UNIPOL-FONSAI: AL PRESIDIO SNA OLTRE 200 AGENTI

Presidio Sna Torino 21 giugno 2012

Appuntamento di fronte la sede storica della Sai, a Torino, tra bandiere e slogan inneggianti la tutela del posto di lavoro, per sostenere il mantenimento delle reti agenziali e dei livelli di occupazione dei dipendenti delle imprese facenti parte del gruppo Fonsai.

«La nostra presenza, oggi, dinanzi alla sede storica della Sai vuole esprimere solidarietà e vicinanza a tutti gli agenti e dipendenti che sono coinvolti nell’operazione Unipol-FonSai e che in questi mesi vivono in uno stato di tensione e paura di perdere il proprio posto di lavoro». Lo ha dichiarato Claudio Demozzi, presidente dello Sna, in occasione della manifestazione di solidarietà che si è tenuta oggi in corso Galileo Galilei a Torino (nella foto a sinistra).

«È andata molto bene, considerato che non si trattava di una manifestazione vera e propria, ma di un presidio. Abbiamo registrato la presenza di poco più di 200 agenti», ha detto Giancarlo Guidolin, vicepresidente vicario dello Sna. Oltre ai volantini sono stati distribuiti anche cappellini e magliette raffiguranti lo slogan Uniti si può.

«Non passa giorno in cui non riceviamo chiamate di agenti revocati dal gruppo FonSai e abbandonati a un destino, evidentemente segnato in un piano di riorganizzazione aziendale che nessuno ha il coraggio di presentare pubblicamente», ha affermato Demozzi (nella foto sotto).  «Le notizie che si rincorrono in queste settimane sul futuro del gruppo affrontano solo gli aspetti macro e finanziari sottesi all’accordo, ma non danno mai conto dei provvedimenti che potrebbero passare, ancora una volta, sopra le teste di tanti onesti intermediari e delle loro famiglie, mietendo un numero imprecisato di vittime. Stiamo parlando dell’ipotesi di chiudere centinaia di agenzie su tutto il territorio nazionale e del licenziamento, secondo le nostre peggiori stime, di circa 3.500 dipendenti delle compagnie e agenzie. E tutto questo nella più totale indifferenza di alcuni manager e operatori economici. Abbiamo chiesto a tutti gli attori coinvolti, e in particolar modo a Unipol Assicurazioni e ad Unipol Gruppo Finanziario, una smentita secca e puntuale delle voci che alludono all’esistenza del paventato piano di riorganizzazione, ma nulla ci è stato fatto sapere. Inoltre, vorremmo anche capire – continua Demozzi – se si trovino postate, nei bilanci delle Compagnie, i crediti di tutti gli agenti FonSai, corrispondenti alle indennità di fine rapporto/mandato, previste dall’Accordo Nazionale Agenti-Imprese 2003 (vigente), le cui entità risultano piuttosto rilevanti e la cui esistenza, certo, non può  essere messa in dubbio. Si tratterebbe di una cifra decisamente ingente, che ammonterebbe a circa 400  milioni di euro. È evidente che il Sindacato Nazionale Agenti non potrà tollerare che tanti onesti professionisti possano venire “scambiati”, o peggio ancora “rottamati”, per seguire logiche di risanamento finanziario, senza salvaguardare non solo le reti agenziali e i posti di lavoro, ma anche gli elementari diritti e indennità sanciti dagli accordi di categoria».

A margine del presidio odierno, lo Sna ha anche raccolto dei fondi a favore dei terremotati dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Alla fine sono stati raccolti quasi 1.300 euro.


Redazione – Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Diogene said:

    … un po’ pochini considerando che gli agenti e dipendenti FONSAI interessati dal problema sono qualche migliaio !
    Forse pensano di risolvere meglio senza Demozzi.

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