Unipol, risiko tra coop per il controllo

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(di Massimo Degli Esposti – Corriere Imprese Bologna)

Lo scioglimento di Finsoe porterà ai singoli soci cooperativi ricchi dividendi, ma aprirà anche la partita tra azionisti per creare un nocciolo duro del 30%. Le quote libere monetizzate in Borsa?

Entro il 2017 il mondo cooperativo di sponda Lega dovrà misurarsi con la responsabilità legata al controllo diretto del Gruppo Unipol (nella foto, la sede di Bologna), seconda compagnia assicurativa italiana e uno dei principali colossi finanziari italiani.

Con l’avvio, la settimana scorsa, del processo di scioglimento della cassaforte Finsoe, primo azionista Unipol con il 31,4% del capitale, i numerosi pacchetti azionari di via Stalingrado concentrati nella finanziaria guidata dal presidente di Coop Alleanza 3.0 Adriano Turrini, finiranno infatti in mano ad ogni singola coop. Aprendo una serie di opportunità — dall’incasso diretto dei ricchi dividendi Unipol (22,8 milioni finiti in cassa lo scorso esercizio), alla possibilità di valorizzare sul mercato parte dei cospicui investimenti immobilizzati nel gruppo finanziario bolognese —, ma anche alcuni problemi: il mantenimento del controllo sulla società e l’accollo dei debiti accumulati da Finsoe (475 milioni), soprattutto a seguito dell’aumento di capitale di quattro anni fa finalizzato alla conquista di FonSai e alla successiva fusione in UnipolSai.

Quest’ultimo nodo è stato sciolto, almeno sul piano tecnico, con l’emissione di obbligazioni per l’intera esposizione debitoria, sottoscritte pro quota da tutti i soci cooperativi di Finsoe. I prossimi mesi, invece, saranno dedicati a trovare una soluzione al primo problema, cioè il controllo della compagnia. L’orientamento è quello di creare un nocciolo stabile di azionisti cooperativi pari ad almeno il 30% del capitale Unipol. Dopo lo scioglimento della cassaforte, gli ex soci Finsoe si troveranno complessivamente a detenere oltre il 40% della compagnia. I principali azionisti singoli saranno Coop Alleanza 3.0 (20,4%), la finanziaria delle coop di servizi Holmo, tra cui Manutencoop (7,3%), la società di consumo del Piemonte Nova Società Coop (5,7%), lo strumento di investimento in capitale di rischio di Legacoop Cooperare (2,7%), Unicoop Tirreno (1,6%). Si tratta ora di stabilire il chi e il quanto delle quote da sindacare, mentre quelle «libere» potranno essere monetizzate sul mercato.

L’ultimo inghippo è burocratico e riguarda una serie di autorizzazioni. Alleanza 3.0 aveva appena ottenuto l’esonero dall’obbligo di Opa su Finsoe, pur avendo una quota superiore al 30%. Viceversa Holmo è stata bloccata dall’Ivass, l’organo di controllo sulle assicurazioni, che ha congelato al 10% i suoi diritti di voto all’assemblea Finsoe per un eccesso di indebitamento. Ovviamente tutto decadrà dopo lo scioglimento della cassaforte, quando Holmo deterrà solo il 7,3% di Unipol. Il processo di semplificazione della catena di controllo su Unipol, partito riducendo da 8 a due sole le tipologie di azioni in circolazione, e ora implementato con lo scioglimento di Finsoe, potrebbe concludersi con la fusione di Unipol gruppo finanziario e UnipolSai. Ma, ha precisato il numero uno Carlo Cimbri, solo dopo la cessione della controllata Unipol Banca.

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