Venezia: Muore ma niente risarcimento, la famiglia fa causa a Generali

La compagnia nega il procedimento

Risarcimento - Danni alla persona ImcLe colpe sono state chiarite, ma il risarcimento non è nemmeno all’orizzonte. Il Tribunale di Venezia con una sentenza del giudice Barbara Lanciari, ha condannato M.F. che al volante di una Renault Megane non assicurata, il 25 ottobre 2012 in via Calvecchia a San Donà di Piave ha investito uccidendolo Gennaro Pagano, un uomo di 56 anni in sella al suo scooter Aprilia. Era sera, attorno alle 21 quando Pagano stava sorpassando alcune auto incolonnate ma restando nella corsia. La Megane ha fatto all’improvviso inversione di marcia senza segnalarlo, per entrare in un distributore di carburante anche se la manovra era preclusa. L’impatto per lo scooterista è stato fatale, la caduta sull’asfalto non ha lasciato alcuna speranza. La vittima, residente a Ceggia, è stato soccorso subito dal Suem ma non ce l’ha fatta ed è morto in ospedale. L’investitore è fuggito, tanto che sono intervenuti i carabinieri di San Donà e grazie all’aiuto di alcuni testimoni sono riusciti a ricostruire il numero della targa e rintracciare l’uomo alla guida dell’auto. La sentenza del Tribunale ha «inchiodato» l’autista alle responsabilità.

Alla famiglia però, moglie con tre figli, il risarcimento non è ancora arrivato. Tanto che lo Studio 3A di Dolo, che segue i familiari, ha iniziato una nuova battaglia legale. Stavolta è contro Generali, perché, spiegano i legali, sarebbe il colosso delle assicurazioni a dover erogare la somma in quanto è il gestore almeno per la parte operativa del Fondo di garanzia per le vittime della strada per l’area del Triveneto. «Ad oggi Generali latita e si rifiuta di erogare il risarcimento alla famiglia della vittima», scrivono gli avvocati. I legali hanno annunciato l’avvio della procedura in sede civile proprio perché la compagnia assicuratrice avrebbe negato la liquidazione di un acconto iniziale. Studio 3A si è infatti dovuto rivolgere al Fondo Vittime della Strada, ente costituito proprio per questi casi di vittime che hanno subito un danno o hanno perso la vita e non possono essere risarciti per mancanza di copertura assicurativa sulla responsabilità civile da circolazione stradale.

Fonte: Corriere del Veneto

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