UEA: LETTERA AL MERCATO SULL’ARTICOLO 34

Filippo Gariglio Imc

Per il presidente Filippo Gariglio, agente Reale Mutua, lo schema di regolamento proposto dall’Isvap è «aberrante» e costringerà gli agenti «a un inutile e pesante modello burocratico formale».  

Filippo Gariglio (nella foto), presidente dell’Uea (Unione europea assicuratori) e agente Reale Mutua, interviene nel dibattito innescato dal regolamento 49/2012 dell’Isvap, che costringerà gli agenti assicurativi «a un inutile e pesante modello burocratico formale» e gli assicurati/cittadini «a ulteriori firme su moduli mai letti», senza risolvere il problema del «caro Rc Auto». Di seguito la lettera di Gariglio al mercato e ai media.

I cittadini italiani da un po’ di tempo sono interessati da una serie di provvedimenti legislativi e fiscali pressanti e sentono il peso di una crisi economico/finanziaria che purtroppo non ha ancora esaurito i suoi effetti, si ipotizza anzi che avrà conseguenze ancora più pesanti nel prossimo autunno.

Il legislatore, su iniziativa del Governo, ha emanato una serie di provvedimenti che dovrebbero favorire i cittadini in una serie di pagamenti, con particolare riferimento a quelli soggetti alle “tariffe”. Si è pertanto riproposto il problema del “caro Rc auto” in Italia, non senza i consueti confronti con gli altri paesi europei. Come Unione Europea Assicuratori ci siamo più volte occupati dell’argomento nei nostri convegni, cercando di individuarne le cause, la complessità e le possibili soluzioni.

Diversi provvedimenti adottati partono semplicisticamente dall’assunto, mai dimostrato, che si potrebbero diminuire i costi delle polizze Rc auto aumentando la concorrenza tra le compagnie – che come Uea abbiamo più volte auspicato sopratutto nell’innovazione di prodotto – e determinando così una maggior propensione degli assicurati a cambiare assicuratore. I confronti con gli altri stati europei più evoluti ci indicano questa realtà, ma ben sappiamo che se è utile studiare e mutuare le esperienze europee più virtuose, esse non si possono meccanicamente trasferire in altri contesti socio/economici e culturali.

Nel timore di ledere i principi del libero mercato ingessando con nuove regole l’attività delle compagnie, le istituzioni hanno pensato che aumentare la concorrenza tra agenti, spesso monomandatari, potesse produrre effetti taumaturgici sulle tariffe portando a una maggior mobilità degli assicurati. I benefici per i cittadini, come è di tutta evidenza, non ci sono stati, ma in compenso gli intermediari e in particolare gli agenti, si sono dovuti destreggiare in una “babele” di norme inserite in modo distonico  nel nostro ordinamento, generando problemi procedurali e danni economici.

Anche nei più recenti e positivi provvedimenti normativi non si sono affrontati con determinazione i nodi strutturali dei costi impropri che incidono sulle tariffe Rc auto. Pensiamo ad esempio all’elevato numero dei colpi di frusta, alle truffe, alla malavita organizzata, ai contrassegni falsi o ai veicoli non assicurati, ai problemi infrastrutturali, a una adeguata banca dati sinistri, a tabelle di invalidità uniformi per i tribunali e a criteri di giudizio certi e omogenei, oltre che rapidi. Tutti costi che gravano sugli automobilisti onesti.

Poi si è pensato, con lo stesso approccio semplicistico, che spingere gli assicurati verso canali alternativi (on line o telefonici) avrebbe aumentato l’efficienza del sistema rispetto ai “vecchi” intermediari professionali, in primis gli agenti, considerati poco evoluti.  Si è cercato di “soffocare” di burocrazia migliaia di agenti, facendoli morire più o meno lentamente, sostenendo che il mercato  ha le sue regole, dure ma necessarie. E questo sembra essere purtroppo l’orientamento prevalente per il futuro. Le polizze auto sono considerate semplici prodotti acquisibili con un click, senza avvertenze sulle centinaia di pagine di condizioni contrattuali (quasi mai lette dall’assicurato) e sulle norme non scritte per complessi meccanismi di combinato disposto, che mettono a dura prova anche la più sviluppata forma mentis giuridica ma hanno ricadute anche pesanti sul cliente.

Come se ciò non bastasse il regolamento 49/2012 dell’Isvap ha amplificato queste aberrazioni,  aumentando a dismisura le soluzioni burocratico-formali alle discrasie normative. Gli agenti – e praticamente solo loro, essendo state esentate di fatto le polizze on line o telefoniche – dovranno fornire tre preventivi Rca di compagnie diverse, non sempre le stesse, anche a un semplice rinnovo di polizza, spiegando esaustivamente tutti i preventivi e fornendo l’intera documentazione, nota informativa compresa. Tale regolamento pone intanto un artificioso aggravio di costo solo agli agenti (basti pensare al tempo impiegato e alla carta utilizzata per mantenere traccia giustificativa in caso di controllo) e ciò determina un trattamento asimmetrico rispetto altri soggetti operanti nel mercato realizzando una forma di concorrenza sleale. Non si capisce come il cittadino assicurato via web o al telefono possa avere maggior cultura e conoscenza assicurativa – e sia pertanto sufficiente indicargli un comparatore ufficiale di preventivi – rispetto a chi ottiene informazioni direttamente da un agente, che gli spiega nel prezzo e nel valore le diverse garanzie di polizza.

L’agente dovrebbe inoltre spiegare esaustivamente preventivi di contratti che non conosce, poiché evidentemente non ha alcun rapporto con compagnie che non rappresenta e non ha fatto l’obbligatorio test valutativo di preparazione pre-vendita sui relativi contratti. Sarebbe come andare da un rivenditore monomarca a comprare un prodotto complesso, ad esempio un’apparecchiatura elettronica e, dopo aver visto esposto il prezzo (magari più basso) di altri due negozi concorrenti di marche diverse, chiedere al personale di spiegarci il loro funzionamento.

I cittadini sono esasperati da queste farse burocratiche, da questo spreco di carta e tempo e non possono che indignarsi. Bene hanno fatto i sindacati, Sna e Unapass, a denunciare questa aberrazione normativa: li dobbiamo sostenere nelle iniziative congiunte che decideranno di intraprendere. Abbia il governo, con l’appoggio del legislatore, il coraggio di affrontare i nodi strutturali del caro Rc auto liberando, con la diminuzione reale delle tariffe, risorse per i cittadini e per un welfare “assicurativo” la cui necessità si delinea in un orizzonte sempre più vicino e drammatico.

L’Isvap dal canto suo ha l’opportunità di rimuovere gli artificiosi vincoli creati, senza presupposti normativi, di una libera collaborazione tra gli intermediari, per i quali Uea ha da sempre una posizione chiara e definita. Ciò aiuterà la vivacità e la concorrenza del sistema, requisito necessario ma non sufficiente a diminuire le tariffe Rca.

Insomma, i tempi sono maturi per mettere al centro il cittadino/assicurato/consumatore, al quale gli intermediari professionali si sentono vicini e ne interpretano, con umana condivisione, le esigenze.

Dall’Isvap, quale authority competente in materia, gli operatori si aspettavano un provvedimento riequilibratore rispetto alle incongruenze presenti in una normativa che concilia interessi molto lontani, a favore degli assicurati. Si sente la necessità di avere strumenti normativi che permettano al sistema assicurativo, compagnie ed intermediari, di ricoprire quel ruolo sociale che gli è tipico in una qualsiasi nazione moderna, a vantaggio della positiva evoluzione del nostro paese verso il futuro.

In questa prospettiva appare anacronistico l’ulteriore bizantinismo normativo del Regolamento  49 dell’Isvap, interpretativo e integrativo dell’art. 34 del decreto n. 1 del 24 gennaio 2012 (cosiddetto “Salva Italia”) poi convertito in legge. Esso infatti non fa che costringere gli agenti a un inutile e pesante modello burocratico formale, e gli assicurati/cittadini ad ulteriori firme su moduli mai letti.

Redazione – Intermedia Channel

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