Welfare Index PMI, il Rapporto 2018 fotografa oltre 4.000 imprese

Generali Italia - Welfare Index PMI Imc

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Il prossimo 10 aprile sarà presentato a Roma il terzo Rapporto annuale (promosso da Generali Italia in collaborazione con Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni) e sarà effettuata la premiazione dei migliori progetti di welfare. Le 10mila interviste, realizzate in tre anni, alle Pmi di sei settori produttivi – agricoltura, industria, artigianato, commercio e servizi, studi e servizi professionali e terzo settore – fotografano un trend di crescita delle imprese attive nel welfare. Sono 4.014 le imprese (il 20% in più rispetto al 2017) che hanno aderito alla terza edizione del Rapporto sul welfare aziendale in Italia

“Diffondere la cultura del welfare aziendale per incentivare tra le piccole e medie imprese l’utilizzo di buone pratiche di welfare”: è questo l’obiettivo di Welfare Index PMI, iniziativa – giunta alla terza edizione – promossa da Generali Italia, con la partecipazione di ConfindustriaConfagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni.

L’iniziativa continua a riscuotere molto interesse, come dimostra il coinvolgimento nell’indagine 2018 di oltre 4.000 aziende, il 20% in più rispetto allo scorso anno. Con 10mila imprese intervistate nelle tre edizioni, la ricerca condotta da Innovation Team, rappresenta “la mappatura più completa della diffusione del welfare aziendale in Italia, confermandosi anche come fonte autorevole per istituzioni, organizzazioni e privati che vogliono approfondire la materia”.

In questi anni – si legge in una nota congiunta – Welfare Index PMI “ha anche offerto alle imprese un servizio gratuito per misurare il loro livello di welfare attraverso la piattaforma www.welfareindexpmi.itdove gli imprenditori possono anche accedere alle novità fiscali e regolamentari sul welfare aziendale”.

Alle 4.014 imprese coinvolte quest’anno è assegnato il Rating Welfare Index PMI, che raggruppa le aziende in cinque classi con un valore crescente da 1W a 5 W. Lo scopo, spiegano da Generali Italia, “è di permettere alle imprese di conoscere il proprio livello di welfare e comunicarlo in modo immediatamente riconoscibile, facendo diventare l’impegno nel welfare un vantaggio competitivo”.

Le 38 aziende che quest’anno hanno ottenuto le 5W (rispetto alle 22 del 2017) – prosegue la nota – “sono storie d’eccellenza, che si contraddistinguono per aver attuato un ampio ventaglio di iniziative per il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, spesso attraverso soluzioni originali e innovative”.

Welfare Index PMI si rivolge alle imprese di sei settori – agricoltura, industria, artigianato, commercio e servizi, studi e servizi professionali e terzo settore – e prende in– esame le aziende della fascia tra sei e mille dipendenti.

Le novità del welfare in Italia verranno illustrate nel “Rapporto Welfare Index Pmi 2018”, che verrà presentato a Roma il prossimo 10 aprile. Durante l’evento di presentazione – patrocinato dalla Presidenza del Consiglio – saranno anche premiate le prime tre classificate per ogni settore e attribuite quattro menzioni speciali alle migliori piccole e medie imprese in diversi ambiti.

“Da tre anni mettiamo in campo le nostre competenze di assicuratore, assieme alle principali confederazioni nazionali, per promuovere attraverso il welfare aziendale la crescita delle imprese, dei lavoratori e delle loro famiglie – ha commentato Marco Sesana, Country Manager e amministratore delegato di Generali Italia –. Con Welfare Index Pmi, poniamo l’attenzione sui grandi bisogni sociali: sanità e assistenza, conciliazione e sostegno al lavoro, giovani, formazione e istruzione. Temi di grande impatto sociale sui quali siamo fortemente impegnati”.

“Una crescita sostenibile e non episodica delle imprese passa anche dalla consapevolezza del loro profondo ruolo sociale, come attori fondamentali per lo sviluppo del territorio e delle comunità in cui sono inserite. È quindi necessario promuovere sempre di più iniziative e progetti, come il Welfare Index PMI, in grado di consolidare e rafforzare la cultura di impresa, consapevoli della centralità della persona nel processo economico e produttivo – ha affermato Carlo Robiglio, presidente della Piccola Industria di Confindustria –. Il welfare aziendale, infatti, consente non solo di migliorare la produttività delle aziende e rafforzare il rapporto con i collaboratori, ma soprattutto di creare le condizioni per una serena e piena espressione della persona nel suo lavoro. L’esperienza del Welfare Index PMI, attraverso il suo combinato di informazioni tecniche e best practices, permette un avvicinamento consapevole delle piccole e medie imprese al welfare aziendale”.

“L’agricoltura, grazie al suo profondo legame con il territorio e la popolazione, è pioniera del welfare e conferma oggi il suo rinnovato ruolo sociale, finalizzato all’integrazione e al miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Oggi la direzione intrapresa dalle aziende va verso un ampio concetto di sostenibilità, non solo sociale, ma anche economica e ambientale – ha osservato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura –. Gli esempi concreti sono migliaia, da Nord a Sud. Come Confagricoltura guardiamo con attenzione allo sviluppo di queste realtà, valorizzandone esperienze e potenzialità. E non è un caso che oggi esista una realtà consolidata fatta da imprese agricole impegnate nell’agricoltura sociale. Per questo partecipiamo con convinzione al Welfare Index Pmi che consente di trarre utili nuove idee ed elementi di progettualità guardando a quanto fatto in altri settori”.

“Siamo convinti che il welfare faccia bene all’azienda, ai lavoratori e alle comunità locali. Gli obiettivi che ispirano Welfare Index Pmi sono gli stessi che hanno spinto Confartigianato a realizzare, nel 2017, il progetto Nuovo Welfare. Puntiamo a colmare il gap nell’offerta pubblica di servizi e a far diventare il welfare un’opportunità per il Paese, motore di crescita sociale e sviluppo economico – ha aggiunto Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato Imprese –. A maggior ragione nell’artigianato e nelle piccole imprese dove imprenditori e dipendenti lavorano fianco a fianco, in un rapporto di stretta collaborazione. Per questo l’artigianato è stato il primo settore, 30 anni fa, ad occuparsi del benessere dei propri collaboratori attraverso un welfare fondato sulla bilateralità, espressione di una cultura condivisa tra le parti sociali per la gestione delle relazioni sindacali, del sostegno al reddito, della formazione, del mercato del lavoro, del welfare integrativo all’insegna della sussidiarietà, del mutualismo, del protagonismo delle parti sociali”.

“La convinta partecipazione di Confprofessioni alla terza edizione del Welfare Index Pmi testimonia la profonda attenzione dei liberi professionisti alle politiche attive del lavoro e agli innovativi strumenti di welfare messi in campo dal Ccnl degli studi professionali. Nel comparto professionale, il welfare è una realtà consolidata che affonda le proprie radici nel lontano 2001, quando vennero introdotte nel contratto collettivo le prime misure di welfare a favore dei dipendenti – ha dichiarato Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni –. In questi 17 anni abbiamo assistito ad uno sviluppo continuo e costante sia sul fronte delle nuove tutele, sia delle prestazioni erogate, che più recentemente sono state estese anche ai datori di lavori. Al di là dei numeri, è cresciuta la cultura del welfare, che oggi rappresenta un fattore di sviluppo indispensabile nell’organizzazione di uno studio e nel processo di trasformazione del lavoro”.

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