STUDIO UILCA SULLA OCCUPAZIONE NELLE AGENZIE DI ASSICURAZIONE

Assicurazioni - Dipendenti ImcIl sindacato ha preso in esame i dati dei censimenti ISTAT 2001 e 2011. Riscontrato un “aumento illogico” dei lavoratori a partita IVA

La Commissione Nazionale Appalto della UILCA ha effettuato uno studio di raffronto tra i dati del Censimenti ISTAT 2001 e 2011 relativi all’occupazione nel settore delle Agenzie di Assicurazione. Dai primi numeri che emergono dallo studio – curato dalla componente della commissione Annalisa Degiovanni e supervisionato dal responsabile della stessa, Giobatta Martini – il settore perde poco più del 3% di addetti (dipendenti stipendiati + produttori a partita lVA) nel raffronto tra i due censimenti e quindi, come scrivono Degiovanni e Martini in una lettera alla segreteria del sindacato, “ad un esame superficiale sembrerebbe aver tenuto testa alla più grande crisi economica di tutti i tempi”.

Entrando però maggiormente nel dettaglio, segnalano Degiovanni e Martini, “si noterà però un aumento illogico (a prima vista) delle lavoratrici a partita IVA (+17%), in particolare nelle regioni meridionali, a fronte di una diminuzione globale di circa sei punti dell’occupazione salariata e dipendente”. Tutto ciò fa presumere ai due componenti della commissione che gran parte degli esodi dal lavoro dipendente “siano stati intercettati e deviati nell’ambito dell’occupazione precaria dei cosiddetti “produttori d’agenzia”, spesso finanziati dalle compagnie almeno nei primi anni di attività. Quindi alcune colleghe, impiegate amministrative, presso agenzie/sub-agenzie cui toccava un mero lavoro impiegatizio di concetto, si sono trovate ad essere “titolari” del punto di vendita, pagate a percentuali e con un “fisso” a scalare per i primi anni, con i rischi tipici della libera professione”.

“Meglio che uscire dal mondo del lavoro?”, si chiedono Degiovanni e Martini, per i quali si spiega in questo modo anche l’aumento degli addetti nelle regioni centro/meridionali, con Abruzzo e Calabria che scavalcano, in termini percentuali, il Trentino Alto Adige.

I due esponenti della Commissione Appalto si riservano di affinare l’analisi iniziata e di effettuare ulteriori riflessioni con una successiva implementazione di nuovi dati e con l’ulteriore disgregazione degli stessi. Per ora, concludono, “lampeggia il campanello d’allarme del Piemonte, che perde circa il 10% di addetti (la piccola Valle d’Aosta più del 30%!), con il grande mercato assicurativo della Lombardia sostanzialmente stabile. Tra le macro aree geografiche, solo il Sud sale di un misero 1% nel numero degli addetti, presumibilmente collaborazioni a partita IVA”.

Comparazione addetti delle Agenzie di Assicurazione – 2001/2011

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2 Comments

  1. Pier said:

    E’ un bene che se ne parli e che le OO.SS. se ne rendano conto. e che perciò non si facciano ulteriori danni con il prossimo rinnovo del CCNL. finora hanno dato l’impressione piuttosto di vivere sulla luna. le agenzie sono in grave sofferenza e le sfide che si trovano ad affrontare sono esiziali e mettono in discussione questo stesso sistema distributivo. chiunque sia interessato a che le agenzie abbiano ancora un futuro dovrà rimboccarsi le maniche e fare la sua parte. in questo contesto chi si chiama fuori rappresenta un ostacolo in più da superare.

  2. Maurilio Traetto said:

    Ritengo che la percentuale di passaggio dal contributivo (salario) a partita IVA, sia molto, molto superiore. Se poi analizziamo il tutto su tre esercizi ( 2010-2011 – 2012) con le chiusure di agenzie nel centro -sud, a nostro avviso, il passaggio da dipendenti a partita iva supera di molto il 10%. Tralasciando il dato di chi ha perso il lavoro, a nostro avviso, rilevante su questi ultimi tre anni.
    SNIASS

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