Opinione della Settimana

FonSai, il mercato fa l’ipotesi spezzatino

Gli analisti italiani provano a mandare al loro posto le ultime tessere del puzzle FonSai, in attesa di vedere quale sarà la soluzione ufficiale. Unipol ha infatti presentato ufficialmente domanda di esenzione all’Opa obbligatoria alla Consob ma sono in molti a prevedere che anche il via libera di Vegas potrebbe non essere l’ultimo atto della vicenda e che, stante anche la pressione esercitata da Palladio Finanziaria e Sator (il cui interessamento rischia di far venir meno il presupposto di un “salvataggio” e dunque la stessa esenzione all’Opa cui Unipol continua a condizionare l’intera operazione), lo spezzatino potrebbe essere l’ipotesi finale più probabile.

Già, ma cosa verrebbe scorporato e cosa rimarrebbe? Le ipotesi sul tappeto restano due sostanzialmente: o Milano Assicurazioni o il portafoglio di immobili Fondiaria-Sai (la cui gestione secondo alcune voci mai confermate ma neppure smentite sarebbe stata offerta a Paolo Ligresti, terzogenito del capostipite Salvatore).

Nel primo caso il soggetto destinato a vedere la luce dalle successive fusioni di Premafin, Unipol e Fondiaria-Sai risulterebbe (prendendo come base i dati al 30 settembre scorso per maggiore omogeneità) particolarmente forte nel ramo Vita (il risultato pro-forma dei primi nove mesi sarebbe stato pari a 6925 milioni di raccolta netta a fronte dei 6496 milioni di premi netti raccolti nello stesso periodo dal gruppo Generali) e con una presenza significativa nel ramo Danni (la raccolta netta pro-forma sarebbe stata di poco superiore ai 6 miliardi di euro contro i 16942 milioni del colosso di Trieste), in particolare nell’RC Auto (3235 milioni di euro di raccolta netta).

Il nuovo soggetto potrebbe poi rafforzare la propria presenza nel settore bancario (anche se al momento tanto Unipol Banca quanto Banca Sai hanno non pochi problemi riguardo la qualità degli attivi), dato che la sola Unipol poteva vantare nei primi nove mesi del 2011 una raccolta bancaria superiore ai 10,1 miliardi di euro. I problemi rimarrebbero concentrati su due fronti: l’Ape (premi unici equivalenti, ossia la somma dei premi annui di nuova produzione e di un decimo dei premi unici), che a fine settembre avrebbe raggiunto i 475 milioni (a fronte dei 3535 milioni segnati da Generali) e gli indici di solidità patrimoniale, con un combined ratio oscillante tra il 98,1% di Unipol e il 104% di Fondiaria-Sai (nel frattempo balzato al 120% dopo le rettifiche di bilancio introdotte a fine dicembre) contro il 96,6% che poteva vantare il Leone di Trieste alla stessa data.

Si eviterebbe così (forse) di rinunciare al portafoglio di investimenti immobiliari di quasi 3.700 milioni di euro di immobili sui quali sono peraltro emerse solo in parte le minusvalenze latenti, visto che a fine settembre a fronte di 2848 milioni di investimenti immobiliari Fondiaria-Sai dichiarava un valore di carico di 3273 milioni e che restano comunque ben distanti dalle cifre di Generali (13.115 milioni di euro di investimenti a fine settembre) e in più migliorerebbe marginalmente la qualità degli attivi (Milano Assicurazioni a fine settembre “vantava” un combined ratio pari al 105,5% e un loss ratio dell’81,8%, rispetto al 75,6% segnato da Unipol).

Nel caso opposto, ossia tenendosi stretta Milano Assicurazione e cedendo tutti gli immobili (gli investimenti complessivi in questo caso sfioravano i 4,7 miliardi di euro alla fine del terzo trimestre dello scorso anno) si rinuncerebbe appunto ad un patrimonio consistente ma forse non indispensabile liberando risorse utili a rimborsare i debiti e migliorare ugualmente i coefficienti patrimoniali, rafforzandosi ulteriormente tanto nel ramo Vita (quasi 7,2 miliardi di raccolta netta complessiva pro-forma a fine settembre), dove potrebbe superare Generali, quanto nel Danni (poco meno di 8,2 miliardi, circa la metà di Trieste) ed in particolare nell’RC Auto (oltre 4,6 miliardi di raccolta netta complessiva pro-forma, sempre a fine settembre scorso).

Autore: Luca Spoldi – Affaritaliani (Articolo originale#2)

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