Tecnologia e nuove regole, ecco le compagnie del futuro

Agenti - Futuro - Prospettive (Immagine Jack Moreh - Freerange Stock) Imc

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(di Roberto E. Bagnoli – Corriere Economia)

Con l’arrivo di «Solvency II» cambiano i paradigmi delle assicurazioni

Le tecnologie digitali stanno avendo un impatto dirompente sul mercato assicurativo: l’anno scorso le start-up tecnologiche hanno investito nel settore 2,6 miliardi di dollari.

«Stiamo andando verso una digitalizzazione spinta – spiega Filippo Mastropiero, partner di Ernst Young, intervenuto nelle settimane scorse a un convegno dell’editoriale Le Fonti. Alcune società che fanno leva sulle tecnologie digitali si stanno affacciando in modo prepotente. È il caso di Oscar, compagnia americana che offre polizze sanitarie abbinate a dispositivi indossabili che tengono sotto controllo il benessere e lo stato di salute dell’individuo, che ha raccolto 700 milioni di dollari, o della cinese ZhongAn Insurance, leader nell’insurtech, che è stata valutata 8 miliardi di dollari».

Oltre alla tecnologia, per le imprese assicuratrici europee un importante fattore di cambiamento che è stato approfondito nel corso del convegno è rappresentato dalla normativa comunitaria, entrata in vigore all’inizio di questanno, di Solvency II. Definisce nuovi requisiti patrimoniali delle imprese assicuratrici, decisamente più severi rispetto al passato. La nuova legislazione ha un impatto sulla governance e sulla costruzione dei prodotti. «Il lancio di una nuova polizza non più una scelta limitata a un business plan settoriale – sostiene Giampaolo Crenca, presidente del Consiglio nazionale degli attuarima è inserito in uno scenario di solvibilità della compagnia: non basta più, insomma, guardare alla redditività del prodotto».

In questo scenario diventa ancora più importante la figura del risk manager che gestisce i rischi all’interno delle aziende. «Il nuovo strumento è ottimo per valutare meglio la politica di sottoscrizione delle compagnie e capire quali sono le logiche con cui distribuiscono il capitale – dice Paolo Rubini, vicepresidente di Anra (Associazione nazionale dei risk manager e responsabili assicurazioni aziendali) –. Ci permette di entrare in una logica di ottimizzazione del capitale che viene allocato sui singoli rischi. Questo può avere effetti positivi sulle capacità che il mercato assicurativo ci metterà a disposizione per la copertura dei rischi delle aziende».

L’impatto sul settore assicurativo determinato dallo sviluppo della tecnologia digitale e dalla normativa di Solvency II è stato al centro di una tavola rotonda cui hanno partecipato Luigi Viganotti, presidente di Acb (Associazione di categoria brokers di assicurazioni e riassicurazioni), Fabio Carniol, amministratore delegato Helvetia Vita e Chiara Assicurazioni, Stefano Olocco, responsabile risk management di Reale Mutua, Roberto Salvi, presidente del Gaat (gruppo agenti di assicurazione Toro) e Rudi Floreani, avvocato presso lo studio legale Floreani.

Nel corso del convegno è stata presentata anche la ricerca, realizzata da Eumetra Monterosa, su Le assicurazioni: ruolo sociale, relazione con il mercato e innovazione. Secondo lo studio, la fiducia del pubblico nei confronti delle imprese assicuratrici è aumentata in misura significativa: le compagnie sono migliorate per il 19% degli intervistati (37% per professionisti e imprese), e sono degne di fiducia per il 38%, rispetto al 18% delle banche. Pur avendo un’immagine ancora da migliorare, le compagnie vengono percepite meglio rispetto agli istituti di credito e come un fattore di supporto per il paese.

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