Vecchietti (RBM): L’Italia vive un’emergenza sanitaria da affrontare con misure strutturali

Marco Vecchietti (8) Imc

Marco Vecchietti (8) Imc

Dal nono Rapporto RBM-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata emerge un quadro sempre più a tinte fosche: il numero dei cittadini che stabilmente ha difficoltà di accesso alle cure sfiora i nove milioni. La sanità integrativa “non è una cosa da ricchi”. Dal Welfare occupazionale al Welfare di cittadinanza

Si è svolta lo scorso 13 giugno al Palazzo dei Congressi La Nuvola di Roma la nona edizione di Welfare Day, evento organizzato da RBM Assicurazione Salute e Previmedical e dedicato all’analisi ed al confronto sul welfare integrativo nella sua più ampia accezione. I lavori di Roma sono stati anche l’occasione per presentare il IX Rapporto RBM-Censis sulla sanità pubblica, privata ed intermediata. La ricerca ha restituito la fotografia di un Paese rancoroso verso la sanità, foriera di disuguaglianze tra i cittadini la cui spesa privata per le spese sanitarie stimate nel 2018 è di circa 40 miliardi di Euro – in continuo aumento – e costituisce una fetta crescente dei consumi.

La spesa privata incide di più sulle famiglie a reddito basso che sono ricorse più frequentemente a fonti di indebitamento e di finanziamento tagliando altri consumi. Oltre metà degli italiani ritiene che non tutti abbiano le stesse opportunità di diagnosi e cure e questo contribuisce a creare animosità e rancore verso una sanità ritenuta ingiusta, tendendo ad escludere o a punire gli altri e coloro che non curano la propria salute con stili di vita dannosi. I cittadini ipotizzano tasse o penalizzazioni per fumatori, alcoolisti o tossicodipendenti e ritengono corretto che ognuno si curi a “casa propria”, aspettandosi, peraltro, poche risposte dalla politica.

Secondo Marco Vecchietti (nella foto), amministratore delegato di RBM Assicurazione Salute, questo quadro è originato dal nodo irrisolto dell’organizzazione e della gestione della spesa sanitaria privata, poiché l’aumento della spesa sanitaria “out of pocket”, dovuto ad un mancato assorbimento dei bisogni di cura da parte del sistema pubblico, aumenta le disuguaglianze e colpisce i malati, i più fragili e i più deboli.

Quali le soluzioni possibili? Istituire una sanità integrativa a gestione privata e vigilanza pubblica come si è fatto nel settore della previdenza complementare, guardando alle migliori esperienze europee di Welfare multipilastro e pianificando un passaggio da un Welfare “occupazionale” di tipo contrattuale ad un Welfare “di cittadinanza” di tutela sociale, con l’obiettivo di raddoppiare il diritto alla salute.

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