Studio SDA Bocconi: L’impatto della medical malpractice sul bilancio del Welfare

Medical Malpractice - Malasanità Imc

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Uno studio della School of Management dell’Università Bocconi descrive i trend dei sinistri in sanità e propone delle simulazioni statistiche sui possibili scenari futuri

Quattro tra i principali broker in Italia – Aon, Marsh, Trust Risk Group e Willis – hanno supportato uno studio di SDA Bocconi (che sarà presentato oggi a Milano presso la sede della School of Management) per delineare i trend emergenti nei rischi e offrire uno strumento per supportare le aziende sanitarie sia nelle politiche di gestione e finanziamento dei rischi di responsabilità civile terzi (RCTO), sia nella valutazione dell’impatto economico che queste scelte avranno sul bilancio aziendale.

Negli ultimi anni, da un lato i crescenti vincoli di bilancio delle aziende sanitarie, dall’altro la maggiore criticità per le imprese assicurative di coprire economicamente specifici rischi nel settore sanitario, hanno infatti portato – si legge in una nota – alla necessità “di creare nuove strategie e di modificare le scelte di fondo nella gestione del rischio. Tali cambiamenti di rotta non paiono sempre basati su un processo decisionale robusto e sembrano in alcuni casi guidati da un orientamento di breve periodo”. I risultati emersi dallo studio, che rappresentano un punto di partenza per definire i bisogni assicurativi futuri delle aziende nelle loro specificità, se da un lato riprendono dati già noti, da un altro lato “mettono in evidenza nuovi elementi da considerare e su cui riflettere”.

La ricerca prende in considerazione una base dati di circa 40.000 richieste di risarcimento rilevate su scala nazionale, relative ad un campione di strutture sanitarie pubbliche che rappresentano oltre il 50% del panorama italiano, con riferimento al periodo di denuncia 2001-2012. Lombardia, Liguria e Lazio rappresentano la quota più significativa e per queste regioni sono state effettuate delle previsioni di frequenza delle denunce sulla base dello studio dell’andamento storico dei sinistri relativo al periodo 2001 – 2012.

Nella fattispecie, lo studio rileva che, in media, passano 564 giorni dall’evento dannoso alla richiesta per decesso, 597 giorni a seguito di lesioni, 742 giorni in conseguenza di una lesione da parto, 72 giorni per danno; la frequenza ripartita fra le varie specialità è del 20,8% sull’unità organizzativa di Chirurgia Generale, seguita da UO di Ortopedia e Traumatologia 11,2%, Pronto Soccorso 11%, Medicina Generale 10,2% e Ostetricia e Ginecologia 6,7%.

È stata inoltre sviluppata un’analisi del valore dei risarcimenti prendendo in considerazione un numero di eventi più limitato, in cui si stima un trend crescente dei costi dei sinistri che rientrano nella categoria di eventi “catastrofali”, rischi questi normalmente trasferiti all’assicuratore. Dallo studio appare significativo il dato relativo all’analisi eseguita sullo storico sinistri dell’area chirurgica e aventi come tipo di danno il “decesso”, dove, a livello nazionale, il trend crescente dei risarcimenti medi è di + 32%. Si passa da 469mila euro nel 2012, a 546mila nel 2013, a 617mila nel 2014, con punte (95° percentile) fino a oltre 2,3 milioni di euro (+31% negli anni). Inserendo nell’analisi anche il dato dei sinistri riservati (gli importi messi a bilancio per sinistri ancora aperti) si nota una riduzione delle previsioni di crescita che a livello nazionale passano a un +2%, con una previsione per il 2014 di un valore medio di 401mila euro e picchi intorno a 1,5 milioni di euro.

Lo studio – delineato su diversi livelli di analisi e comparazioni, a livello nazionale e a livello regionale – evidenzia “con chiarezza che ogni scelta di gestione del rischio non può prescindere dall’analisi della sinistrosità complessiva, storica e prospettica di ciascuna realtà. La combinazione tra la variabilità del valore dei risarcimenti (in particolare nei picchi) associata alla “vita lunga” dei sinistri (mediamente denunciati dopo 2 anni, come evidenziato), se da un lato è fra le cause principali dei premi assicurativi elevati nel settore sanità e della difficoltà a reperire coperture adeguate, dall’altro dovrebbe far riflettere sulla scelta dell’autoassicurazione – talvolta considerata una soluzione per il contenimento dei costi”.

Lo strumento utilizzato nello studio di ricerca appare, alla luce delle precedenti osservazioni, “un possibile valido modello di valutazione per definire politiche di trasferimento dei rischi al mercato assicurativo e di riservazione a bilancio”.

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