Tutela anti-infortuni anche in bicicletta

In bicicletta al lavoro Imc

In bicicletta al lavoro Imc

(di Alberto Bosco e Josef Tschöll – Quotidiano del Lavoro)

Nel tragitto casa-lavoro

Il lavoratore che compie il tragitto casa-lavoro o lavoro-mensa (e viceversa) pedalando è di norma tutelato in caso di infortunio.

La disposizione è stata inserita nel Tu degli infortuni (Dpr 1124/1965) dalla legge sulla green economy (legge 221/2015). Ora i nuovi articoli 2 comma 3 e 21 comma 5 del Dpr 1124 dispongono che:

  • salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti;
  • l’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato;
  • l ’uso del «velocipede» (cioè della bicicletta), come definito ai sensi dell’articolo 50 del Dlgs 285/1992, deve, per i positivi riflessi ambientali, intendersi sempre necessitato;

restano esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti e allucinogeni. L’assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.

Ebbene, tralasciando le complesse e differenti questioni legate all’infortunio in itinere in senso stretto, va evidenziato che, quanto all’utilizzo dei velocipedi, il Codice della strada (articolo 50, Dlgs 285/1992) definisce tali i veicoli con 2 ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; nonché le biciclette a pedalata assistita (le cosiddette e-bike), dotate di un motore ausiliario elettrico con potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare.

Dunque ai sensi delle nuove disposizioni di legge, il lavoratore che si sposta sulle due ruote per andare da casa o al lavoro o raggiungere la mensa aziendale è sempre tutelato in caso di infortunio.

A tale proposito l’Inail, superando le proprie precedenti indicazioni secondo cui era tutelato solo l’infortunio avvenuto su una pista ciclabile o in una zona interdetta al traffico veicolare, ha precisato che, negli infortuni alla guida della bicicletta, la tutela assicurativa non opera solo di fronte a interruzioni e deviazioni del percorso di andata e ritorno dall’abitazione al lavoro del tutto indipendenti dalla professione o comunque non necessitate (circolare Inail 14/2016).

Infine, l’infortunio è privo di tutela sempre quando la qualificazione dell’elemento soggettivo del lavoratore debba essere definita in termini di rischio elettivo e non di colpa: ad esempio quando il ciclista ha imboccato una strada interdetta alla circolazione delle bici o è messo alla guida in stato di ubriachezza.

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