Veicoli immatricolati all’estero, assicurazione anche per danni a cose trasportate

Cassazione - Esterno Imc

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(di Mario Finocchiaro – Quotidiano del Diritto)

Anche per le macchine immatricolate all’estero c’è l’obbligo di un’assicurazione generale come per quelle “italiane”. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza dello scorso 10 marzo n. 4669.

La norma di legge e le conseguenze – In forza dell’articolo 6 della legge n. 990 del 1969 (vigente all’epoca dei fatti di causa) l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile automobilistica vige anche per i veicoli immatricolati all’estero, una volta entrati in Italia.

Il richiamo contenuto nel detto articolo alla sussistenza dell’obbligo assicurativo dell’Uci nei limiti e nelle forme stabilite dalla presente legge, deve porsi in correlazione con il primo comma dell’articolo 1 della legge n. 990 del 1969 e, quindi, con obbligo di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’articolo 2054 del codice civile. La menzionata disposizione codicistica prevede, espressamente, al comma 1, che il risarcimento concerne il danno prodotto dalla circolazione dei veicoli sia a persone sia a cose.

Deriva da quanto precede, pertanto, che la copertura assicurativa dell’Uci per i veicoli immatricolati all’estero, al pari della generale garanzia relativa alla circolazione dei veicoli immatricolati in Italia, concerne anche i danni causati alle cose trasportate. (Tale conclusione, ha osservato la Suprema corte trova conferma nell’attuale articolo 128, lettera b) del decreto legislativo n. 209 del 2005 il quale prevede espressamente un apposito massimale per i danni alle cose. In applicazione dei principi che precedono la Suprema corte ha cassato la sentenza della corte del merito che aveva affermato che la garanzia Uci copre solo i danni alle persone trasportate).

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