Unipol elimina le risparmio, sì dei soci alla conversione

Unipol - Sede Gruppo Imc

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(Autore: Marigia Mangano – Il Sole 24 Ore)

Le assemblee speciali degli azionisti approvano il riassetto azionario. Dalla categoria A voti favorevoli pari al 95,4% dei presenti

Via libera degli azionisti risparmio di UnipolSai al piano di riassetto azionario. Ieri si sono svolte le assemblee dei soci di risparmio A e B per votare sul progetto con cui UnipolSai vuole semplificare la struttura del capitale, composto atualmente da tre diverse categorie di azioni. E da entrambe le riunioni è arrivato il sigillo finale al progetto di conversione delle azioni risparmio in titoli con diritto di voto secondo un rapporto di un’azione ordinaria per ciascuna risparmio B e di 100 azioni ordinarie per ogni risparmio A.

Nel dettaglio, l’assemblea dei soci di risparmio B ha visto presente il 79,94% delle azioni e i voti favorevoli sono stati pari all’87,56% delle azioni ammesse al voto. Ma mentre per questa categoria di azioni il via libera appariva scontato (Unipol controlla l’assemblea), diverso invece per le azioni A. In questo caso, complice l’azione legale ancora in corso davanti al Tribunale di Torino per il vecchio raggruppamento delle azioni Fondiaria Sai risparmio A, i soci erano più scettici rispetto all’approvazione dell’operazione poiché temevano di vedere cadere le proprie pretese rispetto al contenzioso in atto. Tuttavia, ieri, la proposta è passata con una percentuale di adesione alta e superiore alle aspettative. Con la presenza del 43,81% delle azioni di categoria A, i voti favorevoli sono stati pari al 95,42% delle azioni ammesse al voto. In proposito, alla vigilia dell’assise, Dario Trevisan, rappresentante comune degli azionisti di risparmio, aveva comunque suggerito ai soci di votare la conversione e al contempo proseguire le azioni legali che dal 2013 contrappongono la categoria a UnipolSai e che sono anche all’origine delle frizioni sulla conversione.

A questo punto, con il doppio via libera degli azionisti risparmio A e B si viene così a creare un gruppo, UnipolSai, che capitalizza quasi 7 miliardi di euro, composto di un’unica categoria di titoli. Sulla carta, resta da superare solo la tappa del recesso, dato che l’intera operazione diviene efficace solo se il complessivo valore di liquidazione delle azioni di risparmio A e B per le quali verrà esercitato il diritto di recesso non ecceda i 30 milioni. Sulla possibilità di rinunciare a questo tetto, che copre circa un 10% del capitale, UnipolSai «farà le sue valutazione dopo che i soci si saranno pronunciati», ha dichiarato di recente l’amministratore delegato Carlo Cimbri. E comunque, ha fatto capire, aggiustamenti sulla soglia di recesso saranno possibili solo per valori “marginali”. Bisognerà dunque aspettare quindici giorni, il tempo entro cui far valere il diritto di recesso, per avere un quadro più chiaro. Ma i numeri delle votazioni sembrano preannunciare un’esito favorevole dell’intera partita sul riassetto azionario portata avanti dall’amministratore delegato Carlo Cimbri. Solo allora UnipolSai potrà esaminare un altro tema attualmente sul tavolo della compagnia assicurativa: il voto plurimo. «Sicuramente lo valuteremo» – ha detto Cimbri – e se «sarà di interesse faremo ai soci qualche proposta» ma solo dopo che anche la controllante Ugf, a fine febbraio, avrà convertito le privilegio in ordinarie, così da avere «un quadro stabile della composizione azionaria» alla luce del quale «valutare le novità normative». Il voto plurimo potrebbe servire a rafforzare ancora di più la presa delle Coop azioniste, che stanno studiando la sostituzione di Finsoe, holding di controllo di Ugf, con un patto di sindacato.

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