UNAPASS SULL’INIZIATIVA DEI 12 PRESIDENTI: «NO ALLA DIVISIONE, SI’ ALL’UNITA’»

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«È giunto il momento di dimostrare maturità, al di là dei personalismi. Un’alternativa ai due sindacati non conviene a nessuno», scrivono Massimo Congiu e Daniele Capogrossi, rispettivamente presidente di Unapass e coordinatore del Focus group del sindacato.  

«Cercare di capirne le ragioni e individuarne le opportune soluzioni». Comincia in questo modo la lettera inviata da Massimo Congiu (nella foto a sinistra), presidente di Unapass, e da Daniele Capogrossi (nella foto sotto), coordinatore Focus Group di Unapass, all’indirizzo dei 12 presidenti di gruppo aziendale che qualche giorno fa hanno deciso di sospendere la loro partecipazione alle riunioni del comitato dei Gaa in seno allo Sna e al Focus Group di Unapass, con l’intento di ricercare un “nuovo modello associativo”.

«Certamente non sorprende la vostra iniziativa di sospensione dalle attività dei comitati dei presidenti;  analoghe iniziative, seppur isolate, nei mesi precedenti sono state anticipatrici di un disagio che la categoria degli agenti di assicurazione avverte nei confronti delle rappresentanze in aggiunta al fatto che, da troppo tempo, si parla di unità della categoria senza che questa sia stata mai raggiunta», scrivono Congiu e Capogrossi.

«Unapass, in modo particolare in questi ultimi 6 anni, ha impostato e perseguito un percorso lineare e coerente, proprio partendo dai gruppi agenti, istituendo il Focus Group dei presidenti di gruppo. Intorno a questo contenitore di idee, come più volte definito, pragmatico e paritetico, abbiamo dato spazio al confronto orizzontale e alla conoscenza tra i presidenti dei gruppi.

Il documento, inviato alle massime istituzioni del nostro Paese, all’indomani dell’uscita dell’articolo 34,  firmato in febbraio da 18 presidenti e da Unapass, ha rappresentato ancora una volta, quanto Unapass nella piena sinergia con i gruppi agenti».

Nella missiva di Unapass c’è anche un riferimento alle critiche mosse dai 12 presidenti sull’operato dello stesso sindacato. «Riteniamo che alcune siano corrette, alcune non siano condivisibili, alcune altre siano ingenerose,  ma  riteniamo anche che,  probabilmente, se non si fossero realizzate queste sinergie con i gruppi e un riavvicinamento tra Unapass e Sna, oggi, non avremmo avuto neanche la minima possibilità di incidere sulla regolamentazione della legge sulle liberalizzazioni, che il Parlamento ha demandato a Isvap per la regolamentazione di quegli istituti che riguardano direttamente l’intermediazione assicurativa. D’altro canto se fossimo stati già una rappresentanza unita e coesa, avremmo avuto di certo maggiore potere di influenza».

«Ora», scrivono Congiu e Capogrossi, «è giunto il momento di dimostrare maturità, al di là dei personalismi che fin qui hanno inficiato quell’unità che oggi non è più solo una esigenza, ma la priorità. L’alternativa è rappresentata da quello che è sotto gli occhi di tutti e non ci pare né conveniente né allettante. È proprio su un nuovo modello di associazionismo, invece,  che dovremmo avviare il confronto di merito  tra tutte le  rappresentanze degli agenti, sul ruolo e il coordinamento tra la rappresentanza generalista e la legittima  operatività  sindacale dei gruppi agenti,  sulla reale incisività di questi ultimi sulle scelte e sugli indirizzi generali. In quest’ottica il rispetto delle “diversità” dovrà essere il fil rouge per rendere possibile, attraverso la sintesi, l’unità di una categoria, altrimenti così fortemente eterogenea. La nuova rappresentanza, unica e unitaria, dovrà tenere in considerazione le istanze di tutti: gli agenti giovani, con le loro problematiche legate alla rivalsa, quelli più “anziani” con quelle legate alla liquidazione, gli agenti che hanno scelto il modello monomandatario e quelli che invece hanno preferito quello del plurimandato, le agenzie del sud  con le problematiche legate al territorio e allo sviluppo commerciale, le agenzie del centro e del nord che devono competere invece con nuovi soggetti, le agenzie che liquidano provvigioni al di sotto della sussistenza».

«La grande sfida», concludono Congiu e Capogrossi, «consiste nel trovare un modello che sappia dare voce a tutti, per poter crescere in rappresentatività e riaffermare il ruolo sociale e insostituibile della nostra professione. Unapass c’è ed è pronta a continuare, insieme a voi e a tutti quelli, nessuno escluso, che hanno davvero a cuore la salvaguardia degli interessi degli agenti, nella costruzione di un percorso che porti a realizzare l‘unità della categoria».

Redazione – Intermedia Channel

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