VOCI DALLA RETE: IL CONTRATTO BASE PER LA RCAUTO. POLIZZE MIGRANTI E PREMI CALANTI. E GLI INTERMEDIARI?

Voci dalla rete Imc

Nuova segnalazione per un articolo del blog Polizze&Opinioni Online curato da Mario Vatta. Lo spunto è dato dalle sue riflessioni sul futuro dell’intermediazione retail alla luce dell’introduzione del contratto base rc auto e dell’avvio della discussione sulla Home Insurance

Il contratto base per la RCAuto. Polizze migranti e premi calanti. E gli Intermediari? – di Mario Vatta

La recente pubblicazione da parte della AGCM della INDAGINE CONOSCITIVA RIGUARDANTE LA PROCEDURA DI RISARCIMENTO DIRETTO E GLI ASSETTI CONCORRENZIALI DEL SETTORE RC AUTO completa la concezione “pubblica” che del settore assicurativo, e in particolare di quello dedicato alla RCAuto si ha in questo Paese.

Stupisce non poco che immediatamente dopo la introduzione da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico – MISE – del contratto base RC Auto non ci siano state da parte degli Intermediari, e in particolare degli Agenti, reazioni di preoccupazione conseguenti a una quanto mai opportuna e attenta valutazione di quanto questo provvedimento potenzialmente pesi sul futuro della loro attività.

Al contrario, come era in parte già successo dopo la conversione in legge del cosiddetto Decreto Sviluppo, qualche organizzazione associativa  degli stessi agenti tenta di rivendicarne la paternità e i benefici effetti che ne deriveranno.

Intendiamoci, la adozione di un contratto assicurativo dalle prestazioni base è senza alcun dubbio l’unica premessa ragionevolmente tecnica per permettere al cittadino consumatore un confronto omogeneo, e quindi realistico, all’interno della  graduatoria  dei prezzi offerti dalle compagnie.

Da questo punto di vista il provvedimento avrebbe dovuto accompagnare contestualmente alla sua implementazione iniziale il comparatore della allora ISVAP, altrimenti ogni confronto è, come realmente è stato sino a ora, di faticosa praticabilità. Una base omogenea di confronto contrattuale e prestazioni permetterà finalmente al consumatore di stabilire immediatamente la Compagnia dal prezzo più favorevole.

Ecco, il prezzo appunto.

La stessa azione promossa dal MISE, e tutte le successive  attività informative e pubblicitarie già promesse dal dicastero di via Veneto, insisteranno sulla opportunità di distinguere tra le Compagnie quella dal prezzo più basso, anzichè quella capace di fornire le prestazioni più complete, o maggiormente aderenti alle caratteristiche personali e dell’autoveicolo dell’assicurato.

Tutto l’impianto normativo ispiratore di questa preferenza prioritaria fondata sulla convenienza economica rappresenta il primo atto di una rivoluzione nei rapporti tra assicurati e Compagnie che, attraverso una oggettiva comparazione di prezzo, congela qualsiasi altra valutazione di merito contrattuale e di prestazioni.

La adozione del contratto base apre definitivamente l’era della cosiddetta Home Insurance, che non significa solamente la “indipendenza domestico-contrattuale” di ogni assicurato in grado di usare internet e le tecnologie disponibili per scegliere con chi assicurarsi, ma dischiude altri panorami dei quali gli stessi intermediari non sembrano aver ancora compreso il reale ingombro.

La adozione del contratto base significa scardinare almeno tre principi che sono stati a loro volta considerati sino a ieri principi base del fare assicurazione.

  1. La convergenza a senso unico della valutazione della congruità della polizza RCAuto basata unicamente secondo il criterio del prezzo più conveniente. Estensioni della garanzia offerta, capacità territoriale della organizzazione dedicata ai sinistri, reputazione della Compagnia e soprattutto affidabilità professionale e personale dell’eventuale intermediario diventano ora  fattori di secondaria o addirittura di inesistente importanza;
  2. La cosiddetta lealtà del cliente che è stata per decenni considerata un valore. Mantenere clienti stabilmente affezionati nel tempo attraverso un corrispondente lungo periodo contrattuale era un marcatore delle stabilità di portafogli assicurativi e di clientele, patrimonio essenziale di Intermediari e Compagnie, soprattutto dopo la fine della era delle polizze decennali e delle provvigioni precontate che miravano in forma contrattualmente coercitoria allo stesso obiettivo. Ora invece la “immobilità dei clienti” viene riclassificata quale disvalore a danno della migrazione contrattuale e delle Compagnie per poter trarre benefici economici a favore delle tasche del consumatore;
  3. La stabilità dei portafogli, sia in termini di numero di polizze che di volumi di premi, era altrettanto valore da elevare a metro di valutazione positiva dei rapporti di collaborazione tra compagnie e intermediari, e soprattutto nella valutazione della redditività economica della attività di intermediazione.

E allora?

Credo che la slide più rappresentativa della presentazione di taglio marcatamente anglo-consulenziale fatta dal MISE sia questa:

Slide_8

Sono la “Mobilità” e la “Riduzione dei premi” i due nuovi imperativi rivolti agli assicurati. E la conseguenza di ciò determinerà definitivamente la classificazione del contratto auto al livello di qualsiasi altro adempimento mal vissuto da chi l’adempimento deve assolverlo e pagarlo.

Abbiamo abbandonato la vecchia tariffa amministrata e troviamo ora la “scelta amministrata” che, in quanto suggerita e imposta dalla mano pubblica  come principale criterio di scelta, possiede una autorevolezza di grande influenza.

L’idea della polizza base e di quanto alla stessa si lega sul piano della rivendicazione di prezzo da parte dei cittadini sarà rafforzata da una apposita massiccia campagna informativa che è già stata promessa.

E così i premi auto che a oggi, e malgrado tutto, contribuiscono a permettere agli intermediari di sostenere la maggiore parte delle spese dei propri uffici e alle compagnie di recuperare redditività erosa in altri rami cominceranno, con la benedizione del Governo e della recente indagine sulle tariffe RC Auto della AGCM, a diventare materia evanescente, il più evanescente possibile.

In un mercato di assicurazione obbligatoria, quale quello dell’auto è, la saturazione dei mezzi assicurabili è insita nella fisiologia del sistema, e quindi la mobilità tanto invocata determinerà fluttuazioni di premi e provvigioni.

Saranno sostenibili le fluttuazioni dei portafogli degli intermediari? Avrà ancora senso parlare di valore di un portafoglio? Quale potrà essere il documentabile apporto professionale dell’agente nella distribuzione guidata da queste nuove regole? Sarà il futuro prossimo terreno di conquista solo per i comparatori? Sarà proprio con i comparatori più conveniente costruire accordi di distribuzione?

Apparentemente questo futuro diventa favorevole per le compagnie dirette, alle quali recentemente il presidente dell’ANIA ha  rivolto l’invito a ampliare l’offerta anche con prodotti diversi dall’auto, citando il caso Genertel.

Credo che nessuno sia oggi in grado di predire con ragionevole approssimazione quello che potrà significare il futuro nella distribuzione assicurativa nel mercato cosiddetto retail. Alle molte domande non corrispondono altrettante risposte, ma forse una speranza che secondo chi scrive  nasce da molto lontano,  sta prendendo forma migliore: quella di una distribuzione spartita tra vendita diretta e intermediata con percentuali di diversa proporzione rispetto al passato, quella delle compagnie che forse bilanceranno le nuove forme di collaborazione tra intermediari ora possibili, con massicce campagne di vendita diretta.

I consumatori sono oggi abituati a comprare ancora emozioni e suggestioni, ma al prezzo più verificato e conveniente. E gli assicuratori, che in quanto a emozioni sono da sempre gli ultimi dopo gli ultimi, dovranno ribattere con sconto dopo sconto.

E se le compagnie sono ormai una sparuta pattuglia di concorrenti,  gli agenti e gli intermediari non saranno da meno, anzi, saranno molti di meno!

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