Opinione della Settimana

Consob: “Unipol, no obbligo Opa Fonsai”. Nessuna manleva a Ligresti su Premafin

La Commissione di vigilanza ha esentato la compagnia bolognese a patto che si verifichino determinate condizioni. Il quesito era stato posto lo scorso 20 febbraio. Gli attuali azionisti non avranno diritto al recesso. Isvap dovrà certificare che la fusione serva al salvataggio di Fondiaria e al ripristino dei requisiti obbligatori di solvibilità della compagnia.

L’Opa su Fonsai non è obbligatoria da parte di Unipol a patto che si verifichino determinate condizioni. Per la Consob è possibile applicare le norme circa l’esenzione dall’Opa su Premafin e Fonsai, mentre la Commissione ritiene che “non sia possibile assumere, al momento, una decisione in merito alla sussistenza dell’obbligo di Ppa ‘a cascata’ su Milano assicurazioni a seguito dell’aumento di capitale Premafin, in presenza di un quadro informativo incompleto“. Le decisioni della Consob sono state comunicate in mattinata a Unipol: l’esenzione dell’Opa su Premafin è condizionata a che venga revocata la manleva concessa da Ugf a favore degli azionisti Premafin. Inoltre l’esenzione potrebbe venir considerata non applicabile “qualora gli attuali azionisti di riferimento di Premafin esercitino il diritto di recesso“. Ricevuta la risposta della Consob, Unipol precisa che “formulerà le proprie valutazioni ed assumerà eventuali opportune deliberazioni sul progetto di integrazione una volta rese note le considerazioni della commissione sottostanti la comunicazione ricevuta in data odierna“.

Il quesito.
Una condizione vincolante dell’accordo tra Unipol e Premafin era l’esenzione da parte della Consob dall’obbligo di Opa sulle società destinate a passare di mano: Unipol aveva infatti presentato alla Consob un quesito lo scorso 20 febbraio in relazione alla sussistenza di obblighi di Opa su Premafin, Fonsai e Milano in relazione alla complessa operazione di integrazione che porterà il gruppo assicurativo che ora fa capo alla famiglia Ligresti sotto il controllo del gruppo bolognese.

Niente manleva a Ligresti.
Più in dettaglio, la risposta della Consob precisa che per quanto riguarda Premafin, l’esenzione dall’Opa sia possibile “a condizione che vengano revocati i benefici concessi da Ugf a favore di azionisti della stessa Premafin con impegni finalizzati a tenere indenni gli stessi dai rischi di responsabilità sociale assunti in conseguenza delle cariche ricoperte nel gruppo Premafin“. Viene a cadere in questo modo l’impegno di Unipol a non proporre e a votare eventuali azioni di responsabilità e altre azioni giudiziarie nei confronti dei Ligresti, degli amministratori e dei sindaci di Premafin, Unipol e Fondiaria-Sai per quanto fatto nel quinquenio 2007-2011.

Il tuolo dell’Isvap.
L’esenzione sarebbe poi non applicabile in caso di esercizio del diritto di recesso da parte degli attuali azionisti di riferimento. Inoltre la fusione di Premafin con Unipol, Fonsai e Milano non farà scattare obbligo di Opa “purchè l’apporto della stessa non determini il superamento di alcuna soglia rilevante“. Per quanto riguarda Fonsai, l’acquisizione del controllo indiretto da parte di Unipol attraverso la sottoscrizione dell’aumento riservato di Premafin vede possibile l’applicazione dell’esenzione dall’Opa senza condizioni particolari mentre la successiva fusione di Fonsai con Unipol, Premafin e Milano non farà scattare obbligo di Opa solo se l’Isvap, l’autorità di vigilanza in materia di assicurazioni, “in sede di autorizzazione della fusione, la ritenga parte integrante del soddisfacimento delle richieste da essa formulate“. In pratica la Consob chiede che l’Isvap certifichi che la fusione serva al salvataggio di Fonsai e al ripristino dei requisiti obbligatori di solvibilità della compagnia.

Fonte: La Repubblica (Articolo originale)


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