • l’indice di solvibilità pre-stress (c.d. “baseline scenario”) dei gruppi italiani è risultato superiore, in media, a quella del campione europeo (213% rispetto a 202%);
  • nessuno dei quattro gruppi Italiani fa registrare indici di solvibilità post-stress inferiori al 100% in nessuno dei tre scenari sopra menzionati;
  • dopo lo stress dello scenario “Yield curve up”, l’indice di solvibilità dei gruppi italiani rimane positivo ma inferiore, in media, a quello del campione europeo (122% rispetto a 145%);
  • dopo lo stress dello scenario “Yield curve down” l’indice di solvibilità dei gruppi italiani è superiore, in media, a quello del campione europeo (157% rispetto a 137%);
  • dopo lo stress dello scenario “Nat Cat” l’indice di solvibilità dei gruppi italiani rimane sostanzialmente invariato.

Analoghi andamenti, evidenziano ancora dall’IVASS, si registrano per le variazioni dell’EAoL, in tutti e tre gli scenari considerati.

Ulteriori informazioni e dati sull’esercizio Europeo sono disponibili sul sito istituzionale EIOPA.

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