VERSO LE ELEZIONI: I PROGRAMMI DI SCELTA CIVICA PER IL RILANCIO DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Fondi pensione (3)

Nella marcia di avvicinamento alle elezioni, analizzando i programmi che interessano il settore assicurativo, abbiamo oggi scelto di presentare quanto propone Scelta Civica – Con Monti per l’Italia per rilanciare gli investimenti e dare nuovo impulso alla previdenza complementare. L’estensore del documento è Marco Abatecola (nella foto), candidato alla Camera nella Circoscrizione Lazio 1 ed esperto di previdenza, previdenza complementare e sistemi di welfare integrativo – presidente di Cooperlavoro, fondo pensione complementare delle cooperative di lavoro, e membro del Comitato Tecnico di Assofondipensione, l’associazione dei fondi pensione negoziali.

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La previdenza integrativa è un corollario dei moderni sistemi di welfare. Oggi appena il 23% dei lavoratori aderisce però alle molte forme presenti in Italia. Bisogna eliminare gli ostacoli e le distorsioni che si frappongono alla crescita armonica del sistema, anche migliorandone l’attuale impianto e creando le condizioni favorevoli per promuoverne un processo di rilancio, in modo particolare tra i giovani lavoratori

Il sistema previdenziale raggiunge la piena efficienza attraverso una correlazione virtuosa tra pilastro pubblico e pilastro complementare. In quest’ottica deve essere dato nuovo impulso alla previdenza complementare aprendo una nuova fase con interventi di manutenzione dell’attuale impianto:

  • Migliorare la Fiscalità. E’ necessario spostare la fase impositiva sulla fase della prestazione (sistema EET – esenzione, esenzione, tassazione – ndr) in maniera analoga a quanto è stato fatto per i fondi comuni di investimento. Andrebbe inoltre incentivata la possibilità di adesione dei fiscalmente a carico con possibilità di anticipazioni e riscatti ad hoc per queste figure;
  • Inserire elementi di flessibilità. Stante l’aumento dell’età media di pensionamento servono forme di anticipo della prestazione complementare rispetto alla maturazione del requisito pensionistico;
  • Allargare gli spazi di democrazia. I Fondi possono contribuire ad una stabilizzazione e democratizzazione del sistema finanziario. Bisogna però favorirne la concentrazione perché fondi di grandi dimensioni – oltre ad essere economicamente più efficienti – possono stimolare positivamente le performance societarie con una correlazione positiva tra dimensione del fondo, dimensione dell’investimento e valorizzazione delle azioni;
  • Contribuire alla crescita. Devono essere colte le potenzialità dei Fondi anche per la crescita e lo sviluppo [investimenti in strumenti di credito alle imprese (trade finance receivables, cambiali finanziarie, fondi di factoring), private equity ecc.]. Ci proponiamo di concludere il percorso di revisione del DM n. 703/96 realizzando un sistema di regole che favorisca tali potenzialità;
  • Estendere la riforma al Settore Pubblico. Il miglioramento dell’impianto passa anche dalla soluzione dell’attuale anomalia rappresentata dall’esclusione dei lavoratori del settore pubblico dal d.lgs. n. 252/05;
  • Favorire le sinergie con gli altri strumenti di welfare contrattuale. E’ importante stimolare una maggiore integrazione tra gli strumenti di welfare contrattuale, fondi pensione e fondi sanitari.

Marco Abatecola

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