TRAETTO SVELA I PROGETTI DI SNIASS E BACCHETTA COMPAGNIE E AGENTI

Maurilio Traetto primo piano

Il vulcanico presidente del Sindacato nazionale intermediari di assicurazione parla a 360 gradi del mercato della distribuzione. E avanza proposte rivoluzionarie…

Schietto, diretto e senza peli sulla lingua. Forse è anche per questo che Maurilio Traetto (nella foto), presidente e cofondatore di Sniass (Sindacato nazionale intermediari di assicurazione), non è personaggio ben visto nel panorama assicurativo nostrano. Lui non si scompone e dice: «Non mi importa delle critiche e di ciò che si dice o si pensa di me, la cosa importante è dire sempre le cose come stanno. Anche quelle che fanno male…».

In questa intervista concessa a Intermedia Channel non si smentisce, parlando a ruota libera di tutto: dai progetti del suo sindacato al ruolo degli intermediari, dall’unità della categoria a Sna, Unapass e i 12 presidenti, dai broker alle compagnie, dai gruppi aziendali fino alla tariffa unica per l’Rc auto. Concetti, molti dei quali rivoluzionari, che senza dubbio stimoleranno la discussione fra i lettori di Intermedia Channel e sui quali varrebbe la pena soffermarsi.       

Domanda. Perché nasce lo Sniass?

Risposta. Nasce nel 2010 dall’esperienza maturata presso lo studio nel quale opero dal 1995 e che si occupa di tutela agenti, servizi amministrativi e legali assicurativi (Prad). In questi 16 anni abbiamo prestato assistenza legale a moltissimi agenti in tutta Italia, risolvendo l’80% delle controversie in maniera extragiudiziale. Abbiamo, quindi, potuto constatare come le compagnie gestivano i rapporti con gli agenti. Una sera,a Roma, nel corso di una cena, l’avvocato Stefano Cruciani mi propose l’idea di costituire un sindacato in grado di difendere tutti gli intermediari e soprattutto gli iscritti in sezione E) del Rui. Accolsi l’invito e fu così che il 10 maggio 2010 costituimmo il sindacato, stabilendo una quota di ingresso di 250 euro.

D. Quali sono, oggi, gli obiettivi?  

R. Tutelare tutti gli intermediari liberi, con particolare riferimento agli iscritti in sezione E), che oggi vivono una situazione particolare. Quando è stata creata questa sezione, il legislatore ha affidato ai relativi iscritti le stesse responsabilità, di fronte al collegio di garanzia e all’Isvap, attribuibili agli A) e ai B). Non capisco il motivo per il quale oggi si tende a disattendere queste indicazioni e a non seguire tutte le condizioni. Perché E), nel momento in cui perde un mandato, e magari è l’unico, viene cancellato direttamente dal Rui…Oggi abbiamo sposato la causa degli E), ma è obiettivo di Sniass allineare tutti gli intermediari liberi per orientare le tariffe nel mercato nazionale.

D. Proprio per gli E) avete predisposto un pacchetto di servizi. In che cosa consiste?

R. Una premessa: i rapporti con gli intermediari sezione E) sono ancora regolamentati dal Regio Decreto del 1939. Non è possibile che si possa sostenere un rapporto con quei contenuti. Oggi l’E) è un libero professionista, un plurimandatario, può costituirsi in società, insomma ha tutte le carte in regola per potere stare sul mercato. Per questa ragione, come sindacato abbiamo preparato (con l’ausilio del nostro comitato dei saggi, composto dagli avvocati Barbieri, Cruciani, Patané, Pisani, Erra)  una bozza di mandato per gli obblighi assunti dagli E) con il conferimento del mandato di A). Una bozza che mettiamo a disposizione anche degli agenti, molti dei quali ce la hanno richiesta. Oltre alla fideiussione, come condicio sine qua non abbiamo posto che non si può accedere a una attività di tribunale se non è stato espletato il tentativo arbitrale. Ciò ci permette di entrare nel merito delle controversie tra A) ed E), che rappresentano il 95% dei contenziosi. Segnalo, inoltre, la crescita anche delle controversie fra B) ed E). Nel pacchetto, abbiamo previsto una cassa di previdenza per gli E) e una Rc professionale (studiata in collaborazione con un broker grossista, di provenienza sindacato londinese) a primo rischio. Si tratta di una copertura che tutela l’E) da eventuali rivalse che possono nascere in seguito a danni, omissioni, dimenticanze, cattiva comunicazione, eccetera.

D. Quanto costa iscriversi allo Sniass?

R. Guardi, bastano appena 50 euro l’anno, una quota “popolare”. Più che l’iscrizione, per noi è importante la condivisione dell’intermediario. Lo Sniass ha una fonte di approvvigionamento che è lo studio Prad, che finanzia tutte le operazioni.

D. Mi scusi, quindi Sniass e studio Prad svolgono attività comuni?

R. Assolutamento no. Non voglio mischiare l’attività dello studio con quella del sindacato, anche se quest’ultimo, attualmente, ha bisogno di uomini e di risorse dello studio.

D. Insisto: un socio Sniass che si trovasse coinvolto in un contenzioso deve rivolgersi per forza allo studio Prad?

R. Ogni iscritto è libero di fare ciò che vuole. Il sindacato chiede solo se si ha a disposizione un legale di sua stretta fiducia.

D. In definitiva, lo Sniass accoglie tutti gli intermediari?

R. Il sindacato è aperto a tutti e in particolare ci rivolgiamo ai 143 mila iscritti in sezione E). Attualmente siamo impegnati nell’organizzazione di tre workshop e alla fine del 2012 faremo il punto sugli iscritti. I primi due appuntamenti sono in programma a Milano e Roma. Il terzo, quello di Catania, si svolgerà all’inizio del 2013.  Non si tratta di una campagna di reclutamento, ricerchiamo la condivisione. Mi piacerebbe sapere se gli intermediari iscritti in sezione E) sono d’accordo in merito all’idea di avere una loro realtà giuridica, una posizione. Oppure se vogliono continuare a essere dei cani sciolti, gli zerbini delle agenzie. Per questo motivo i nostri workshop non saranno un monologo del presidente o del segretario di Sniass, ma vere e proprie tavole rotonde aperte, di confronto, di dibattito. Sono pronto anche a rispondere a tutte le critiche immaginabili. Posso dirle una cosa?

D. Prego…

R. Le compagnie mi dicono di andare avanti perché il problema è l’esclusiva territoriale. Fino a quando le primarie compagnie non riescono a spolverare l’esclusiva con i propri agenti non si muoverà paglia.

D. Ma sono proprio le imprese che spingono per siglare accordi di esclusiva…

R…Sì, ma se si va verso l’abolizione del tacito rinnovo, la liberalizzazione dei portafogli, il monitoraggio non più delle regioni e delle province, ma addirittura delle strade, delle contrade, mi vuol dire di cosa stiamo parlando?

D. Mi vuole dire che a una compagnia costa meno un subagente che un agente?

R. Certo. Oggi l’Europa punta a una gestione più diretta: banca-assicurazione-cliente. L’intermediario non c’è mica…Il legislatore, però deve chiarire un aspetto.

D. Quale?

R. Le compagnie manovrano le tariffe sul territorio, ma chi le deve gestire? Impartiscono ordini agli intermediari. Questi ricordiamolo, hanno l’obbligo della stipula e spesso sono costretti, dalle compagnie, a violare la legge. Cosa fare? Mi autodenuncio alla Procura? O me ne sto zitto perché l’impresa mi minaccia con le revoche? C’è una direttiva europea: sa perché non si recepisce? Perché la casta delle compagnie non lo vuole e a sua volta utilizza i rispettivi gruppi aziendali perché anche questi hanno l’interesse a stare con la propria mandante proprio per conservare l’esclusiva territoriale.

D. Non ha un’idea positiva dei gruppi aziendali…

R. Non sono altro che un contributo alla compagnia per portare avanti la sua politica. Sono molto critico nei confronti dei gruppi, perché sono condotti dagli stessi agenti. Se fossero guidati da professionisti che non hanno una agenzia, non hanno conflitto di interessi…

D. Ma in questo modo non c’è il rischio di conoscere poco quella la realtà…

R. Assolutamente no. Il consulente può essere anche un agente in pensione nominato, però non ci deve essere conflitto di interesse. Quando si parla con la compagnia bisogna farlo con la stessa forza, lo stesso potere contrattuale. Come avveniva anni fa.

D. Cosa pensa della probabile abolizione delle sezioni del Rui?

R. La direttiva comunitaria non vuole sezioni, vuole un unico registro. È la nostra stessa filosofia: un intermediario libero che decide cosa fare, orienta il suo futuro e dà al consumatore quello che lui chiede, non quello che la compagnia gli chiede di vendere

D. Quale è la sua opinione su Sna e Unapass? Ci sono i presupposti per avviare una collaborazione?

R. Siamo in contatto con entrambi. In particolare, credo che Claudio Demozzi, presidente dello Sna, abbia grandi difficoltà a dialogare con un sindacato libero come il nostro…

D. E perché? Proprio lui che invita a tagliare il cordone ombelicale con le compagnie, predicando l’idea della libertà professionale?

R.  Questo è il suo pensiero. Non quello del suo board…Mi riferisco agli iscritti allo Sna diciamo cosi esterni, come per esempio i presidenti provinciali e i gruppi aziendali, che prediligono l’idea di agente monomarca. Le ricordo che spesso la scelta di chi deve dirigere un gruppo aziendale è caldeggiata dall’impresa. Comunque: se ci sarà la possibilità di fare qualcosa con Sna e Unapass, bene. Viceversa andremo avanti per la nostra strada.

D. Dei 12 presidenti di gruppo cosa pensa?

R. Chi, i 12 apostoli? Be, manca Gesù…….

D. Ulias ha celebrato il suo primo meeting a Catania. In fin dei conti porta avanti le vostre stesse idee, in merito alla figura degli ex subagenti. Ci sono i presupposti per una collaborazione?

R. Le sinergie si possono trovare nel momento in cui si stabilisce in maniera trasparente quelle che sono le volontà. Se Ulias intende trasformarsi da associazione a sindacato, le dico che non ci sarà spazio perché ci siamo già noi. Se vuole rimanere un’associazione e allora si può collaborare.

D. Lei è iscritto in sezione B)…

R. ……e lavoro esclusivamente con compagnie straniere. Quelle italiane non mi interessano perché non considerano il rapporto umano….

D. …cosa pensa dell’accordo Sna-Aiba?

R. La ricchezza spalmata fra A) e B) mette in braghe di tela gli intermediari. Non si può fare la divisione della torta senza sapere da dove proviene. Che cosa c’è da spartire? Sna rappresenta gli agenti, Aiba rappresenta i broker. Quest’ultima associazione ragiona ancora in termini provvigionali quando le direttive, i suggerimenti e i consigli dell’Isvap dicono che i broker devono lavorare con le compagnie e le gerenze, e non “dovrebbero” operare con gli agenti. Se l’agente spartisce la sua provvigione finisce col morire di fame. Come anche il broker.

D. Intanto, la percentuale dei premi intermediati dai broker attraverso le agenzie cresce…

R. Aumenta perché il mercato Rc auto si sta liberando, a favore della gestione dei broker. Parliamoci chiaro: le compagnie preferiscono avere rapporto con un broker perché gli chiudono il rubinetto quando vogliono, non dovendo pagare liquidazione, indennità, ecc.

D. Cosa pensa della gestione del ramo auto?

R. L’idea potrebbe essere quella di far creare dal legislatore una polizza unica (di cui si occupa una compagnia di stato) con un massimale unico. Una sorta di Rc di legge, con un premio da pagarsi esclusivamente con l’approvvigionamento della benzina.

D. Agli agenti non piacerà questa idea….

R. Guardi, l’intermediario deve fare l’intermediario di assicurazione: l’Rc auto non è assicurazione. E’ un servizio pubblico.

D. Come vede il futuro dell’intermediazione assicurativa?

R. Non si può pensare di fare assicurazione a 360 gradi come stanno facendo adesso gli agenti. Non è questo il futuro. Occorre specializzarsi. Il cliente chiede professionalità, preparazione, consulenza.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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