VERSO LE ELEZIONI: L’AGENDA DI “FARE PER FERMARE IL DECLINO” PER IL SETTORE ASSICURATIVO

Assicurazioni - Generico Imc

Sebbene molte delle istanze di “Fare per Fermare il Declino” rischino di essere compromesse dall’affaire Giannino, riteniamo che l’agenda per il settore assicurativo presentata dal movimento sia decisamente la più articolata tra quelle inserite all’interno dei diversi programmi per le elezioni politiche 2013. FID colloca il settore tra quelli strategici, anche per il ruolo che può svolgere, ed ha strutturato la propria agenda in sei principali direttrici di intervento: previdenza, infortuni sul lavoro, Rc auto, calamità naturali, distribuzione

Fare per Fermare il Declino – Approfondimento Assicurazioni

Il contesto di insicurezza ed incertezza generato dalla crisi rende strategico il ruolo del settore assicurativo nei prossimi anni per mantenere ed incrementare il livello di protezione degli individui.

In effetti l’arco della prossima legislatura sarà fondamentale per il sistema assicurativo e previdenziale e il ruolo che può svolgere; senza un crescente contributo del settore privato il grado di protezione dai rischi rischia di diminuire proprio quando risulta esservene più bisogno. Questo è un dato di fatto, non un assunto ideologico.

Il settore assicurativo è stato negli ultimi dieci anni oggetto di una ampia e variegata attività di regolamentazione di varia natura, tesa fondamentalmente a riequilibrare il potere di mercato delle compagnie rispetto ai clienti. A questo si sono di fatto ispirate le c.d. liberalizzazioni sinora definite, da Bersani a Monti.

Il complesso degli interventi effettuati sembra conseguentemente essersi ispirato ad alcuni presupposti:

  • il mercato assicurativo è molto complesso e particolare, le asimmetrie informative rendono difficile il dispiegarsi della concorrenza; va quindi minuziosamente regolamentato.
  • il “gioco” assicurativo è a somma zero: ciò che guadagna la compagnia lo perde il cliente
  • le compagnie sono troppo potenti rispetto al cliente e massimizzano il profitto di breve periodo – non puntano ad allargare “la torta” ma a prenderne la fetta più grossa

La strategia del nuovo governo deve rovesciare questa logica: meno regolamentazione e più mirata, meno concertazione ma molta più consultazione con chi conosce l’industria, meno oneri a carico del mercato e conseguentemente sui clienti, meno vincoli al dispiegarsi di una domanda che deve essere sempre più informata, meno caccia al profitto in quanto tale e meno remore al coinvolgimento del settore privato in tutte le aree strategiche – come le calamità naturali e gli infortuni sul lavoro.

Le linee guida degli interventi che andranno effettuati in questo campo sono conseguentemente:

  • mettere un freno alla bulimia regolatoria: meno interventi, più mirati focalizzandosi su quelli più importanti;
  • semplificare la regolazione esistente, avviando un tavolo di lavoro in tal senso coordinato da IVASS, con il mandato chiaro e non derogabile di diminuire consistentemente ed in modo misurabile gli oneri a carico del sistema senza benefici per la stabilità del sistema e la competitività del mercato;
  • operare sui tavoli europei perché la regolamentazione in materia di Solvency 2 entri in vigore effettivamente nel 2016, non prolungando l’incertezza generata e affinché non costituisca una barriera insormontabile all’offerta di garanzie a lungo termine, disegnando un sistema di requisiti di capitale a tutela degli assicurati ma senza impatti negativi sulla competitività del sistema;
  • semplificare l’architettura della distribuzione per poter cogliere tutti i vantaggi della deregolamentazione;
  • perseguire la strategie di abbattimento strutturale dei costi dei sinistri per abbattere i prezzi dei servizi assicurativi, tralasciando le scorciatoie demagogiche (tipicamente in materia di RC auto);
  • focus sulla previdenza complementare con interventi mirati sulla libertà e competitività del settore e concentrando le risorse fiscali sui giovani – in coerenza con la strategia dei decontribuzione del lavoro giovanile.

Per quanto concerne i singoli temi, le principali aree di intervento secondo queste linee sono identificabili in Previdenza, infortuni sul lavoro, R.c. Auto, Calamità naturali, Distribuzione.

Previdenza

  • la piena ed incondizionata portabilità di tutte le posizioni individuali ivi compresi i contributi futuri a carico dei datori di lavoro, con la riduzione a sei mesi della permanenza minima in uno specifico fondo;
  • la possibilità di revocare annualmente il conferimento del T.f.r. alla previdenza complementare da parte di ogni iscritto lavoratore dipendente;
  • assorbire la Covip in IVASS, superando i veti sindacali che hanno bloccato il progetto del governo Monti.

Un intervento fondamentale sarebbe la trasformazione – secondo le best practices internazionali – della fiscalità della previdenza complementare in un compiuto sistema “esenzione, esenzione, tassazione”, i benefici del quale sarebbero intuitivi ed evidenti sulla domanda di previdenza e sulla coerenza ed equità del sistema. Le risorse fiscali vanno però concentrate in interventi mirati, come l’attivazione della previdenza per gli under 30 con incentivi alla mobilitazione dello stock di risparmio in essere.

Infortuni sul lavoro

L’assicurazione va liberalizzata: il monopolio non ha nessuna ragione economica. Va pertanto privatizzata l’INAIL, creando un mercato competitivo per tale copertura. Lo schema potrebbe essere:

  • l’operatore pubblico definisce lo standard minimo della copertura, allineando le basi informative dei competitor;
  • la copertura minima è obbligatoria ma senza obbligo a contrarre;
  • il potere pubblico controlla il funzionamento del sistema;
  •  Il meccanismo concorrenziale introdotto nell’assicurazione infortuni spinge i contratti assicurativi ad adottare le best practice antiinfortunistiche per ridurre i sinistri e conseguentemente i premi. In funzione di ciò tali contratti e l’effettiva adozione delle misure possono assumere valore probatorio in caso di sinistro, per dimostrare che l’imprenditore ha adottato le opportune misure di prevenzione considerate possibili;

RC auto

  • la diffusione della ‘scatola nera’ per le automobili va incentivata, ufficializzando la sua valenza di prova nel contenzioso sinistri;
  • vanno emanate quanto prima le norme e le tabelle di invalidità che definiscono il costo dei sinistri gravi, superando l’incertezza creata dalle tabelle dei tribunali e rendendole coerenti con il socialmente desiderato calo del costo della copertura;
  • va superato l’attuale processo di mediazione obbligatoria, introducendo la possibilità di risolvere il contenzioso in modo definitivo attraverso la possibilità dell’assicurato di richiedere un arbitrato vincolante;
  • viene costituita un’agenzia antifrode dotata di reali poteri investigativi di polizia giudiziaria e delle relative risorse, finanziata integralmente dal settore assicurativo.

Calamità naturali

  • Incentivare la diffusione di forme di assicurazione contro le calamità naturali, anche allo scopo di allocare più correttamente i rischi e consentire un più adeguato finanziamento degli interventi nei casi di emergenza. Ciò può essere realizzato con una pluralità di strumenti e non è ovvio sceglierne uno a priori;
  • Un buon punto di partenza può essere il sistema c.d. semiobbligatorio in cui chiunque assicura l’abitazione contro l’incendio si assicura automaticamente anche contro le calamità naturali ed il costo della copertura cresce di conseguenza.

Distribuzione

In coerenza ed anticipazione con le emanande normative europee, deve essere radicalmente semplificata la normativa distributiva prevedendo due classi di figure: chi opera per il cliente ed è da lui pagato e chi opera per le compagnie (da queste remunerate).

Tra di esse va deregolamentata ogni forma di collaborazione, nel rispetto della volontà contrattuale delle parti.

Sanità

La copertura assicurativa individuale o collettiva deve essere considerata non una concessione ma un pilastro integrante del sistema. In particolare:

  • equiparare fiscalmente polizze individuali e fondi sanitari, lasciando la scelta alla libera competizione tra formule;
  • diminuire i vincoli esistenti per  consentire la deducibilità (obbligo di copertura di determinata prestazioni da ridurre o eliminare).

*****

Intermedia Channel

Related posts

Top