VOCI DALLA RETE: LETTERA APERTA AD ENRICO LETTA SULLA RC AUTO

A seguito di una serie di cortesi segnalazioni, dopo la citazione sul nostro account Twitter, rilanciamo anche su Intermedia Channel la lettera che Vincenzo Ferrante ha scritto al Presidente del Consiglio Enrico Letta subito dopo l’approvazione dei provvedimenti che abolivano l’Imu. Partendo dalle affermazioni di Letta, che parlava di equità non rispettata tra proprietari di abitazioni, Ferrante sposta il mirino su un’altra questione di equità da ristabilire: le tariffe Rc auto e il peso che ne deriva in base all’appartenenza territoriale

Voci dalla rete ImcEnzo Ferrante – Lettera aperta ad Enrico Letta sulla Rc Auto

Caro Enrico,

chi ti scrive è una persona che si occupa di assicurazioni da vent’anni, vedendone di cotte e di crude, a maggior ragione per un piccolo particolare: sono napoletano.

Chi conosce il settore assicurativo può immaginare cosa voglia dire lavorare in questo campo, vivendo nella mia città e, credo, tu lo sappia bene.

Ti scrivo queste quattro righe poiché sono rimasto colpito da ciò che hai dichiarato sull’equità non rispettata tra proprietari di abitazioni in ambito di Imu. Bene, il tuo esempio calza a pennello per quanto accade in ambito Rc Auto, tra residenti di province diverse: gli onesti non pagano premi equi, in quanto condannati dalla propria residenza.

Le statistiche sulle quali si basano le personalizzazioni del premio, sono poco chiare e suscettibili di interpretazioni che le imprese attualmente utilizzano per far pagare premi iniqui ai cittadini, che hanno la sola colpa di abitare dalle mie parti.

L’Imu incide sulle famiglie, non lo metto in dubbio, ma la Rc Auto è la “tassa” più iniqua che una famiglia napoletana possa pagare.

Ti chiedo di intervenire su questo fronte, la Rc Auto italiana è la più cara d’Europa e per tantissimi miei concittadini lo è ancora di più.

Di proposte ve ne sono tante, dall’inasprimento della lotta alle frodi, alla disciplina delle macro lesioni, all’utilizzo delle scatole nere (manca ancora il decreto attuativo!) alla riforma del bonus-malus ed una maggiore trasparenza sui metodi di calcolo della tariffa.

Ti chiedo di intervenire ascoltando chi vive quotidianamente le assurdità di questo settore, perché le persone per bene non possono essere trattate alla stregua di chi delinque, tanto poi i costi ricadono sui premi.

Ti saluta un napoletano che non vuol più pagare per colpe non sue.

Vincenzo Ferrante

*****

Intermedia Channel

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2 Comments

  1. Vincenzo Ferrante said:

    La lettera nasce come risposta ad una dichiarazione fatta da Enrico Letta sul sistema dell’attuale Imu che, basandosi su valori catastali non omogenei, crea differenze ingiustificate tra cittadini. Mi è venuto spontaneo riprendere tale concetto e trasferirlo sulla situazione della rc auto in Italia. Dietro le quattro righe che ho scritto vi è una ricerca che da anni faccio sui fattori che incidono su questo ramo in Italia: ho condotto battaglie contro le disdette massive al sud, ho collaborato con associazioni per passare dalle proteste alle proposte e, credo, di conoscere bene le distorsioni che incidono sulla catastrofe attuale.
    Le statistiche generali danno certamente un quadro della situazione dei sinistri, ma non giustificano assolutamente le attuali differenze di premio. Non faccio paragoni tra Aosta e Napoli, ma valuto l’attuale differenziale tra Milano e Napoli. La recente indagine dell’Agcm ( autorità Antitrust ) analizza in maniera seria i metodi di calcolo e denuncia la non corrispondenza tra dati e differenze tariffarie tra province, sollevando il problema di un mercato non aperto e concorrenziale ( http://www.agcm.it/indagini-conoscitive-db/download/C12564CE0049D161/5DBB1FB70976D4CAC1257B1E004FB6A9.html?a=IC42_testo+indagine.pdf ).
    La trasparenza dei metodi di calcolo della tariffa è stata persino sollecitata dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, allorquando interpretò, su sollecitazione dell’allora Isvap, l’articolo 32 della Legge sulle liberalizzazioni del 2012.
    Se tutto fosse chiaro non vi sarebbero state le sanzioni che l’Isvap ( oggi Ivass ) ha comminato ad imprese ed… attuari, proprio per il calcolo delle tariffe e l’implicita elusione dell’obbligo a contrarre.
    Credo che i provvedimenti da prendere siano sotto gli occhi di tutti, e siano anche ben accetti dalle stesse imprese: ridurre i tempi di prescrizione per la denuncia dei sinistri, eliminare la cessione del credito assicurativo, utilizzare le scatole nere per una valutazione soggettiva del premio e per combattere le frodi, tanto per elencarne alcuni.
    Lo strumento telematico può realmente dare l’opportunità di tarare i premi sullo stile di guida e può valorizzare il guidatore virtuoso, ovunque risieda.
    Il sistema attuale si basa sostanzialmente sulla residenza dell’assicurato, è un fattore insufficiente ed iniquo, occorre aggiungere maggiori elementi di personalizzazione del premio.
    Infatti, oggi, un guidatore “imbranato” di Milano che ha provocato qualche sinistro che lo fanno stare, ad esempio, in una classe ottava, paga di meno di un giudatore esperto napoletano, che sta da anni in prima classe: oggettivamente è un’ingiustizia!

  2. Roberto Felici said:

    “Le statistiche sulle quali si basano le personalizzazioni del premio, sono poco chiare e suscettibili di interpretazioni che le imprese attualmente utilizzano per far pagare premi iniqui ai cittadini”

    Due commenti:

    1) Caro Vincenzo Ferrante, ci proviamo a suffragare con qualche prova queste affermazioni, oppure ciascuno è libero di teorizzare fino a prova contraria?

    2) E l’Attuario Incaricato – quel professionista indipendente che vigila sulla congruità delle tariffe di una Compagnia – a che serve allora? Li cacciamo tutti via perché sono una manica di inetti collusi?

    Condivido che in alcuni territori gli onesti paghino per i disonesti, ma il paragone calzante mi pare quello con l’evasione fiscale – per la quale serve la lotta di contrasto – più che l’IMU – che è territorio politico-clientelare.

    Comunque, anche l’IMU ci fornisce il modo di valutare la sostanza di questa lettera, dato che il Governo altro non ha fatto che reperire risorse altrove…

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