VERSO IMD2: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – II PARTE

Unione Europea (3) Imc

(Segue da VERSO IMD2: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – I PARTE, pubblicata lunedì 11 marzo)

Il progetto di relazione si concentra su sei aspetti principali della proposta della Commissione:

  • Campo di applicazione;
  • Registrazione e procedura di registrazione semplificata;
  • Conflitti di interesse e trasparenza;
  • Vendita abbinata;
  • Prodotti di investimento assicurativi;
  • Atti delegati / Livello di armonizzazione.

Di seguito, le valutazioni della Commissione in merito ad ognuno degli aspetti indicati:

Campo d’applicazione

Prefiggendosi di creare condizioni di parità competitiva, la Commissione propone di estendere il campo di applicazione alla vendita di assicurazioni attraverso imprese di assicurazione o riassicurazione senza il coinvolgimento di un intermediario assicurativo, alla gestione dei sinistri nonché alle polizze di assicurazione che vengono offerte accessoriamente alla vendita di servizi.

La gestione dei sinistri da parte di assicurazioni o di terzi incaricati da imprese di assicurazione con contratti di outsourcing è già coperta dalla direttiva “Solvency II“.

Regolamentare i casi in cui non esiste alcun accordo di outsourcing non sembra rappresentare un motivo sufficiente per includere nella direttiva in questione la gestione dei sinistri.

Alla luce del principio di proporzionalità, la vendita di polizze viaggio / di assicurazioni per l’annullamento del viaggio e di assicurazioni per il noleggio di automobili quale attività accessoria dovrebbe essere esclusa dalla regolamentazione proposta.

Registrazione e procedura di registrazione semplificata

Nonostante l’estensione del campo di applicazione alle imprese di assicurazione e ai propri dipendenti, non occorre che questi si registrino nuovamente. Tale proposta gode di un pieno sostegno.

Un’ulteriore modifica concerne la nuova possibilità di registrazione degli intermediari assicurativi collegati tramite gli intermediari già registrati. Tale possibilità merita fondamentalmente di essere sostenuta, con la riserva che, al fine di evitare casi limite in materia di responsabilità, occorre preservare il divieto di concorrenza dei prodotti quale premessa per un’attività per conto e in nome di diverse imprese di assicurazione.

La Commissione prevede una procedura di registrazione semplificata per coloro che esercitano un’intermediazione assicurativa come attività accessoria in talune circostanze (riguarda soprattutto le agenzie di viaggio e gli autonoleggi) così come per i gestori di sinistri.

A causa della proposta di esenzione dei destinatari sopramenzionati, tale procedura viene a perdere il suo obiettivo principale. Inoltre, l’articolo 4 dovrebbe essere abolito al fine di garantire condizioni di parità per tutti gli intermediari assicurativi.

Requisiti professionali e organizzativi

La proposta della Commissione di uno sviluppo professionale continuo e duraturo al fine di garantire adeguate cognizioni e capacità degli intermediari è da accogliere con favore. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia definire la forma, il contenuto e gli obblighi di fornire prove. Per evitare che la definizione di diverse esigenze di qualificazione da parte degli Stati membri produca effetti negativi sul mercato interno, occorrerebbe stabilire un livello minimo fondato sul Quadro europeo delle qualifiche, sulla base del quale possono essere attestate le cognizioni e capacità richieste in ogni Stato membro.

Le agenzie per la formazione professionale di imprese e quelle settoriali necessitano di una certificazione nazionale dei programmi di formazione ai fini dello svolgimento dei propri compiti.

Conflitti di interesse e trasparenza

Le disposizioni proposte in materia di conflitti di interessi e di trasparenza costituiscono una delle modifiche essenziali della direttiva riveduta.

La Commissione propone in questo ambito l’obbligo degli intermediari assicurativi di comunicare la base e l’importo preciso del compenso nonché l’importo preciso di ogni compenso variabile percepito dai dipendenti incaricati delle vendite delle imprese di assicurazione. Per quanto concerne i prodotti assicurativi vita, tale obbligo avrà effetto con l’entrata in vigore della direttiva, mentre per quanto riguarda la vendita di prodotti assicurativi non vita esso avrà effetto “su richiesta“, con un periodo di transizione di 5 anni fino all’instaurazione del regime obbligatorio di informativa completa.

Innanzitutto occorre osservare che lo studio sulla valutazione d’impatto, elaborato su richiesta della Commissione, in merito all’ipotesi di istituzione di un regime “su richiesta“, che prevede una comunicazione solo su richiesta del cliente, ha rilevato che una larga maggioranza degli interpellati si oppone a tale sistema in quanto convinta che i dati in questione siano superflui e creino confusione alla clientela.

Vi è il rischio che un obbligo generale di comunicazione delle commissioni e dei compensi variabili non contribuisca a una maggiore tutela dei consumatori, quanto piuttosto a una situazione di concorrenza a livello di commissioni e compensi.

Data l’eterogeneità dei mercati assicurativi in seno all’UE, gli Stati membri dovrebbero essere liberi di imporre obblighi di comunicazione che vadano oltre i requisiti stabiliti nella presente direttiva.

Vendita abbinata

La Commissione prevede che i servizi e i prodotti assicurativi offerti nei pacchetti debbano anche essere venduti separatamente.

Tale requisito va oltre la corrispondente regolamentazione stabilita dalla MIFID II e potrebbe anche far sì che ai consumatori non possano più essere offerti pacchetti convenienti. Per tale motivo l’articolo 21 dovrebbe essere modificato affinché si renda necessario informare i consumatori unicamente qualora sia anche possibile acquistare separatamente parti del pacchetto.

Prodotti di investimento assicurativi

Nel settimo capo della proposta di direttiva la Commissione analizza i requisiti supplementari per la tutela dei consumatori in relazione ai prodotti di investimento assicurativi, i cosiddetti prodotti di investimento al dettaglio preassemblati (PRIP). La formulazione dall’articolo 23 all’articolo 25 corrisponde alle proposte della Commissione nel quadro della revisione della direttiva MIFID.

Benché sia necessario garantire una legislazione coerente anche riguardo alla direttiva MIFID II, occorre tenere conto delle differenze tra i prodotti assicurativi e i prodotti d’investimento puro.

I prodotti d’investimento assicurativi si distinguono e si differenziano dai prodotti d’investimento puro per il fatto che non sono liberamente negoziabili in qualsiasi momento.

Per quanto concerne l’interdizione di accettare o ricevere commissioni nel caso di una consulenza fornita su base indipendente, occorre innanzitutto rilevare che gli Stati membri, viste le diverse esperienze maturate con il sistema di consulenza pagata tramite una
commissione e/o di consulenze false, sono giunti a soluzioni differenti. Tale realtà dovrebbe essere tenuta presente attraverso un approccio di armonizzazione minimo. In taluni mercati, l’interdizione di accettare o ricevere commissioni potrebbe avere effetti molto dannosi sulla fornitura di prodotti assicurativi alla popolazione. Inoltre, in alcuni Stati membri la definizione di “consulenza fornita su base indipendente” comporterebbe problemi per le connotazioni precise e tradizionali o per i diversi significati della parola “indipendente” (a titolo di esempio, in francese le parole “indipendente” e “autonomo” corrispondono).

Così come per quanto concerne la questione della comunicazione dei compensi, gli Stati membri dovrebbero altresì avere la possibilità di adottare misure di deroga qualora lo ritenessero necessario per i propri mercati.

Atti delegati / Livello di armonizzazione

La Commissione prevede un ventaglio di atti delegati per gli ambiti che riguardano i contenuti importanti della direttiva (a titolo di esempio, la definizione delle adeguate cognizioni e capacità dell’intermediario, dei criteri relativi alla base di calcolo della commissione, le misure volte a evitare, regolamentare e comunicare i conflitti di interesse, gli obblighi di informazione e di rendiconto nei confronti dei clienti). Tale circostanza va generalmente valutata con occhio critico, in quanto mira a introdurre di nascosto un’armonizzazione massima, costosa e burocratica, che potrebbe essere contraria al principio di sussidiarietà.

Per tale ragione, gli atti delegati proposti dovrebbero essere aboliti e le norme dettagliate dovrebbero essere decise dagli Stati membri o attraverso la procedura di codecisione, in seno al Consiglio e al Parlamento, qualora si riscontri la necessità di un’effettiva armonizzazione, ad esempio per quanto concerne il caso dell’insufficiente riconoscimento reciproco dei diplomi.

***

Il progetto di relazione – il relatore sarà Werner Langen, deputato tedesco PPE – include 109 emendamenti di revisione dell’IMD1. Lo scorso 14 febbraio è stata pubblicata un ulteriore lista di emendamenti (dal numero 110 al numero 675) che verranno ammessi all’esame della Commissione il prossimo 27 maggio.

IMD2 – Riepilogo procedure (in inglese; molti dei documenti da consultare sono tradotti in italiano)

(Fine)

Allegati:

Intermedia Channel

Related posts

Top