Tfr in busta paga, i sindacati bocciano l’ipotesi del governo

Calcolo - Tfr - Busta paga Imc

Calcolo - Tfr - Busta paga Imc

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

L’ipotesi del Tfr in busta paga non piace ai sindacati. Contro l’ipotesi rilanciata ieri a Ballarò dal premier Matteo Renzi, si schierano Cgil, Cisl e Uil. Il leader della Cgil Susanna Camusso attacca: «Sono soldi dei lavoratori, non è un nuovo bonus, il lavoratore deve essere libero di decidere cosa farne». Anna Maria Furlan, designata alla successione di Raffaele Bonanni alla guida della Cisl, rilancia: «Il Tfr è meno tassato dello stipendio, non vogliamo che in questo modo i lavoratori paghino più tasse anche su quello». Mentre il segretario della Uil Luigi Angeletti assicura: «Tagliare le tasse sul lavoro è l’unica strada per rilanciare i consumi e non mettere il Tfr in busta paga».

Camusso: Tfr non è nuovo bonus, sono soldi dei lavoratori
«Nessuno dica che si stanno aumentando i salari dei lavoratori: quelli sono soldi dei lavoratori, frutto dei contratti e delle contrattazioni e non una elargizione del governo o un nuovo bonus, altrimenti siamo alla disinformazione», ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, per la quale il lavoratore deve essere «libero di decidere» cosa fare del Tfr. La segretaria della Cgil ieri aveva ricordato che la liquidazione ha un regime di tassazione separata e «se lo metti in busta paga, invece, lo riporti ad una tassazione maggiore». «Sarebbe – aveva aggiunto – come dire che riporti via ai lavoratori gli 80 euro» del bonus Irpef.

Furlan (Cisl): Tfr? basta speculazioni sul lavoro
Contraria al Tfr in busta paga anche Anna Maria Furlan, designata alla successione di Raffaele Bonanni alla guida della Cisl: «Basta speculazioni sul lavoro – afferma il segretario aggiunto della Cisl – il Tfr è meno tassato dello stipendio, non vogliamo che in questo modo i lavoratori paghino più tasse anche su quello».

Angeletti: no a Tfr in busta paga, tagliare tasse lavoro
Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, tagliare le tasse sul lavoro, non mettere il Tfr in busta paga, è l’unica strada per rilanciare i consumi. «Capisco l’esigenza di dare qualche euro nelle tasche degli italiani per rilanciare i consumi – dice Angeletti – ma non è quella la strada, bisogna continuare a ridurre le tasse sul lavoro». E ha aggiunto: «Abbiamo spiegato che doveva servire a integrare la pensione, cosa gli diciamo? Avete sbagliato, tanto in pensione non ci andrete, spendeteli adesso i soldi … È senza senso». Poi il segretario della Uil, in merito alle ipotesi di riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ha ribadito: «Se davvero modificheranno il sistema di protezione dei lavoratori che è oggi in vigore noi programmeremo uno sciopero generale. E Renzi non creda che questo sia uno sfogo momentaneo».

Ghizzoni: Tfr? Vediamo proposta, se serve non ci tiriamo indietro
Apre invece l’amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni dopo che ieri il premier Matteo Renzi ha detto che si starebbe ragionando a un protocollo con l’Abi. «Io sono abituato a rispondere quando ci sono proposte definitive» ma «se tutti sono d’accordo che valga la pena farlo, le banche non si possono tirare indietro», ha detto Ghizzoni.

Cna: Tfr in busta costo improponibile per aziende
Contrario all’ipotesi del Tfr in busta paga il mondo dell’artigianato e delle cooperative. La proposta di dare il Tfr in busta paga «per come è stata posta in questi giorni rappresenta un costo improponibile per le aziende, in un periodo di forte carenza di credito quella rappresenta una fonte», ha detto il presidente di Cna, Daniele Vaccarino. Mentre il copresidente dell’Alleanza Coop, Rosario Altieri, ha avvertito: questa operazione «rischia di accelerare le crisi aziendali».

Padoan: Tfr argomento ancora in discussione
Il governo ad ogni modo non ha ancora preso una decisione. «Il Tfr – ha spiegato il ministro Padoan – non è nella nota di aggiornamento del Def. È un argomento in discussione, siamo a questo livello».

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