Swiss Re Institute, mercati non-Vita ancora alle prese con problemi di redditività

Analisi - Calcolo (4) Imc

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Secondo l’ultimo studio Sigma elaborato dalla divisione di ricerca del gruppo riassicurativo elvetico, i margini di sottoscrizione non-Vita nei principali mercati occidentali ed in Giappone devono migliorare di circa 5-9 punti percentuali al fine di ottenere rendimenti sostenibili. È improbabile che sviluppi macroeconomici favorevoli possano colmare il divario esistente in termini di redditività e saranno quindi necessari aumenti tariffari. Gli investimenti in tecnologia porteranno a guadagni di efficienza nel lungo periodo

Secondo quanto si osserva nell’ultimo rapporto Sigma dello Swiss Re Institute, Profitability in non-life insurance: mind the gap, i principali mercati assicurativi non-Vita mondiali si trovano in una fase di redditività inferiore alla media degli ultimi anni. L’analisi della divisione di ricerca del gruppo riassicurativo Swiss Re mostra infatti come le compagnie dei principali mercati occidentali e del Giappone debbano migliorare i margini di sottoscrizione (gli utili della gestione assicurativa in percentuale ai premi contabilizzati) tra i 5 ed i 9 punti percentuali, al fine di ottenere una redditività futura del capitale proprio (ROE) del 10%. L’attuale dinamica economica andrà a beneficio della redditività futura attraverso tassi d’interesse e rendimenti degli investimenti più elevati, ma questo non sarà sufficiente per colmare le lacune. Allo stesso tempo, Swiss Re prevede che mercati del lavoro più rigidi faranno salire i salari e incrementeranno l’inflazione. Gli aumenti tariffari dovranno quindi essere superiori agli indicatori tendenziali della frequenza sinistri per poter ottenere un miglioramento sostenibile della redditività.

La debolezza del settore assicurativo non-Vita globale è evidenziata dal ROE del comparto, scivolato al 6% l’anno scorso, dal 7% del 2016 e dal 9% circa registrato annualmente tra il 2013 e il 2015.

“I danni catastrofali del 2017 hanno provocato un modesto cambiamento nelle dinamiche del mercato – ha affermato Edouard Schmid, Chief Underwriting Officer di Swiss Re –. Rimane tuttavia da vedere quanto sia forte e sostenibile il consolidamento in atto: gli aumenti dei tassi di premio per i comparti non influenzati dai danni catastrofali, ad esempio, sono stati inferiori alle aspettative iniziali”.

Swiss Re Institute - Compagnie non-Vita - Divario negli utili della gestione tecnica

I tassi d’interesse e i risultati tecnici delle compagnie di assicurazione non-Vita, osservano dal Gruppo, sono correlati a lungo termine. In passato, durante periodi di tassi di interesse più elevati, i rendimenti degli investimenti sono stati compensati da maggiori perdite in sede di sottoscrizione. Al contrario, nell’attuale ciclo assuntivo i risultati si sono deteriorati senza beneficiare di rendimenti in crescita, poiché la lenta ripresa post-crisi ha portato a uno prolungato contesto di bassi tassi di interesse.

La crescita economica ha registrato un netto miglioramento nel 2017 e si prevede che prosegua nel 2018, esercitando pressioni al rialzo sull’inflazione e sui tassi di interesse. Le banche centrali di molti paesi stanno già rimuovendo gli stimoli monetari per scongiurare il surriscaldamento. Il tutto porta ad un contesto operativo in continuo mutamento per le compagnie operanti nelle attività non-Vita.

“Nelle attuali condizioni economiche, ci aspettiamo che i tassi di interesse nei mercati maturi continuino a salire moderatamente, il che dovrebbe sostenere gli utili delle compagnie attraverso maggiori rendimenti dei loro investimenti – ha affermato Jérôme Jean Haegeli, Group Chief Economist di Swiss Re –. È tuttavia improbabile che gli sviluppi macroeconomici generino solidi miglioramenti nella redditività del comparto non-Vita. La tendenza al ribasso per i ritorni dagli investimenti ha toccato i livelli minimi ma, allo stesso tempo, non prevediamo che l’aumento dei tassi di interesse a lungo termine possa essere sostanziale”.

Come anticipato, Swiss Re prevede anche che mercati del lavoro più rigidi aumenteranno l’inflazione generale e quella gravante sui sinistri, creando un effetto di compensazione sulla redditività. L’inflazione sui sinistri avrà l’ulteriore impatto di erodere l’adeguatezza delle riserve ed inoltre porterà alla necessità di aumenti tariffari superiori agli indicatori tendenziali della frequenza sinistri stessa, al fine di conseguire un miglioramento sostenibile della redditività settoriale.

Nella sua analisi, lo studio Sigma mostra inoltre che nel lungo periodo le compagnie assicurative hanno raggiunto un livello di redditività paragonabile alle imprese di altri settori. I titoli assicurativi offrono anche una bassa correlazione nei rendimenti dei prezzi rispetto ad altri settori industriali e restituiscono quindi valore agli investitori sotto forma di benefici di diversificazione.

L’analisi Sigma identifica infatti uno schema generale per i cicli assuntivi, ma anche alcune variazioni idiosincratiche dovute alle perdite da catastrofali naturali e ad una varietà di tendenze tariffarie specifiche per Paese e per singola linea, influenzando la diversificazione nella raccolta dei rami non-Vita. Un ulteriore risultato è che la durata media del ciclo sembra essersi allungata rispetto ai primi anni ’80, quando le banche centrali hanno cambiato le loro politiche nei confronti della lotta all’inflazione e gran parte del settore dei servizi finanziari è stato liberalizzato.

La pressione sugli utili del comparto non-Vita, infine, ha aumentato l’interesse per l’innovazione. Gli investimenti degli assicuratori in tecnologia hanno portato a guadagni di efficienza, riducendo, in alcune linee di attività, anche i costi dei sinistri. I benefici per la redditività sono inizialmente negativamente compensati dal parziale trasferimento degli utili ai consumatori grazie alla concorrenza e anche a causa dei costi collegati agli investimenti in tecnologia. Nel lungo periodo, tuttavia, gli investimenti in metodologie di analisi di dati massivi ed analitica avanzata migliorano l’efficienza, la sottoscrizione e l’assicurabilità di rischi sempre più complessi, sia attraverso una migliore accessibilità sia grazie ad un ampliamento delle possibilità di sottoscrivere rischi nuovi e difficili da quantificare.

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