Unipol balla da sola sull’Rc Auto

Unipol - Sede Gruppo Imc

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(di Anna Messia – Milano Finanza)

Dopo l’uscita dall’Ania la compagnia chiamata in commissione sul Ddl Concorrenza. I deputati hanno deciso di ascoltare l’assicurazione, che da sola ha più del 30% del mercato. Promosso il disegno di legge ma andrebbe rivisto il sistema del bonus malus.

Le ragioni per cui le commissioni riunite Finanze e Attività Produttive hanno deciso di convocare una singola compagnia assicurativa le ha spiegate ai deputati il presidente Guglielmo Epifani presentando l’audizione: «Da qualche mese Unipol non è più rappresentata in Ania, e come abbiamo ascoltato Ania non potevano non ascoltare Unipol, specie in questo caso, visto che nelle materie oggetto del provvedimento (il ramo danni e in particolare Rc Auto, ndr), è la prima in Italia». Il gruppo guidato da Carlo Cimbri, rappresentato in commissione dal vicedirettore generale area assicurativa, danni e sinistri di UnipolSai, Enrico San Pietro, dal nuovo direttore affari istituzionali e regolamentari di UnipolSai, Vittorio Verdone (arrivato proprio dall’Ania) e dal capo delle relazioni esterne di Unipol Gruppo, Stefano Genovese, ha potuto quindi dire la sua sul ddl Concorrenza, che interviene in maniera rilevante nel settore assicurativo, specie nella Rc Auto in cui il gruppo Unipol è leader con circa il 30% del mercato italiano. Del resto, solo martedì scorso Cimbri aveva ribadito di non vedere le condizioni per rientrare nell’associazione che rappresenta le altre compagnie, lasciata a novembre scorso con una scia di polemiche. L’ad aveva affermato che la sua scelta non era stata determinata da un giudizio negativo sulla struttura operativa dell’Ania. Il dito era puntato invece sulla governance, e allo stesso tempo chiedeva la nomina di una personalità autorevole al vertice, magari esterna al settore assicurativo. Il mandato dell’attuale presidente, Aldo Minucci, scadrà però a fine anno e il gruppo di lavoro creato in questi mesi dall’Ania per riportare Unipol in casa, come visto, per ora non sta dando frutti. La compagnia ha deciso quindi di muoversi da sola, e quella di ieri è stata la prima occasione istituzionale importante. Anche se, a ben vedere, le posizioni di Unipol non sono così diverse da quelle espresse dall’Ania mercoledì scorso, chiamata in commissione Giustizia e convocata di nuovo in quelle Finanze e Attività produttive nei prossimi giorni.

I rappresentanti di Unipol hanno espresso il loro punto di vista sul settore e sui singoli articoli del ddl, offrendo ai deputati una presentazione dettagliata, illustrata per quasi un’ora e mezza. I manager della compagnia hanno sottolineato in particolare che dal 2012 i prezzi delle polizze Rc Auto si sono ridotti del 15% e hanno puntato l’attenzione sul fatto che il 69% del costo dei risarcimenti deriva da danni alla persona. Serve quindi intervenire quanto prima sulla tabella della macrolesioni (quelle superiori a nove punti di invalidità) con i risarcimenti italiani che restano i più cari d’Europa. Il giudizio sul ddl Concorrenza è stato però complessivamente positivo, come era stato alla vigilia pure per l’Ania, anche se servirebbero degli aggiustamenti. Per Unipol, in particolare, il modello bonus malus per la Rc Auto sarebbe superato, perché «non risulta più rappresentativo». I dirigenti di Unipol hanno proposto la sostituzione nel tempo con un nuovo sistema di misurazione del rischio, individuando un indice di storia assicurativa. Il gruppo ha poi chiesto l’estensione della norma sull’identificazione dei testimoni, contestuale alle denuncia, a tutti i sinistri e ha auspicato «la decadenza del diritto al risarcimento nel caso di richieste di indennizzo per danni a cose presentate con un ritardo di oltre 30 giorni dal sinistro».

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