Voci dalla Rete: Essere utili facendo utili

Agenti assicurativi - Fenomeni catastrofali Imc

Agenti assicurativi - Fenomeni catastrofali Imc

Riprendiamo anche su Intermedia Channel le riflessioni di Vittorio Brambilla di Civesio, vicepresidente UEA, sul tema dei danni catastrofali e sulla necessità di portare anche in Italia l’obbligatorietà della copertura assicurativa

Perché non è peccato essere utili facendo utili – di Vittorio Brambilla di Civesio, vicepresidente UEA

Dopo gli ennesimi eventi calamitosi che hanno colpito le coste italiane e non solo, mi vengono in mente tutti quegli eventi catastrofiali che hanno colpito il nostro Bel Paese negli ultimi anni e per i quali i danneggiati stanno ancora aspettando un equo risarcimento.

Rammento anche quanto fatto dalla nostra Associazione per promuovere una legislazione seria e finalmente efficace capace di garantire protezione a chi si trova a fronteggiare questi rischi, detti catastrofali, appunto, perché generano vere e proprie catastrofi nelle località colpite.

Mi riferisco alle perdita economiche, senza voler minimamente sottovalutare le perdite di vite umane, ma ricordando che per queste occorre agire sul fronte dell’educazione civica, della prevenzione e dell’informazione, obiettiva, chiara e costante; un fronte, in Italia, sempre meno presidiato.

Per le perdite economiche invece si può fare tanto e subito, ricorrendo anche al settore assicurativo – e al principio mutualistico su cui si fonda – per mettere in campo un sistema pubblico-privato, obbligatorio o o semi obbligatorio, che allarghi quanto più possibile la base degli assicurati. Ad esempio, un sistema “alla francese”, da diversi studi indicato come il più sostenibile ed efficace per il nostro Paese, che veda la costituzione di una Fondo, alimentato da un sovrappremio “imposto” su qualunque contratto di assicurazione.

Gli Assicuratori, in ben 49 anni dall’istituzione della obbligatorietà della Rc Auto, hanno dimostrato di saper gestire efficientemente ed efficacemente, checché se ne dica, il settore dei danni da circolazione dei veicoli, risarcendo le vittime degli incidenti e gestendo anche il Fondo Vittime della Strada, per i casi di veicoli non assicurati o non identificati.

Perché allora, viene da chiedersi, questo timore “politico” nell’affrontare questo problema, istituendo un’analoga obbligatorietà per le polizze catastrofali?

Il brodino dell’esenzione dalle imposte assicurative e della deducibilità del solo premio è già qualcosa, ma a circa un anno dall’introduzione di questi vantaggi fiscali il risultato è ben modesto.

Non giova al paese avere intere località ancora alle prese con la ricostruzione perché tardano i risarcimenti dello Stato: significa perdere realtà produttive, quote di mercato, posti di lavoro e soprattutto la possibilità di creare quel volano virtuoso che una ricostruzione sana, sostenuta da una sistema assicurativo, potrebbe garantire con risarcimenti equi, certi e tempestivi.

Ancora, con l’obbligatorietà, e quindi allargamento della base assicurata, si potrebbero estendere le coperture a quei rischi oggi “non graditi” dalle compagnie, quali la siccità e gli effetti delle mareggiate, attualmente esclusi dalle coperture sugli eventi naturali.

Insomma, quello i nostri politici non sembrano cogliere è che non è peccato essere utili facendo utili. E in questo avrebbero molto da imparare dagli Assicuratori.

Vittorio Brambilla di Civesio – Vicepresidente UEA


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