Voci dalla Rete: Valutare le attività materiali, perché ora serve un nuovo approccio

Analisi - Gestione - Valutazione - Consulenza Imc

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Grazie ad alcune gentili segnalazioni, riprendiamo anche su Intermedia Channel un contributo di Loredana Drovetto, Managing Director del Dipartimento Fixed Asset e Insurance Solutions presso Duff & Phelps (società di servizi finanziari con esperienza in valutazioni complesse, corporate finance, disputes & investigations, compliance e consulenza normativa) riguardante le attività materiali, la loro rappresentazione in bilancio, gli aspetti fiscali e (soprattutto) gli aspetti assicurativi. Le tematiche sono sicuramente al limite rispetto a quanto trattiamo normalmente su queste pagine, ma non mancano gli spunti di indubbio interesse e di riflessione

Valutare le attività materiali, perché ora serve un nuovo approccio – di Loredana Drovetto, Managing Director del Dipartimento Fixed Asset e Insurance Solutions presso Duff & Phelps

Pesano molto, soprattutto nelle imprese capital intensive, eppure non sempre gli asset materiali sono oggi rappresentati nei bilanci in modo corretto. Un’anomalia in un’epoca caratterizzata dalla forte attenzione delle imprese per l’efficienza e la gestione ottimale del rischio.

La registrazione imprecisa in bilancio ha diverse origini. Per esempio, perché l’impresa ha realizzato operazioni straordinarie (fusioni, acquisizioni), consolidamenti o razionalizzato strutture produttive. Frequenti sono anche i casi di descrizione inadeguate degli asset: lavori in corso allocati a classi fiscali non corrette, documentazione carente su trasferimenti e dismissioni, inventari e riconciliazioni fisico-contabili poco frequenti o, comunque, non pianificati periodicamente.

Una casistica estesa con conseguenze concrete. Registrazioni contabili inaccurate determinano una reportistica finanziaria di scarsa qualità che può causare problemi nella fase di revisione e, talvolta, determinare un parere negativo dell’auditor, con ricadute negative sulla credibilità del management di fronte ad azionisti e fornitori.

Ci sono poi gli aspetti assicurativi. Oggi le compagnie richiedono una maggiore affidabilità dei dati (valori dei fabbricati e dei macchinari, informazioni su caratteristiche costruttive, stato occupazionale, misure di prevenzione e protezione, esposizione al rischio), soprattutto nelle aree più soggette a eventi catastrofali. Quando si parla di valori assicurabili, l’accuratezza è vitale: nessuno vuole pagare tassi e premi più alti a causa di dati imprecisi né assicurare beni fantasma.

Infine gli aspetti fiscali. Le valutazioni a fini fiscali sono tipicamente effettuate sulla base dei dati contabili, applicando tassi sul valore dichiarato: il rischio, in assenza di valutazioni corrette, è dover a pagare imposte in eccesso, fino al 20-30%, a causa di beni scomparsi o che si sono svalutati in misura rilevante.

I vantaggi del modello sistemico

La necessità di perseguire nello stesso tempo obiettivi di efficienza gestionale e ottimizzazione della gestione del rischio richiederebbe oggi un approccio sistemico alla valutazione degli asset fondato su un’interazione tra le funzioni di finanza e risk management, possibilmente con il supporto di un valutatore indipendente.

Le valutazioni e la gestione delle immobilizzazioni materiali hanno del resto aspetti operativi comuni. Entrambe, per esempio, richiedono un sopralluogo alla proprietà e un inventario dei beni. In generale, un’analisi complessiva dello stato delle registrazioni contabili e dei valori dichiarati – a fini fiscali o assicurativi – aiuta a determinare lo scopo delle diverse consulenze.

Di solito, una stima assicurativa considera il costo totale per rimpiazzare ogni bene dell’azienda (fatta eccezione per il terreno) e include, quindi, anche i beni non capitalizzati perché di valore inferiore alla soglia minima di capitalizzazione. Un inventario delle immobilizzazioni a fini finanziari, invece, è di solito ristretto ai beni capitalizzati.

Un inventario a fini finanziari e contabili potrebbe considerare, in funzione degli scopi:

  • la riconciliazione, o la semplice comparazione, tra il file contabile e l’inventario fisico (la riconciliazione identificherà i beni abbinabili, gli incrementi e le dismissioni non registrati). Questo processo può essere effettuato con diversi livelli di diligenza, dall’abbinamento del semplice numero di matricola sino alla riconciliazione riga per riga.
  • L’allocazione di acquisti o registrazioni collettivi ai singoli beni;
  • La ricostruzione del costo storico, se necessario.

D’altro canto, una stima assicurativa potrebbe includere:

  • informazioni di tipo costruttivo e relative all’esposizione al rischio;
  • un inventario con una soglia più alta di quella di capitalizzazione, in cui i beni al di sotto del cut-off* sono comunque valutati, ma raggruppati per classi omogenee, con lo scopo di tracciare le movimentazioni e gli investimenti dei soli beni più importanti;
  • l’aggiunta di codifiche ubicazionali (fabbricato, piano ed area, di solito) per facilitare l’analisi degli assicuratori. E’ possibile registrare anche il centro di costo e arrivare alla singola stanza;
  • determinare il costo di rimpiazzo a fini assicurativi in sostituzione del costo storico.

L’adozione di un approccio sistemico porta benefici concreti all’interno dell’azienda:

  • approccio e metodologia univoci per la stima di tutte le proprietà;
  • sopralluoghi efficienti ed efficaci (senza impegnare risorse dell’azienda, che spesso non possono dedicarsi a questa attività con continuità);
  • conclusioni di valore consegnate entro una data stabilita per contratto;
  • rappresentazione corretta, per gestire e controllare i beni;
  • eliminazione dei “beni fantasma” (perché pagare premi e tasse per beni che da lungo tempo non sono più in azienda?);
  • identificazione dei singoli beni registrati in stock, per registrare tracciare le future dismissioni ed allineare i trasferimenti;
  • eliminazione del rischio di sovra o di sottoassicurazione;
  • negoziazione di migliori coperture assicurative.

E verso gli stakeholder:

  • opinione indipendente di valore, formulata da un terzo, che sarà più facilmente accettata da revisori e assicuratori, perché scevra di interesse personale;
  • eliminazione del rischio di possibili note negative sul management e compliance con gli standard contabili internazionali;

Intermedia Channel


* Nell’organizzazione aziendale, insieme di operazioni attinenti alla redazione degli inventari al fine di effettuare un riallineamento tra inventario fisico (derivante dal riscontro materiale dei beni in magazzino) e inventario contabile (derivante dalle risultanze delle rilevazioni amministrative di magazzino), a causa delle divergenze che tra questi si vengono a creare per l’esistenza di operazioni di vendita e/o di acquisto di materie e di prodotti effettuate immediatamente prima, o durante, lo svolgimento dell’inventario e non ancora concluse alla fine delle rilevazioni inventariali

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