Opinione della Settimana

La nuova Rc auto: Il caro-tariffe al test delle liberalizzazioni

Frena la raccolta e scende la tensione sulle tariffe Rc auto. Che, però, rimangono molto elevate, soprattutto sui profili più a rischio. Una forte spinta al loro raffreddamento dovrebbe venire dalle norme sulle liberalizzazioni, che sono state emanate nei giorni scorsi dal Parlamento.

In base ai dati dell’Ania, nel 2011 il fatturato del settore è stato pari a 110,3 miliardi, il 12,2% in meno rispetto al 2010. Il calo è dovuto soprattutto alla frenata dei rami vita, scesi del 18% a 73,9 miliardi, mentre quella dei rami danni è stata pari a 36,4 miliardi, il 2,6% in più nel confronto con il 2010. E’ stato pari al 5,2% l’incremento nella Rc auto, che da sola rappresenta oltre la metà del comparto danni e il 16% della raccolta complessiva.

La febbre continua
Malgrado alcuni segnali di una discesa della febbre, la copertura obbligatoria di Rc auto resta il grande malato del mercato assicurativo nazionale e, al tempo stesso, una voce pesante nei conti degli automobilisti italiani. Inefficienze del sistema, truffe piccole e grandi e un’abnorme incidenza del carico fiscale (su cento euro di premi, quasi trenta se ne vanno in tasse e oneri), fanno sì che il premio medio sia più del doppio rispetto a quello di altri paesi europei come Francia e Spagna. Il presidente dell’Ania Aldo Minucci ha dichiarato nei giorni scorsi al Corriere che le tariffe potrebbero ridursi del 15-20% se si intervenisse in maniera efficace sulle lesioni fisiche, che in Italia hanno un’incidenza molto elevata. Il livello dei costi determina inoltre una crescente evasione all’obbligo assicurativo.

«Sulle strade italiane circolano tre milioni di veicoli non assicurati — sostiene Francesco Paparella, presidente dell’Aiba (Associazione italiana broker di assicurazioni), che nei giorni scorsi ha presentato l’Osservatorio auto realizzato da Iama Consulting —. Il fenomeno è diffuso soprattutto in alcune aree, in particolare a Napoli. Se non si riuscirà a contrastare efficacemente il fenomeno, potrebbe determinarsi uno squilibrio dei conti del Fondo di garanzia per le vittime della strada, che interviene in casi del genere».

Secondo l’Osservatorio, rallenta la crescita delle tariffe e diminuisce anche la mobilità degli assicurati da una compagnia all’altra, che spesso permette di risparmiare parecchio. «A fine 2011 il premio medio dell’Rc auto era pari a 734 euro — dice Paparella —. Il 3,7% in più rispetto al 2010, quando l’incremento era stato del 12,2%. Si è ristretto il vantaggio competitivo delle compagnie che operano per telefono o su Internet, che hanno applicato incrementi medi del 12%, rispetto al più 3,5% delle tradizionali. Con un attento confronto si può risparmiare sino a 436 euro: eppure la percentuale di clienti che nel 2011 ha cambiato è stata pari al 6%, in deciso calo rispetto al 10,1% del 2010».

Nel 2011 il premio medio è stato pari a 1.058 euro per chi ha provocato incidenti, e a 629 per i guidatori virtuosi, con medie che vanno dai 645 euro di Bologna ai 641 di Roma e ai 481 di Milano. In una stessa città, però, la forbice dei prezzi è davvero molto ampia: a Roma, per esempio, si va dai 410 euro della compagnia più economica, Allianz, agli 823 della più costosa, Augusta, che allo stesso automobilista richiede più del doppio.

Confronti
Il primo modo per risparmiare, quindi, è confrontare più preventivi. I dati dell’Osservatorio auto si basano su Check-it auto, uno strumento di comparazione delle tariffe della copertura obbligatoria e delle garanzie accessorie che, però, è riservato ai broker iscritti all’Aiba. Sono aperti a tutti, invece, il preventivatore dell’Isvap, disponibile sul sito www.isvap.it, e quelli offerti on line come www.assicurazione.it, www.cercassicurazioni.it, www.chiarezza.it, www.comparafinanza.it e www.6sicuro.it, www.supermoney.eu. «Analogamente a quanto avviene in Europa, va stimolato il confronto prima della sottoscrizione della polizza, ma bisogna valutare anche le caratteristiche della garanzia», sottolinea Paparella, «Le scatole nere sono molto utili, ma non è accettabile — dice ancora — che i costi di disinstallazione ricadano sui consumatori che vogliono cambiare compagnia, perché questo crea un ulteriore ostacolo alla concorrenza». Le polizze basate sulle scatole nere, previste dalla bozza del provvedimento sulle liberalizzazioni, vengono già offerte da società come Allianz, Axa, Intesa Sanpaolo assicura, Fondiaria Sai e Unipol. In base all’Osservatorio auto dell’Aiba, a seconda della città e della compagnia il risparmio consentito da un prodotto con il dispositivo satellitare può andare dal 4% al 15%.

Autore: Roberto E. Bagnoli – CorrierEconomia

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