GRUPPO AGENTI AXA ITALIA: «INACCETTABILI» LE PROPOSTE DEL GAA

Il consiglio direttivo del gruppo agenti Axa Italia ha inviato una lettera i propri iscritti.   

Sembra tramontare l’ipotesi di una unificazione tra il Gruppo agenti Axa (Gaa) e il Gruppo agenti Axa Italia (Gaai). Almeno stando alla lettera che il consiglio direttivo del Gaai ha inviato ai propri iscritti e con la quale ha commentato le linee relative al progetto di unificazione avanzate dai “cugini” del Gaa.

La rappresentanza agenziale presieduta da Alessandro Lazzaro, pur convinta che l’unificazione sia «urgente», ha definito «inaccettabili» le condizioni poste dal gruppo presieduto da Sergio Rovera. E ne piega le ragioni.

Ecco il testo integrale della lettera del Gaai.

Cari colleghi,

solitamente ci sono due modi per far fallire un’ipotesi di accordo. Il primo è quando una delle parti dice apertamente di non volere arrivare ad un’intesa; il secondo, molto più ambiguo e poco trasparente, è quello di fingere di non ascoltare, ostinandosi a porre all’altra parte condizioni inaccettabili.

A proposito dell’unificazione dei gruppi agenti di AXA, con nostra grande delusione, il consiglio direttivo del Gaa ha scelto evidentemente questa seconda via.

Ciascuno, assumendosene le responsabilità, è libero di fare le scelte che più ritiene opportune, purché non venga travisata la realtà dei fatti, che invece intendiamo ristabilire, non con intenti polemici ma per amore di verità, in modo che ognuno possa fare le sue valutazioni sulla base dei fatti.

Nei mesi scorsi a lungo si è discusso dell’unificazione dei due Gruppi, uno sbocco a nostro avviso sempre più urgente e auspicabile. Una discussione culminata nell’incontro del 31 maggio scorso tra la Giunta Esecutiva del Gaa e il Consiglio Direttivo del Gaai.

In quella sede si era deciso di procedere secondo buon senso, stabilendo per esempio che gli iscritti al Gaai confluissero nel Gaa, non perché la cosa sottintendesse una sorta di annessione, ma puramente per evitare i costi di costituzione di un nuovo soggetto politico, ipotesi quest’ultima che sarebbe stata più corretta, e che infatti il Gaai in un primo momento aveva proposto. Esattamente per queste ragioni si era convenuto che la confluenza degli iscritti da un gruppo all’altro sarebbe dovuta avvenire contestualmente alla modifica della ragione sociale del Gaa, proprio con lo scopo di segnare un nuovo inizio per tutti, evitando che l’unificazione avesse il sapore dell’inglobamento di un gruppo a danno dell’altro.

L’intesa, secondo elementari principi di equità e logica, prevedeva anche un periodo di 1 anno di conduzione congiunta dei due Presidenti, un percorso all’insegna della collaborazione per rendere pienamente operativa la nuova compagine associativa, al termine del quale “il passo indietro” di entrambi i presidenti avrebbe lasciato la neo-costituita associazione libera di eleggere, preferibilmente con spirito unitario, un nuovo presidente. 

Inoltre, sempre per ovvie ed evidenti ragioni di imparzialità e correttezza, si era stabilito di dar vita ad organismi dirigenti paritetici, in cui cioè non vi fosse il prevalere di un’organizzazione sull’altra, trattandosi appunto di unione tra due soggetti che si equivalgono e non di fagocitazione di un soggetto più forte dell’altro.

Infine, sempre in quella sede, si era ipotizzato di accantonare la proposta del Gaa di organizzare il Congresso di unificazione nell’ambito del Congresso Europeo dei Gruppi Agenti Axa. Questo per due ragioni: innanzitutto perché un appuntamento così importante per tutti noi, come il congresso per l’unificazione, dovrebbe vedere la più ampia partecipazione possibile degli iscritti, cosa che prevedibilmente non si sarebbe verificata dal momento che il Congresso Europeo si svolgerà in Spagna a Novembre. La seconda ragione riguarda il fatto che gli iscritti al Gaai non possono partecipare al Congresso Europeo, dal momento che il Gruppo Europeo non ha ancora accolto la nostra richiesta di adesione formulata oltre 4 anni fa, con motivazioni e responsabilità che qui non è il caso di approfondire, ma che i più avvertiti conoscono.

Viste dunque le difficoltà di organizzare un evento molto partecipato in due mesi, e per di più all’estero, anche in questo caso seguendo principi di ragionevolezza, si era valutato di celebrare  il Congresso di unificazione in Italia ed entro la fine del 2012.

Questo è quanto si era detto in quell’incontro del 31 maggio. E questo è quanto avrebbe concordato chiunque fosse mosso solo dall’autentico desiderio di arrivare a una unificazione che non penalizzasse nessuna delle due organizzazioni e che desse vita, su solide basi, alla costituzione di quella che la maggioranza degli agenti AXA considera un’aggregazione necessaria, capace di far affrontare a tutti noi, con strumenti adeguati, il difficile futuro che ci attende.

Alla luce di tutto questo, appare francamente sconcertante il contenuto del documento inviato dalla Giunta Gaa ai suoi iscritti, il cui estratto è pubblicato sulla stampa, in cui assieme alla verità dei fatti sembra essersi smarrita anche la volontà del Gaa di arrivare all’unificazione, dal momento che quel documento contiene informazioni e ricostruzioni che riportano le lancette del dibattito indietro non di mesi, ma di anni.

In quel documento infatti si disegna una road map dell’unificazione del tutto fantasiosa e che, non solo contraddice quanto detto precedentemente in diverse occasioni anche alla presenza dei vertici aziendali, ma che risulta un’offesa al buon senso, disegnando di fatto più che un’unificazione l’ipotesi di un misericordioso inglobamento del Gaai nel Gaa.

Basta leggere il documento. La Giunta del Gaa, del tutto arbitrariamente, nel suo documento parla di:

1) “far confluire i colleghi iscritti al GAAI nel GAA anche con modifica della denominazione di quest’ultimo”, come se il cambio di denominazione fosse un’optional e non una condizione necessaria.

2) “organizzare il Congresso di Unificazione durante lo svolgimento dell’Assemblea del Gruppo Agenti Axa Europeo, prevista per i giorni 28-30 novembre 2012 a Granada”, fingendo di ignorare i problemi cui accennavamo sopra.

3) definire “una Giunta composta da 9 membri di cui 2 Copresidenti e 7 membri di giunta indicati dai Presidenti con maggioranza di componenti del GAA”, attribuendo al Gaa una supremazia del tutto ingiustificata.

4) prevedere l’unificazione “attraverso la confluenza degli agenti GAAI al GAA con una co-presidenza del Presidente del GAAI della durata di 6 mesi ed una Giunta esecutiva composta da una maggioranza di membri appartenenti al GAA”, dando di fatto per implicito che a 6 mesi dall’unificazione a dimettersi debba essere il solo presidente del Gaai, e ribadendo per altro ancora una volta la necessità (del tutto infondata) che la Giunta abbia una maggioranza del Gaa.

Mettendo a confronto gli accordi emersi a Maggio e il documento appena licenziato dalla Giunta del Gaa, si capisce che siamo di fronte al classico dialogo tra sordi, con l’aggravante che non c’è più sordo di chi non vuol sentire.

Sul tema dell’unificazione il Gaai non avrebbe nemmeno bisogno di ribadire quanto ha sostenuto in ogni sede, e cioè che riteniamo il processo di unificazione indifferibile e necessario per il bene di tutti gli agenti AXA e allo stesso tempo riteniamo che il percorso di fusione possa svolgersi con le modalità individuate nell’incontro del 31 Maggio.

Chiunque metta la questione in altri termini, profilando una disparità o la supremazia di un gruppo sull’altro, non fa che rivelare l’inconfessabile volontà di non arrivare ad alcuna intesa,  ad alcuna riunificazione e, contestualmente, di perseguire una strategia di rappresentanza degli Agenti fuori dal tempo.

Gruppo Agenti Axa Italia

Il Consiglio Direttivo

Redazione – Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Roberto said:

    Caro Alessandro, hai il sostegno di tutti gli agenti Axa Italia ( compreso il mio ovviamente ), che sperano di dar vita ad un unico soggetto di rappresentanza che abbia solo fini ” rappresentativi ” nell’interesse di tutti gli Agenti e non solo ” dei soliti noti “….

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