Unipol, scompare Finsoe: via alla scissione

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(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Parte la separazione: Coop vincolate in un patto che avrà poco più del 30% della holding. Coop Alleanza 3.0 sarà il socio forte con il 22,2% del gruppo

Con il via libera della Consob arriva il sigillo definitivo al riassetto ai piani alti della catena di controllo del gruppo Unipol (nella foto, la sede). La Commissione ha infatti stabilito che la scissione di Finsoe, con l’attribuzione alle cooperative azioniste del pro-quota in termini di azioni e debiti, e la successiva firma di un patto che “blindi” poco più del 30% del controllo della holding guidata da Carlo Cimbri, non comporta alcun lancio di un’offerta sul capitale della compagnia. Il progetto di scissione è stato approvato nel corso di un’assemblea tenuta lo scorso 25 maggio e la delibera è diventata efficace ora con la pronuncia di Consob.

La storica holding delle Coop è dunque destinata a sparire e questo accadrà a stretto giro, una volta incassato l’okay anche delle altre autorità competenti. Ciò complice il fatto che l’accordo che disciplinerà la gestione di Unipol sarà una copia dello statuto che ha regolamentato tappe e vita di Finsoe. Proprio questo è stato uno dei tasselli che hanno spinto Consob a stabilire l’esenzione dall’Opa. Come già definito in un precedente parere, infatti, la Commissione aveva valutato la governance di Finsoe adeguata perché «ispirata a principi di massima democraticità e condivisione delle decisioni». Stante infatti lo statuto della finanziaria, nessuno degli azionisti risultava «in grado di esercitare un’influenza dominante» su Unipol. Condizione chiave per Consob era dunque che non venisse rilevato alcun mutamento a livello di assetti di controllo. Di qui, probabilmente, la decisione di sindacare una quota di poco superiore al 30%, non farà parte del patto JP Morgan e qualche altra Coop che disporrà di quote marginali, e di scrivere un patto che ricalchi lo statuto Finsoe.

Eppure sulla carta gli equilibri muteranno e anche di parecchio. Coop Alleanza 3.0, per esempio, è destinata a un’ascesa importante nel capitale della compagnia se si somma la quota che possiede direttamente, il 9,6%, e quanto otterrà dal divorzio, poco meno del 12,6%, che assieme varranno il 22% della holding che tiene le redini di UnipolSai mentre Holmo, che in questo passaggio andrà a cedere un altro pacchetto di azioni Finsoe (circa un 2,3%), avrà il 6,65%. Nonostante ciò, però, non ci sarà alcun riverbero sulla governance. Quel che più premeva, evidentemente, era dar via al progetto per poter sfruttare al meglio, economicamente, il ruolo di soci della galassia assicurativa.

Riguardo agli aspetti finanziari, elemento saliente dell’operazione è che le Coop di fatto procederanno con la separazione mantenendo inalterato il valore di carico di Unipol: 9,95 euro. Ben al di sopra di quanto quoti attualmente il gruppo: circa 3,62 euro. Il divario è abbastanza rotondo. Tuttavia, è la tesi di Finsoe e dei soci, che hanno anche richiesto una specifica perizia su questo, il gap si giustifica con il fatto che essendo la finanziaria e il futuro patto il socio di controllo della galassia assicurativa il valore incorpora un premio di maggioranza. Inoltre rispecchia quelle che sono le proiezioni del patrimonio netto e infine dei flussi di cassa futuri.

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