VOCI DALLA RETE: I RISCHI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI E IL RUOLO DELLE ASSICURAZIONI

Voci dalla rete HP Imc

Rilanciamo anche su Intermedia Channel un interessantissimo articolo pubblicato ieri sul proprio blog da Carlo Carraro, Direttore dell’International Center for Climate Governance (ICCG) e Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nel quale si parla delle sfide che attendono le compagnie assicurative alla luce del cambiamento climatico in atto

I rischi dei cambiamenti climatici e il ruolo delle assicurazioni – Carlo Carraro

Ogni anno, il World Economic Forum pubblica un rapporto che analizza la percezione della popolazione rispetto alla probabilità e agli impatti di 50 rischi globali, guardando ad un orizzonte temporale di un decennio. Come emerge dall’ultimo rapporto (2013), i rischi di carattere ambientale si sono guadagnati di recente un rilevante spazio tra le preoccupazioni dell’opinione pubblica mondiale: negli ultimi tre anni, la percezione dei rischi legati alle catastrofi meteorologiche, idrogeologiche e climatologiche, la perdita di biodiversità, le crisi idriche e la crescita delle emissioni di gas climalteranti sono arrivati tra i primi posti della classifica (fig.1).

Top 5 global risks

La scienza prova con sempre maggiore accuratezza la correlazione tra l’aumento delle emissioni antropogeniche e l’innalzamento delle temperature medie globali, oltre alle forti interdipendenze che rendono collegati tra loro tutti gli aspetti ambientali sopra citati, che sono oggetto di preoccupazione per la popolazione. I cambiamenti climatici sono una delle concause dell’intensificarsi degli eventi estremi in termini di frequenza e di intensità: eventi tragici come l’abbattimento del tifone Haiyan sulle Filippine ci ricordano quanto sia urgente agire per limitare il nostro impatto sul clima e per adattarci ai cambiamenti in atto, sviluppando stili di vita più resilienti.

Nonostante le certezze scientifiche, le consapevolezze e le preoccupazioni, le emissioni globali di gas serra proseguono nella loro crescita, e continua ad essere difficile trovare un accordo internazionale per la loro riduzione. E’ quello che si sta cercando di fare in questi giorni alla COP19 di Varsavia, la diciannovesima Conferenza delle Parti dell’UNFCCC, che sta preparando il terreno per raggiungere, da parte dei governi di tutto il mondo, un nuovo accordo globalmente vincolante nel 2015, in occasione della COP21 di Parigi. La speranza è ancora quella di riuscire a mantenere le concentrazioni di gas serra entro la soglia che comporterebbe un aumento della temperatura media globale di 2°C. Oltre tale soglia, gli impatti dei cambiamenti climatici avranno effetti importanti e irreversibili sull’ambiente e sulla vita degli individui, oltre che sull’economia: è stimato che un aumento della temperatura di 3°C comporterebbe una riduzione del PIL del 4% a livello globale. Se non interveniamo con significative azioni di mitigazione, che richiedono adeguati investimenti, la traiettoria delle emissioni attuali ci porterà ad un aumento della temperatura di 4-5°C.

In questo contesto, il settore assicurativo svolge un ruolo importante: adattandosi all’evoluzione del concetto di rischio, le compagnie assicurative stanno agendo in tutto il mondo per integrare le loro offerte con nuovi prodotti destinati a fornire coperture su misura per il rischio catastrofale. E’ stato questo il tema del convegno “Climate Change. Assicurazione, Finanza e Impresa. Le vie del cambiamento”, tenutosi all’Università Ca’  Foscari Venezia in collaborazione con Assicurazioni Generali l’11 novembre scorso, nell’ambito della Settimana dell’Investimento Sostenibile e Responsabile organizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile.

La nuova frontiera che si apre nel campo delle assicurazioni non solo costituisce un tassello della resilienza e della capacità di preparazione agli impatti dei cambiamenti climatici (nell’ottica che “prevenire è meglio che curare”), ma può giocare un ruolo nella sensibilizzazione del pubblico sul tema e costituire un driver della crescita “verde”. Questa direzione apre infatti alle assicurazioni un’opportunità, e non solo il problema del necessario innalzamento del costo delle polizze, che si rende necessario a causa della crescita dei sinistri per eventi estremi e dei loro costi. La sfida per le assicurazioni è quella di trasformare l’aumento del rischio in aumento della domanda di coperture assicurative, e di fare questo con la partnership del settore pubblico. In alcuni Paesi, tra cui Francia e Spagna, è ad esempio in vigore un meccanismo di assicurazione semi-obbligatorio, in cui lo Stato svolge il ruolo di riassicuratore. Segnali da parte della Commissione Europea sono arrivati con i due documenti: “La Strategia UE di adattamento ai cambiamenti climatici” e il “Libro verde sulle assicurazioni nell’ambito delle catastrofi naturali e di origine umana”.

L’evoluzione del settore assicurativo, se diffusa, comporterebbe diversi effetti positivi e circoli virtuosi, come l’incentivazione di comportamenti di riduzione del rischio (attori virtuosi  e meno impattanti sull’ambiente potrebbero godere di premi agevolati) e di una cultura di prevenzione piuttosto che di un atteggiamento ex-post: gli eventi risultano meno catastrofici se si migliora la loro prevedibilità e si sviluppano azioni di prevenzione adeguate.

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Intermedia Channel

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