UNO STUDIO SUGLI ISCRITTI UILCA CHE LAVORANO NELLE AGENZIE

La maggior parte lavora per il gruppo Fondiaria Sai e oltre l’80% sono donne.

Quanti sono gli iscritti alla Uilca (Uil credito, esattoria e assicurazioni) che lavorano presso le agenzie di assicurazione? Con quali compagnie lavorano? Dove sono dislocati? Uno studio pubblicato sulla newsletter dell’unione sindacale, Uilca Informa, prova a fornire delle risposte, anche se «i dati raccolti in anni diversi e con modalità previste per l’operatività immediata e non per lo studio statistico e sociale, presentano delle piccole asimmetrie e delle saltuarie lacune che gli autori dell’articolo (Annalisa Degiovanni e Giobatta Martini, ndr) hanno superato con la logica e la conoscenza» della stessa Uilca.

I dati elaborati evidenziano una forte presenza di iscritti al sindacato nel nord Italia (59%), mentre nel centro e al sud la percentuale è pressoché uguale (rispettivamente 21% e 20%). Per quanto riguarda il sesso, la presenza delle lavoratrici è pari all’83% e ciò conferma il dato Istat che vede appunto «una fortissima presenza femminile nel comparto delle agenzie di assicurazione». Per quali compagnie lavorano gli iscritti? Al primo posto c’è il gruppo Fondiaria Sai (41%). Seguono Ina Assitalia (24%), Unipol (6%), altro (26%).

«I dati raccolti ed elaborati enucleano quello che siamo e rappresentiamo nelle agenzie d’Italia, un punto di partenza forte per continuare a essere il tramite fra i lavoratori e le lavoratrici del settore e le controparti datoriali», scrivono Degiovanni e Martini. «La Uilca è ben presente e rappresentativa in questo difficile comparto; basti pensare alle attuali vicissitudini legate al rinnovo del Ccnl di categoria scaduto da 15 mesi. Elaboreremo e studieremo questi dati in apposite riunioni dei suoi quadri dirigenti per individuare le iniziative e le azioni politiche idonee a consolidare e crescere il consenso dei lavoratori nella nostra sigla sindacale con particolare attenzione a quelle aree geografiche e a quelle compagnie in cui non è ancora presente la voce libera».

Redazione – Intermedia Channel

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