Veneto: Assicurazioni sanità, la Corte dei Conti apre un’inchiesta

Nel mirino il brokeraggio di Assidoge ad affidamento diretto. La procura contabile si chiede perché si sia ricorso in esclusiva all’agente di Mirano. Garantiva 8-10 milioni all’anno: l’ipotesi è danno erariale. A destare sospetti le ricche provvigioni dal 10 fino al 14% ora scese tra 0,7 e 1%

Mutua - Assicurazione sanitaria ImcSi alza il sipario su un altro capitolo della gestione della res publica da parte di Giancarlo Galan finché è stato governatore del Veneto. Stavolta è la Corte dei Conti veneziana a illuminare una delle tante zone grigie del quindicinale regno dell’ex Doge padovano. La Procura generale contabile ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di danno erariale. Nel mirino il mondo delle assicurazioni e la Sanità veneta. In particolare l’azione di Assidoge, la società di broker di Mirano (riconducibile a Giuliano Benetti, morto nel 2012 e ora venduta alla Cervit spa e trasferita a Roma) utilizzata da Galan in affidamento diretto per scegliere le compagnie di assicurazioni che successivamente partecipavano alle gare d’appalto «per la gestione stragiudiziale dei sinistri di Rct delle Aziende Usl ed ospedaliere del servizio sanitario regionale». Consulenze costate in più di un decennio un fiume di denaro “carsico” (tra premi assicurativi e costi), perché tutt’ora impossibile da quantificare per poca trasparenza e collaborazione da parte dell’ente regionale. Tuttavia, il calcolo è semplice. Il monte assicurativo annuale della Sanità Veneta era (all’epoca) di circa 80 milioni di euro. Assidoge operava (quasi in regime di monopolio) con una provvigione del 10-14% per cento. Tanto per dare un’ordine di grandezza Assidoge nel 2006 era broker di 18 su 22 Usl e 1 su 2 aziende ospedaliere (quella di Padova). Facile ipotizzare che la società di Benetti intascasse per il servizio dagli 8 ai 10 milioni di euro all’anno.

La Corte dei Conti veneziana ha chiesto alla Guardia di Finanza di fare chiarezza. Soprattutto dopo che il nuovo Governatore Luca Zaia ha bandito (nel marzo scorso) un concorso anche per la scelta del broker, vinto dall’americana Willis (in cordata con Arena) che offre le stesse prestazioni di Assidoge a un costo stupefacente: solo l’1% del monte assicurativo. L’altra concorrente, Marsh (provvigione dell’ 0,7%) ha ricorso al Tar, che si pronuncerà domani. Ma questa è un’altra storia.

Tornando ad Assidoge, la domanda della Procura è: perché la Regione ha usato il broker di Mirano quasi in via esclusiva senza mai affidarsi al mercato? Detto che il Consiglio di Stato ha sentenziato più volte (su questioni simili) che l’affidamento diretto da parte di un ente pubblico per incarichi di brokeraggio è lecito (o, per lo meno, non è vietato), è evidente che le percentuali chieste da Assidoge per il servizio appaiano fuori mercato. Una cosa è certa: semmai la Procura contabile dovesse accertare il danno erariale non potrebbe chiedere alla Regione (che poi si dovrebbe rivalere sull’ex governatore) un risarcimento retroattivo per più di 7 anni. Causa prescrizione.

Ma chi era Giuliano Benetti? Assidoge nasce nel 1994. Anno anche della discesa in campo in politica di Galan. Capitale sociale 20 milioni di vecchie lire. Benetti inizia come agente per la Ras, lavorando successivamente anche per i Lloyd’s. Poi il grande salto grazie all’amico Galan. Benetti si avvale di alcuni collaboratori. Tra questi Gianni Pesce, padovano, 70 anni, titolare della Pesce and Partners Insurance di Piazzetta Pedrocchi. Pesce, persona discreta e capace, è conosciuto anche come uno degli organizzatori delle feste annuali in Croazia, dove si ritrovava il gotha della sanità veneta. Appuntamenti che servivano per cementare amicizie e pianificare gli affari. Scriveva Mariano Maugeri sul Sole24Ore solo un mese fa. «La cordata celebrava la sua festa annuale in luglio nel parco nazionale di Brioni, in Croazia, isolotti selvaggi e mare cristallino a un tiro di schioppo da Rovigno, il buen retiro di Galan e molti Veneti. Con tanto di organizzatori e sponsor, dalla banca Antonveneta alla valigeria Roncato, ela benedizione di monsignor tiberio Andreatta, amministratore delegato dell’opera romana pellegrinaggi».

Benetti e Pesce fanno prosperare Assidoge che oltre alla Sanità veneta mette le mani anche sui Comuni di Padova e Venezia e su società partecipata dalla Regione. Gli affari vanno a gonfie vele. Nulla e nessuno riesce a scalfire il dominio quasi assoluto. L’incarico è annualmente garantito. Così come il guadagno. Lo spartiacque è l’elezione di Luca Zaia a governatore. Altre agenzie di broker si fanno avanti. Tra queste anche la Hill Insurance riconducibile a broker napoletani e con sede a Gibilterra che fa una proposta a Addano Cestrone (dg dell’Asl di Padova) e Fortunato Rao (dg dell’Usl 16). Il sospetto è dietro l’angolo: la Hill Insurance recede pur non emergendo nulla di significativo. Assidoge tiene stretto il patto. Fino a marzo scorso. Nel frattempo Giuliano Benetti non c’è più. Assidoge è stata venduta. E la compagna di Pesce, Mariagrazia Clede, padovana, ha fondato Assibest srl, società di brokeraggio di Padova, si dice con l’obiettivo di sostituirsi ad Assidoge. Intanto si sono accesi i fari della Corte dei Conti. Non propriamente luci della ribalta.

Autore: Paolo Baron – la Tribuna di Treviso

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