Unico Persone Fisiche 2015, per polizze vita e infortuni detrazione massima a 530 euro

Tassazione separata Imc

Tassazione separata Imc

(di Michela Magnani – Il Sole 24 Ore Focus)

Per i premi Ltc sconto più ampio ma la compagnia non deve poter recedere. Integralmente deducibili i contributi previdenziali non obbligatori come quelli per il riscatto della laurea

L’appeal fiscale dei premi per le assicurazione vita e infortuni si è ridotto nel tempo. Infatti, mentre fino al 2000 i premi di tutte le polizze vita e infortuni avevano lo stesso trattamento fiscale, per i contratti stipulati dopo il 1 gennaio 2001, l’agevolazione fiscale, consistente nella detrazione fiscale del 19% sul premio pagato, viene riconosciuta solo se l’assicurazione ha per oggetto rischio di morte o di invalidità permanente superiore al 5% (da qualunque causa derivante). Quindi, per tutti i contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione aventi prevalente contenuto finanziario, stipulati o rinnovati dopo gennaio 2001, l’articolo 15, comma 1, lettera f) del Tuir non riconosce alcuna agevolazione fiscale in quanto, nella sostanza, costituiscono forme di risparmio assicurativo attraverso le quali il contraente desidera unicamente crearsi una rendita o un capitale a una determinata scadenza.

Al contrario i premi delle polizze vita e infortuni aventi le caratteristiche previsti dalla norma vanno riportati nei righi da RP8 a RP14 con il codice 36 e l’importo massimo del premio detraibile ammonta, quest’anno, a 530 euro (poco più di 100 euro di detrazione d’imposta ammessa).

Sempre nella stessa sezione, ma con il codice 37, vanno invece riportati i premi per le polizze “Ltc” (Long term care) cioè i premi delle polizze stipulate contro il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. Per questa tipologia di polizze, il premio riconosciuto come detraibile è fmo all’importo di 1.291,14 euro, ma perché la detrazione sia riconosciuta, è necessario che la società di assicurazione non possa recedere dal contratto. Inoltre, è previsto che il contratto abbia le caratteristiche stabilite dal decreto del ministero delle Finanze 22 dicembre 2000. In particolare, in base all’articolo 1 di tale provvedimento, il contratto dovrà assicurare contro il rischio di non autosufficienza nel compiere, in modo autonomo gli atti della vita quotidiana come mangiare, espletare le funzioni fisiologiche o di igiene personale, deambulare, vestirsi. Questa tipologia di polizze è abbastanza nuova nel nostro Paese, ma la sua funzione sociale è evidente come è evidente, per il riconoscimento della maggiore detrazione fiscale a coloro che si organizzano autonomamente per non essere di peso alla comunità, che lo Stato “ammette” di non essere in grado di fare fronte a tutte le necessità che possono sorgere in conseguenza dell’allungamento della durata della vita. In ogni caso, il dato da riportare sul modello dovrà tenere conto della comunicazione pervenuta dalla compagnia di assicurazione, nonché eventualmente, della polizza assicurativa stipulata dal datore di lavoro per il proprio dipendente (dato riportato nelle caselle 71 e seguenti con il codice 36 della certificazione unica 2015). Infatti è molto frequente che per particolari categorie di dipendenti (ad esempio dirigenti) il contratto collettivo applicabile preveda l’obbligo di accendere una polizza assicurativa contro il rischio di infortunio occorso anche non in occasione di lavoro. A tale proposito si ricorda che, in merito ai premi di assicurazioni sulla vita e sugli infortuni gestiti nell’ambito del rapporto di lavoro dipendente, le assicurazioni per rischi professionali, non costituiscono reddito per il percettore e le polizze relative al caso morte e le assicurazioni infortuni che coprono rischi extra professionali costituiscono benefit tassati con diritto alla detrazione del 19% in sede di conguaglio di fme anno o di fme rapporto se l’erogazione dei premi è in effettuata in conformità a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali (si veda la circolare 326/E/1997).

Si ricorda infine che, in conseguenza delle modifiche normative introdotte dall’articolo 13, comma 1, lettera a) del Dlgs 47/2000 dal 2001, rientrano tra i contributi interamente deducibili e non tra le detrazioni anche i contributi previdenziali non obbligatori per legge (ad esempio quelli versati per il riscatto della laurea) che, pertanto, devono essere riportati al rigo RP 21.

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