UNAPASS E 17 PRESIDENTI DI GRUPPO CHIEDONO DI RIVEDERE L’ART. 34

In una lettera inviata alle istituzioni politiche, i vertici del sindacato e delle rappresentanze agenziali si dicono contrari all’introduzione dell’obbligo di plurimandato.

Piena condivisione delle finalità del decreto liberalizzazioni, ma una ferma contrarietà sia all’introduzione dell’obbligo per legge del plurimandato, sia all’obbligo di preventivazione fra più tariffe Rc auto in capo agli agenti monomandatari.

L’Unapass, l’Unione nazionale agenti professionisti di assicurazione, ha inviato un documento (firmato dal presidente Massimo Congiu, nella foto, dal coordinatore Focus Group presidenti Gaa Daniele Capogrossi e sottoscritto da 17 presidenti di gruppi aziendali) al presidente del Senato, Renato Schifani, ai capigruppo del Senato,  ai componenti della decima Commissione Industria, della Commissione straordinaria prezzi e della seconda Commissione Giustizia, nel quale si evidenzia la «fondata preoccupazione circa gli esiti delle modifiche al Capo VI del Decreto Liberalizzazioni, per gli artt. dal 29 al 34».

La missiva sottolinea che l’obbligo al plurimandato  contrasterebbe «rispettivamente con il fondamentale principio della libertà di impresa e con il recente principio introdotto dal Legislatore, ma già presente nel Codice delle assicurazioni e nei regolamenti attuativi, relativamente alla proporzionalità degli oneri».

Viene inoltre ribadita «che la natura monomandataria o plurimandataria delle agenzie di assicurazione non ha alcuna influenza diretta sulle dinamiche dei prezzi delle coperture assicurative Rc auto, che la stessa natura non è ritenuta di per sé dalla stessa Commissione Europea una barriera alla concorrenza, che non esiste alcun assunto scientifico comprovante la funzione del plurimandato quale “driver” della concorrenza, che in tutta Europa non esistono regole discriminanti tra le due forme della distribuzione agenziale».

I firmatari hanno anche richiesto «un tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico o della valorizzazione di quello già in essere presso Isvap e, qualora nelle soluzioni emendative dovessero essere introdotti gli obblighi al plurimandato e quelli del confronto tra tariffe Rc auto in capo agli intermediari monomandatari», si propone «l’opportuno stralcio dell’intero articolo 34». Una condizione, questa, che «vincolerebbe tutte le parti a trovare un accordo risolutivo entro sei mesi affinché siano create le condizioni normative ed oggettive per una effettiva concorrenza nel mercato assicurativo italiano a beneficio di tutto il sistema e del consumatore, non solo sulla Rc auto, ma su tutti i rami e servizi assicurativi».

Il documento è stato sottoscritto da Alessandro Lazzaro, presidente del gruppo agenti Axa Italia, Sergio Rovera, presidente del gruppo agenti Axa, Bruno Coccato, presidente del gruppo agenti Cattolica Assicurazioni, Vincenzo Cirasola, presidente del gruppo agenti Generali, Francesco Saporito, presidente dell’Associazione agenti Unipol, Enrico Ulivieri, presidente del gruppo agenti Zurich, Giovanni Trotta, presidente del gruppo agenti Allianz Lloyd Adriatico, Nicola Picaro, presidente del gruppo aziendale agenti Sai, Giuseppe Consoli, presidente gruppo agenti Itas, Domenico Assini, presidente del gruppo agenti Fondiaria, Roberto Fambrini, presidente del Gia Uniqa, Giovanni Discepolo, presidente del gruppo agenti Reale Mutua, Ciro Sindona, presidente gruppo agenti Atradius, Pierangelo Colombo, presidente del gruppo agenti Aviva, Pietro Melis, presidente gruppo agenti Agit, Roberto Arena, presidente del gruppo agenti Vittoria e Letterio Munafò, presidente del gruppo agenti Carige.

LEGGI IL Documento congiunto Unapass e Gruppi Agenti

Redazione Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Alessandro said:

    Sono completamente d’accordo con chi sostiene i due binari,ovvero, il plurimandato per chi lo vuole e il monomandato per chi ritiene essere lo strumento che a lui e ai suoi clienti possa essere comunque utile.
    La obbligatorietà al plurimandato è una fesseria e metterebbe in crisi una buona parte dei colleghi agenti e l’utenza, inquanto si creerebbero grosse concentrazioni che alla fine crerebbero solo disagio alla utenza.
    Non condivido la posizione di rottura che i colleghi presidenti hanno intrapreso, spero solo che il presuntuoso Demozzi se ne renda conto e coinvolga maggiormente “tutti”,anche i fessi come il sottoscritto, che per inciso ha avuto una rapporto polemico per la posizione assunta sul plurimandato.

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