Swiss Re, cresce il peso complessivo degli eventi catastrofali secondari

Incendio (Foto Eberhard Grossgasteiger - rawpixel.com) Imc

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Secondo quanto ha evidenziato l’ultimo studio Sigma dello Swiss Re Institute, le perdite assicurate globali da catastrofi naturali nel 2018 sono state pari a 76 miliardi di dollari, il quarto valore più elevato da quando sono iniziate le rilevazioni del gruppo riassicurativo elvetico. Oltre il 60% delle perdite è il risultato dei cosiddetti eventi “secondari”: fenomeni catastrofali di piccola e media entità o conseguenti ad un evento catastrofale su larga scala. Le perdite assicurate del biennio 2017-2018 sono state pari a 219 miliardi di dollari, le più elevate mai registrate in due anni consecutivi

Secondo quanto ha evidenziato l’ultimo studio Sigma dello Swiss Re Institute, il cumulo di perdite assicurate da eventi catastrofali maturato nel biennio 2017/2018 deve costituire un campanello d’allarme per il settore assicurativo, anche perché evidenzia il crescente impatto dei cosiddetti eventi secondari, fenomeni catastrofali di piccola e media entità o conseguenti ad un evento catastrofale su larga scala.

Le indicazioni definitive restituite dal rapporto dello Swiss Re Institute mostrano infatti perdite assicurate complessive da eventi catastrofali naturali pari a 76 miliardi di dollari, il quarto valore più elevato da quando sono iniziate le rilevazioni del gruppo riassicurativo elvetico. Oltre il 60% delle perdite è legato a fenomeni catastrofali secondari. Il cumulo delle perdite assicurate da catastrofi naturali nel 2017 e nel 2018 è stato pari a 219 miliardi di dollari, l’ammontare più alto mai registrato in due anni consecutivi.

Nel 2017, quando si è registrato il massimo storico per le perdite assicurate da catastrofi naturali, più della metà erano conseguenza di eventi secondari. Come spiegano da Swiss Re, questa tipologia di perdite è in continuo aumento a causa dell’urbanizzazione, della crescente concentrazione di attività in aree esposte a condizioni meteorologiche estreme e dei cambiamenti climatici.

Le perdite economiche globali del 2018 legate ad eventi catastrofali (naturali ed artificiali) sono state pari a 165 miliardi di dollari. Il conto delle vittime si è mantenuto decisamente elevato: sono state 13.500 le persone che hanno perso la vita o sono ancora considerate disperse a seguito degli eventi catastrofali del 2018. Il settore assicurativo ha coperto 85 miliardi di dollari di perdite economiche globali, 76 dei quali, come anticipato, a seguito di catastrofi naturali. Il cumulo delle perdite assicurate è il quarto valore anuo più elevato da quando esistono le rilevazioni Sigma ed è superiore alle perdite medie annue a dieci anni (71 miliardi).

Swiss Re - Perdite economiche ed assicurate da fenomeni catastrofali - 2017 e 2018

I rischi legati ai fenomeni catastrofali secondari, indicano ancora da Swiss Re, tendono ad essere sottostimati perché il loro impatto è mascherato dalle perdite inflitte dagli eventi su larga scala, come accaduto nel 2017 con gli uragani Harvey, Irma e Maria. Il loro crescente peso sulle perdite assicurate globali sta tuttavia diventando sempre più evidente. “Registriamo con sempre maggiore regolarità perdite elevate collegate ad eventi secondari – ha affermato Edouard Schmid, Chief Underwriting Officer del gruppo Swiss Re –. Si tratta di un andamento tendenziale che il settore assicurativo deve fronteggiare prontamente per poter continuare a sottoscrivere coperture catastrofali in modo sostenibile”.

Oltre ad analizzare l’andamento delle perdite collegate ai fenomeni catastrofali 2018 e ad indicare le ulteriori linee guida per il settore assicurativo e riassicurativo, in modo da cercare di colmare il gap di protezione ancora presente, questa edizione di Sigma presenta anche uno speciale (anche in italiano, accessibile dal link in calce all’articolo) a dieci anni dal terremoto de L’Aquila.

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Speciale Sigma 2/2019: L’Aquila, 10 anni dopo

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