TAVOLA ROTONDA UNAPASS: IL RESOCONTO DELLA GIORNATA

ROMA – Giornata importante quella di oggi per l’Unapass, l’Unione nazionale agenti professionisti in assicurazione. Si è aperta, infatti, la tredicesima assemblea generale che si concluderà sabato pomeriggio. La location scelta è il suggestivo Auditorium Antonianum di Roma.

L’evento, intitolato Da Unapass ad un nuovo modello di rappresentanza unitaria, era molto atteso dalla categoria anche per le novità politico-sindacali che ne potrebbero scaturire (qualche settimana fa è stato annunciato che proprio in questa sede sarà dato l’avvio formale a un nuovo soggetto unitario). Ecco come è andata:

ORE 15,30 – Paolo Iurasek, vicepresidente Unapass, apre i lavori e introduce l’intervento di Gianfranco Vecchio, della direzione mercato concorrenza e consumatori del Ministero dello Sviluppo economico. “Da parte del Governo c’è una grande attenzione verso il settore assicurativo che svolge una funzione fondamentale che non è solo l’Rc auto, ma anche la salute, la sicurezza degli impianti e via dicendo. Un settore che contribuisce a coprire le esigenze reali dei consumatori e della società in genere. Unapass, in questo senso, ha storicamente fornito un contributo di riflessione utile al mercato. Per quanto riguarda le norme oggi tanto discusse, c’è sempre il tempo per modificarle”, afferma Vecchio.

ORE 15,46 – Fabrizio Premuti, responsabile area assicurazioni di Adiconsum,  focalizza l’attenzione sul rapporto fra assicurazioni e consumatori. “Oggi il premio viene visto ancora come una tassa. Bisogna lavorare su questo concetto ed è per questo che è nato l’Ebic, l’ente bilaterale che ha proprio l’obiettivo di avvicinare consumatori e settore assicurativo. Un passo avanti soprattutto dal punto di vista della cultura assicurativa, per risolvere i contenziosi con le compagnie. Che per gli agenti devono essere partner e non controparti”.

ORE 15,51 Sono oltre 550 gli utenti in questo momento collegati alla diretta.

ORE 15,54Filippo Gariglio, presidente Uea, pone l’accento sul “pericolo che c’è nella proposizione di prodotti assicurativi complessi disintermediando. Il fai da te fatto dal consumatore attraverso internet è un rischio. L’agente non può ridursi a fare solo il pricing. Le polizze non sono delle commodity, necessitano del ruolo di un intermediario preparato professionalemente”.

ORE 16 – Lucio Modestini, presidente del Fondo pensione agenti, parla delle perfomance “a doppia cifra” del Fondo ed evidenzia soprattutto “la disponibilità dell’Ania a contribuire alla situazione previdenziale e contributiva degli agenti”. Poi, sulla categoria dice: “Occorre una maggiore compattezza per poter confrontarsi con le istituzioni politiche. E’ solo cosi che possiamo vincere tutti insieme”. Gli accessi alla diretta superano le 1.000 unità.

ORE 16,16 – Fabrizio Santoboni, professore aggregato di Economia e gestione delle aziende di assicurazione presso l’Università di Roma La Sapienza, parla di Intermediazione assicurativa: cielo sereno o nuvole all’orizzonte.”Per poter consolidare il suo ruolo, l’agente deve cambiare il rapporto con la clientela, puntando più sulla consulenza”, sottolinea Santoboni.

ORE 16,37 – Via alla tavola rotonda Verso un nuovo modello di relazione tra imprese e agenti, moderata da Paolo Iurasek, vice presidente Unapass. Partecipano Roberto Arena, presidente Gruppo agenti Vittoria, Vincenzo Cirasola, presidente Gruppo agenti Generali, Giuseppe Consoli, presidente Gruppo agenti Itas, Stefano Nalin, direttore commerciale Zurich Italia, Marco Oddone, direttore commerciale delle Generali, Cristina Pierobon, direttore commerciale Gruppo Itas, Giuseppe Traverso, direttore commerciale Vittoria Assicurazioni ed Enrico Ulivieri, presidente Gruppo agenti Zurich Italia.

In merito al panorama assicurativo nazionale, Oddone dice che “ci sono grandi opportunità che vanno colte, attraverso la preparazione professionale della rete e l’education nei confronti della clientela”. Ma per gli agenti c’è spazio? “Gli agenti hanno uno straordinario futuro, ma non sono quelli di ieri perché il mercato è cambiato”, risponde Nalin. “Il modello italiano è molto complesso e articolato e se gestito con i mezzi adeguati può stare al passo con i tempi. Ma il modello del passato è ormai superato. Chi non si adegua è inevitabilmente tagliato fuori”.

“La rete agenziale è una grande risorsa per le compagnie”, afferma Pierobon. Un paragone con i broker? “Questi ultimi si caratterizzano per un maggiore dinamismo e una maggiore professionalità. Fino a quando i broker si occupavano del mondo corporate tutto andava bene ed era un loro elemento distintivo. Adesso, alla luce dei cambiamenti, stanno aggredendo anche il mercato notoriamente degli agenti, quello retail. I broker rappresentano una minaccia per gli agenti, che devono riflettere sugli scenari. Gli agenti dalla loro hanno un maggiore rapporto umano. Devono però crescere professionalmente e con una pianificazione del lavoro più efficiente”. Per Arena, l’essere monomandatari non rappresenta assolutamente un problema. “La rete Vittoria è totalmente composta da agenti monoramo, ma non ci sentiamo fuori gioco. Questo spesso porta a fare ragionamenti errati, secondo me. Ognuno può ritagliarsi uno spazio, sia i monomandatari, sia i plurimandatari. E’ l’utenza, poi, che sceglie liberamente. Noi, però, dobbiamo farci trovare pronti”.

Cirasola, a proposito dei modelli di relazione con le compagnie, sottolinea la necessità di una “associazione generalista di categoria a fianco dei gruppi agenti. Questi ultimi non possono sostituirsi a un modello centrale come è quello di un sindacato. Sulle relazioni con le mandanti dobbiamo impegnarci insieme con loro per raggiungere un unico obiettivo”.

Traverso è d’accordo con Cirasola, anche se i risultati si raggiungono anche “attraverso i conflitti, che a volte sono necessari. A patto, però, che portino a un risultato”. Consoli, che si definisce “un monomandatario felice”, evidenzia “lo stretto legame che si può instaurare con la propria mandante, attraverso un rapporto di corresponsabilità. Con la compagnia riusciamo a concordare i vari progetti per far crescere la rete, sviluppando tutta quell’attività che serve per raggiungere gli obiettivi comuni”. A proposito dei modelli sindacali, Consoli sottolinea la “necessità impellente di tornare a parlare con l’Ania”.

Ulivieri, che dichiara di essere “un monomandatario convinto”, pone l’accento sulla relazione con la propria mandante, anche alla luce delle ultime novità legislative. “L’attività del Gaz in questi anni ha svolto un’attività incessante anche per far comprendere agli iscritti che cosa vuol dire fare un bilancio della propria agenzia e verificare i costi agenziali. Abbiamo provato a dare risposte da soli, anche attraverso delle consulenze esterne. Per questo credo che sia’ arrivato il momento anche a livello di rappresentanza sindacale di cambiare pagina. Oggi la categoria chiede coraggio e credibilità”.

“Il fatto è che senza una relazione proficua tra mandante e rete agenziale non si va da nessuna parte”, evidenzia Nalin. “Se poi ci si mette anche il legislatore con norme che ingessano il mercato e allora tutto diventa più difficile”. “La perdita di redditività delle agenzie deriva anche da norme che non servono a nessuno, vedi 7a, 7b, eccetera”, aggiunge Arena. “L’associazione di categoria deve sedersi con le istituzioni politiche, assicurative, per cercare di dialogare affinché si remi tutti dalla stessa parte, nel rispetto dei reciproci ruoli. Se c’è solo lo scontro si crea un vuoto ed ecco che succede che per anni gli accordi non vengono rinnovati”, puntualizza Arena.

L’unità della categoria è un valore? “Certo che sì”, risponde Cirasola. “Se c’è l’unità ma manca la credibilità e la rappresentatività e allora è come se non avessimo fatto nulla. Una visione senza azione e un’azione senza visione non porta da nessuna parte. Oggi, la nostra rappresentanza sindacale non ha più le fondamenta. E se ce le ha sono deboli. Noi, i 12 presidenti di gruppo aziendali, abbiamo lanciato un progetto, aperto a tutti, che è senz’altro innovativo”.

ORE 18,09 – Termina la tavola rotonda. Gli utenti connessi sono stati quasi 1.300.

ORE 18,11 – Massimo Congiu, presidente di Unapass, affronta il tema Quale modello di rappresentanza associativa? Lo fa insieme con Vittorio Verdone, direttore auto, distribuzione, consumatori e servizi informatici dell’Ania. Subito l’argomento centrale riguarda la Rc auto. “In questo ambito diciamo che non abbiamo parlato la stessa lingua”, dice Verdone. “Basarsi solo sul fattore prezzo non porta da nessuna parte. Il problema dell’Rc auto non si risolve dal punto di vista distributivo. Si è molto esagerato, per esempio, sulla desertificazione dei territori da parte delle compagnie…”.

“E’ anche vero che l’eccessivo costo dell’Rc auto allontana le famiglie dalle assicurazioni” , dice Congiu. “A mio parere i problemi che riguardano questo settore non si possono scambiare oggi con un istituto che può essere la libera collaborazione fra intermediari. Bisognerebbe fare sistema fra agenti e compagnie. Del resto in passato le proposte presentate da Unapass e l’Ania praticamente erano identiche. Da lunedi prossimo apriamo dei tavoli di confronto, anche per individuare un nuovo welfare”.

Uno dei temi centrali fra i sindacati agenti e l’Ania è l’accordo nazionale agenti. “E’ un accordo che oggi non tiene più, che si basa su istituti del 1951”, sottolinea Verdone. “Il mondo è cambiato, la concorrenza era molto meno accesa fra le compagnie, adesso non è più cosi. Ci sono dei modelli distributivi che sono concorrenziali al massimo. Ci sono le dirette, internet, eccetera. Se gli agenti sono convinti ancora di poter sopravvivere sull’auto e allora si sbagliano”.

“Per noi l’accordo nazionale agenti esiste ancora”, puntualizza Congiu. “Sono d’accordo sulla ricerca di alternative, ma finché non le avremmo trovate per noi quello esistente è valido. Altrimenti non ci sarebbe equilibrio tra le parti. Ragioniamo per rivederlo, da qui a un anno. Troviamo una intesa quadro”.

“Ma l’agente del 1951 e del 1980 è lo stesso di quello di oggi oppure no?”, chiede Verdone. “Non c’è più bisogno di avere una regolamentazione…”. Sul dibattito monomandato-plurimandato, Unapass lancia una proposta all’Ania: “Non facciamo in modo tale che sia il legislatore  a decidere quale sia la formula migliore. Troviamo soluzioni condivise”.

Sull’unità della categoria Congiu dice: “Lavoriamo affinché da qui a sei mesi si possa condividere tutti i contenuti attraverso una unica voce, che sia credibile di fronte al mercato e agli interlocutori di turno. Una unica voce può sicuramente avere più successo di ascolto”. 

Dall’inviato Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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