Studio Willis Towers Watson, forte rialzo nel 2016 per gli asset dei fondi pensione a livello globale

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Dal 2006 i fondi a contribuzione definita crescono a velocità doppia rispetto a quelli a prestazione definita

Secondo il nuovo Global Pension Assets Study elaborato da Willis Towers Watson, il patrimonio dei fondi pensione istituzionali dei 22 principali mercati a livello globale è cresciuto fino a raggiungere quota 36,4 mila miliardi di dollari a fine 2016 (+4.3% rispetto a fine 2015). Il totale degli asset rappresenta il 62% del PIL di questi paesi.

L’indagine evidenzia anche come negli ultimi cinque anni le attività dei fondi siano cresciute con una media annua del 3,8%; la Cina, dove lo studio copre il mercato Enterprise Annuities, ha registrato il più alto tasso di crescita (20.3%), il Giappone il più basso (-5,4%).

Lo studio rileva inoltre come nel corso degli ultimi venti anni ci sia stata una diminuzione nelle allocazioni in azioni e obbligazioni, compensata da un progressivo aumento di allocazioni in asset alternativi.

“Nonostante condizioni sfavorevoli, a livello globale nel 2016 i fondi pensione hanno compiuto progressi dovuti al fatto che mercati azionari e asset alternativi hanno prodotto rendimenti superiori alle aspettative – ha commentato Alessandra Pasquoni, responsabile Willis Towers Watson in Italia per l’attività di investment consulting –. Nonostante il deflusso di capitali pensionistici in alcuni paesi è incoraggiante vedere come i valori complessivi degli asset siano saliti nella stragrande maggioranza dei casi presi in esame nello studio. In Italia, il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche complementari si è attestato alla fine del terzo trimestre del 2016 a circa 146,5 miliardi di euro, 4,5% in più rispetto alla fine dell’anno precedente, di questi le risorse dei fondi negoziali ammontano a 45,2 miliardi, mentre i fondi pensione preesistenti dispongono di un patrimonio di 55,3 miliardi”.

Lo studio del colosso nella consulenza e nel brokeraggio conferma la tendenza globale dei fondi pensione nella riduzione dell’esposizione nei mercati azionari nazionali, che in media si è ridotta dal 69% del 1998 al 43% nel 2016. Tra i mercati analizzati, Svizzera, Canada e Regno Unito hanno avuto la ripartizione percentuale più bassa, mentre i fondi degli Stati uniti la maggiore. In Italia, infine, i curatori dell’indagine notano un focus sempre maggiore nell’economia reale: gli enti previdenziali stanno riflettendo sulle migliori modalità di implementazioni di opportunità alternative nel mercato locale, supportate da una legislazione sempre più favorevole agli investimenti a favore delle imprese italiane.

“Per il mercato dei fondi pensione – ha aggiunto Pasquoni – i trend dominanti a medio e lungo termine continuano ad essere principalmente: attenzione al rischio e alla good governance, acquisizione e ritenzione dei talenti, ascesa dei modelli a contribuzione definita, attenzione alla catena di valore, integrazione dei criteri ESG, diversificazione in assets alternativi”.

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