YOLO, chiuso il primo round di investimento da un milione di Euro

Yolo HiRes

Yolo HiResL’aumento di capitale è stato guidato da Barcamper Ventures

YOLO, intermediario assicurativo totalmente digitale, nato dall’iniziativa di Simone Ranucci Brandimarte e Gianluca De Cobelli, annuncia la chiusura del primo round di investimento per un milione di Euro. L’aumento di capitale, guidato da Barcamper Ventures, fondo di venture capital gestito da Primomiglio SGR, ha visto il coinvolgimento di altri investitori come Miro Ventures e del broker Mansutti.

Il capitale raccolto – si legge in una nota – servirà alla startup “per accelerare lo sviluppo tecnologico e di prodotto della piattaforma proprietaria che permette di attivare e distribuire micro-assicurazioni in tempo reale e pay-per-use”.

“Questo è il primo round di investimento – ha dichiarato de Cobelli –. Le strategie di sviluppo di YOLO prevedono infatti investimenti complessivi per 6 milioni di euro entro i prossimi 12 mesi, necessari anche per avviare il piano di crescita a livello europeo”.

“Le tecnologie digitali – ha commentato Ranucci Brandimarte, che di YOLO è anche amministratore delegato – stanno ormai invadendo tutti i settori economici incluso quello assicurativo. Gli stessi consumatori sono sempre più propensi ad orientarsi verso nuove forme di offerte. YOLO vuole essere una risposta concreta alla spinta della digitalizzazione in atto, che rende necessaria una rivisitazione dei prodotti in chiave innovativa. L’avere al nostro fianco investitori così autorevoli ci consentirà di giocare questa partita da protagonisti”.

“L’investimento in YOLO – ha aggiunto Antonio Concolino, amministratore delegato di Primomiglio SGR che a valle dell’investimento entra nel CdA della startup – nasce da un lavoro di squadra con il nostro advisor dpixel, che ha selezionato questa startup per il progetto Insurtech Garage. Per noi è una sfida essere alla frontiera di un nuovo modo di fare business nel mondo assicurativo. Con YOLO ci proponiamo di favorire in tempi rapidi l’internazionalizzazione di una startup italiana, creando le condizioni per un reale vantaggio competitivo in un mercato ancora agli albori”,

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