Opinione della Settimana

Demozzi: «Plurimandato, la svolta è qui»

Sono tra le poche categorie favorevoli alle liberalizzazioni che il governo Monti sta cercando di mettere in atto per favorire l’agire della libera concorrenza sui vari mercati italiani. Una posizione forte, che collima, spesso, con quella dei consumatori.

«Sono almeno dieci anni che chiediamo la liberalizzazione della distribuzione professionale delle polizze assicurative — dice Claudio Demozzi (nella foto), 45 anni, agente plurimandatario di Trento e presidente dello Sna, il Sindacato nazionale agenti di assicurazione che raccoglie circa 7 mila dei 23 mila professionisti italiani —. Quando nel 2006 e 2007 l’allora ministro Bersani lavorò per scardinare lo strapotere delle compagnie assicuratrici in Italia si realizzò un disegno a tutto favore del consumatore che, nei due anni successivi, toccò con mano il calmieramento dei prezzi soprattutto in ambito di Rc Auto, l’assicurazione obbligatoria che più di ogni altra tocca le tasche degli italiani. Purtroppo, in mancanza di ulteriori provvedimenti le tariffe si sono poi rialzate e l’effetto benefico delle cosiddette lenzuolate di Bersani si è andato disperdendo».

Oggi, l’intervento del governo Monti sembra ripercorrere quel sentiero: lo spirito dell’articolo 34 del decreto Liberalizzazioni sta proprio nella incentivazione del plurimandato, il metodo ritenuto migliore per incentivare la concorrenza e arrivare quindi a un contenimento dei prezzi, elevando la qualità dell’offerta assicurativa. La discussione è in Senato, alla X Commissione Industria. L’effetto che si vuole raggiungere è abbassare il livello di iperconcentrazione che ha raggiunto il mercato italiano delle polizze, dove i primi cinque gruppi operanti nel ramo danni controllano il 70 per cento del mercato, quando in Germania la quota è del 40 per cento. Al netto poi dell’effetto concentrazione che inevitabilmente deriverà dall’operazione di salvataggio che Unipol sta cercando di mettere in atto nei confronti di Fondiaria Sai. Secondo dati Isvap, le prime dieci compagnie italiane nel settore Danni controllano l’86 per cento del mercato. E in Italia operano circa 200 compagnie, contro le oltre 600 attive sul mercato tedesco e le quasi mille che lavorano in Gran Bretagna, con un effetto deprimente per i consumatori: tariffe obbligatorie quasi doppie rispetto a chi si assicura per la responsabilità civile automobilistica in Germania o in Francia.

«La forza contrattuale delle imprese oggi in Italia — sottolinea Demozzi — è tale che sebbene sia stato vietato il rapporto di esclusiva, quasi il 70 per cento degli agenti opera come monomandatario. È evidente che risulta difficile imporre l’obbligo del plurimandato, ma è un limite che si potrebbe aggirare permettendo la libera collaborazione tra gli intermediari. Insomma, se la compagnia non è disponibile a dare mandato a chi ne ha già uno, la legge potrebbe consentire al distributore di collocare al cliente anche il prodotto distribuito da un altro agente, lui sì legato da esclusiva. Così si arriverebbe rapidamente a un pluriofferta, con effetti di compressione dei costi a favore della clientela».

Gli agenti raccolti nello Sna sono favorevoli anche all’utilizzo della cosiddetta scatola nera, il meccanismo in grado di registrare gli spostamenti del veicolo e che potrebbe divenire utilissimo sia nella ricostruzione dell’eventuale incidente che nel contenimento dei prezzi. «A patto però — conclude Demozzi — che si utilizzi la scatola nera esclusivamente ai fini della ricostruzione del sinistro o per risalire a eventuali frodi. Siamo invece contrari sia all’uso invasivo dello strumento di registrazione, dato che potrebbero evidenziarsi rischi per la privacy, sia nell’ipotesi di scaricare i costi della cosiddetta scatola nera sulla clientela che non deve essere gravata da costi né al momento dell’installazione dello strumento né al momento in cui l’apparecchio dovesse venire disinstallato».

Fonte: Corriere Economia

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