Opinione della Settimana

Unipol-FonSai: Dubbi sui consiglieri «indipendenti»

Un nucleo di “pretoriani” vigilerà sulla fusione Unipol – Fonsai e, su di essa, avrà potere di vita e di morte. Sono i cinque amministratori indipendenti di Fonsai nominati nell’ultimo Cda nello speciale comitato previsto dal regolamento della Consob sulle operazioni con parti correlate. Che la futura integrazione sia in potenziale conflitto d’interesse non c’è alcun dubbio visto che a promuoverla sarà il socio controllante di Fonsai (Unipol).

Qualche dubbio, piuttosto, potrebbe sorgere sul fatto che tutti gli amministratori indicati dal board di Fonsai possano vantare quei requisiti di indipendenza richiesti dal regolamento della Consob e stabiliti dal codice di autoregolamentazione di Borsa.

Il ruolo del comitato è particolarmente delicato perchè , nel caso specifico, deve garantire che non soltanto sul piano formale ma sostanziale, ad esempio nella definizione dei rapporti di concambio tra i gruppi che si andranno a fondere, i diritti di tutti gli azionisti di Fonsai siano adeguatamente tutelati. Il loro giudizio, fondato anche su perizie di advisor indipendenti che ancora debbono essere scelti, sarà peraltro inappellabile perchè la compagnia ha rinunciato alla possibilità, prevista dalla Consob, di sottoporre in assemblea con una speciale procedura le operazioni bocciate dal comitato.

I componenti dell’organismo, Roberto Cappelli, Maurizio Comoli, Valentina Marocco, Enzo Mei e Salvatore Militello, sono tutti definiti indipendenti e non correlati (cioè non coinvolte nell’operazione). Qualche dubbio, però, potrebbe venire. Cappelli, ad esempio, è uno stimato legale, ma molto vicino ad Unicredit che lo ha indicato nel Cda di Fonsai. Ad esempio, sempre su indicazione della stessa banca, è stato Presidente della Roma Calcio di cui è tuttora vice presidente. Unicredit ha un interesse specifico nell’operazione, è azionista di Fonsai ma anche grande creditore di Premafin. Non c’è alcuna correlazione? Maurizio Comoli in aggiunta ai compensi di amministratore (71 mila euro) ha ricevuto nel 2010 una remunerazione di 84 mila euro per prestazioni professionali. Sono compatibili con la sua qualifica di indipendente? Qualche dubbio potrebbe essere espresso anche su Valentina Marocco. È entrata in Cda nel 2009 al posto della madre Mariella che ne ha fatto parte ininterrottamente dal 1994. Il codice di autoregolamentazione, tra le cause di non-indipendenza, include anche la presenza in un Cda per oltre 9 anni. Le clausole esclusive valgono anche per i «parenti stretti» ma, in questo caso, sembra che il sillogismo non sia scattato.

Fonte: Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.