Unipol Gruppo e UnipolSai, utili in crescita dopo il primo trimestre 2018

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Il gruppo assicurativo bolognese ha presentato la settimana scorsa i risultati dell’esercizio intermedio. L’utile netto consolidato è di 472 milioni di Euro ed è positivamente influenzato dalla plusvalenza conseguente alla cessione di Popolare Vita (309 milioni). Il risultato normalizzato è ad ogni modo superiore a quello dei primi tre mesi del 2017: +3,8% a 163 milioni. La raccolta diretta assicurativa è stata pari a 3,29 miliardi di Euro, in crescita del 2,5% (+7,6% a 3,19 miliardi a perimetro omogeneo). Il miglioramento il combined ratio, che scende di quasi un punto percentuale a 94,1%. Per quanto riguarda UnipolSai, l’utile netto consolidato normalizzato cresce del 12,9% a 166 milioni di Euro, la raccolta diretta assicurativa è pari a quasi 2,9 miliardi (-3,6% a perimetro omogeneo) ed il combined ratio scende di 1,9 p.p. a 94,3%

I CdA di Unipol Gruppo (nella foto, la sede) ed UnipolSai hanno approvato lo scorso 11 maggio i risultati consolidati al 31 marzo 2018.

Il Gruppo chiude l’esercizio intermedio con un utile netto consolidato pari a 472 milioni di Euro, comprensivo della plusvalenza di 309 milioni di euro derivante dalla cessione della partecipazione in Popolare Vita). Al netto di questa componente straordinaria, l’utile netto consolidato normalizzato è pari a 163 milioni, in crescita del 3,8% rispetto al dato dei primi tre mesi del 2017. La raccolta diretta assicurativa si è attestata a 3,29 miliardi, il 2,5% in più rispetto a quanto registrato a fine marzo 2017. La raccolta del nuovo perimetro del Gruppo, escludendo nei trimestri in esame la raccolta di Popolare Vita e della sua controllata Lawrence Life, è risultata pari a 3,19 miliardi, in crescita del 7,6%.

Andamento analogo per gli utili di UnipolSai: 474 milioni per il dato consolidato (che comprende la citata plusvalenza sulla partecipazione in Popolare Vita) e 166 milioni (+12,9%) per il dato normalizzato. Alcune differenze, invece, per la raccolta diretta assicurativa, in quanto il risultato a perimetro omogeneo include anche Linear e UniSalute, che UnipolSai ha rilevato interamente dal Gruppo nel corso del 2017. I volumi complessivi sono stati pari a quasi 2,9 miliardi di Euro, in crescita del 2,2% sul risultato dei primi tre mesi 2017 ma in calo del 3,6% a perimetro omogeneo. Escludendo la raccolta di Popolare Vita e Lawrence Life, la raccolta risulta pari a 2,79 miliardi (+7,9%; +1,3% a perimetro omogeneo).

Settore Danni

La raccolta diretta Danni di Gruppo è ammontata a quasi 1,95 miliardi di Euro, in flessione dell’1,9% rispetto ai primi tre mesi del 2017. Il calo, spiegano da Unipol, è dovuto, nel comparto Auto (1,03 miliardi, -2,1%), “alla continua pressione competitiva sulle tariffe e a una riduzione del portafoglio flotte”, mentre nel comparto Non Auto (918 milioni, -1,7%) la riduzione dei volumi è stata determinata principalmente ­“da una minore incidenza di contratti di importo rilevante”. Per quanto riguarda UnipolSai, la raccolta del segmento è stata pari a 1,92 miliardi di Euro (1,79 miliardi al 31 marzo 2017, +7,2%; -2% a perimetro omogeneo). La riduzione dei volumi a perimetro omogeneo è dovuta a indicatori analoghi a quelli di Gruppo (1,02 miliardi nell’Auto, -2,2%; 900 milioni, -1,9%, nel Non Auto).

Il combined ratio del lavoro diretto del Gruppo si è attestato a 94,1%, in miglioramento di quasi un punto percentuale rispetto al dato registrato a fine primo trimestre 2017 (95%); il rapporto sinistri / premi è sceso da 68,6% a 67,6%, mentre il rapporto costi (26,4%) è in linea con il risultato al 31 marzo 2017. L’indicatore di redditività tecnica di UnipolSai è invece in miglioramento di 1,9 p.p. a 94,3% (-0,9 p.p. a perimetro omogeneo), con un loss ratio del 68,1% ed un expense ratio del 26,3%.

Settore Vita

Nel comparto (escludendo Popolare Vita e Lawrence Life) il Gruppo ha registrato una significativa crescita della raccolta diretta: +26,8% a 1,24 miliardi di Euro. In particolare, UnipolSai ha realizzato una raccolta diretta pari a 845 milioni (+10,6%) e Arca Vita, unitamente alla controllata Arca Vita International, ha realizzato una raccolta diretta pari a 371 milioni, più che raddoppiando il corrispondente dato al primo trimestre 2017, “grazie anche alla rivitalizzazione della spinta commerciale in seguito al rinnovo dell’accordo con le banche collocatrici”.

Settore Bancario

La raccolta diretta di Unipol Banca si è attestata a 11,1 miliardi di Euro, in calo rispetto ai 12 miliardi di fine 2017. La diminuzione, evidenzia il Gruppo, “è dovuta al comparto della clientela istituzionale e al rimborso di notes derivanti da operazioni di cartolarizzazione”. Gli impieghi verso la clientela, al netto delle svalutazioni, ammontano a circa 7 miliardi, contro i 7,9 miliardi di fine 2017, a fronte del trasferimento dal comparto bancario del portafoglio di sofferenze da Unipol Banca a Unipol ReC (nata dalla scissione parziale collegata alla ristrutturazione del comparto) “e a minori crediti verso veicoli a seguito del rimborso di notes di cartolarizzazione”.

Situazione patrimoniale

Il patrimonio netto consolidato di Gruppo ammonta, al 31 marzo 2018, a 7,59 miliardi di Euro, in incremento rispetto ai 7,45 miliardi di fine 2017. L’andamento positivo, sottolinea Unipol, è dovuto, in particolare, agli effetti del risultato economico conseguito nel periodo. Per quanto concerne l’indice di solvibilità di Gruppo, l’indicatore secondo i criteri di Solvency II è pari a 181%, in incremento di 15 punti percentuali sul dato al 31 dicembre 2017. Andamento quasi analogo per UnipolSai, il cui patrimonio netto consolidato sale da 6,19 a 6,35 miliardi di Euro; l’indice di solvibilità individuale sale di 19 punti percentuali (282% contro 263%), mentre quello consolidato si rafforza di 20 p.p. (da 210% a 230%).

Nella conference call di commento ai risultati trimestrali, l’amministratore delegato di Unipol Gruppo, Carlo Cimbri, ha affrontato, tra le altre, anche le questioni riguardanti la partecipazione in BPER, la gestione dei crediti deteriorati e la situazione di Unipol Banca.

Per quanto riguarda BPER, Cimbri ha confermato la posizione del gruppo rispetto alla partecipazione nell’istituto bancario, di cui è il primo azionista con il 9,9% del capitale: “La nostra posizione di azionisti è allineata con quella del regolatore e auspichiamo una significativa riduzione degli npl (non performing loans, crediti deteriorati – ndIMC) – ha affermato Cimbri –. Come azionisti, siccome crediamo nella partecipazione, supporteremo la banca in questo tipo di percorso”, anche se dovesse comportare un aumento di capitale. “Se c’è un valido progetto industriale che rende la banca più profittevole nel tempo – ha chiarito l’AD di Unipol Gruppo – lo sosterremo qualora il management di BPER facesse una proposta di questo tipo. Ma non siamo noi che la facciamo, se la fanno la sosterremo”.

Per la valorizzazione dei suoi crediti deteriorati, invece, il Gruppo non si preclude nessuna strada anche se in questo momento, ha evidenziato Cimbri, “non siamo sul mercato per la cessione del portafoglio di npl” appena conferiti a Unipol ReC. “Qualsiasi opzione utile la valutiamo sulla base delle condizioni e del prezzo, non abbiamo nessuna preclusione in tal senso”, ha inoltre sottolineato Cimbri agli analisti che chiedevano della disponibilità di Unipol a conferire i suoi npl a un eventuale operatore nazionale. “Non abbiamo un tema di cedere crediti sul mercato come altre banche. Unipol Banca è libera da npl, quello del recupero crediti è un business che stiamo sviluppando”.

Proprio all’istituto bancario di Gruppo, interessato dal piano di ristrutturazione appena completato, Cimbri ha dedicato un’ulteriore parte della conference call con gli analisti: “Su Unipol Banca andiamo avanti col nostro percorso per renderla se possibile più profittevole e siamo sulla strada giusta”. L’AD ha risposto anche sulla potenziale aggregazione con altre realtà bancarie: “Come ho sempre detto dipende da che condizioni ha un altro partner: valutiamo queste operazioni per dare un futuro prospettico al nostro investimento e non certo per risolvere problemi di altri. Non ci serve cash. In seguito a un’aggregazione siamo disponibili a restare come investitori stabili, lo siamo già in un altro gruppo bancario (BPER, ndIMC) e lo saremmo anche nel caso di un’alleanza per carta”.

Intermedia Channel


Unipol Gruppo e UnipolSai – Presentazione risultati al 31 marzo 2018

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